I primi risultati delle elezioni di metà mandato arriveranno poco dopo la mezzanotte fra martedì 3 e mercoledì 4 novembre, quando chiudono i seggi in Indiana e Kentucky, ma per sapere con certezza chi controllerà il Senato potrebbe servire più di una settimana. Fra le 2 e le 4 del mattino, se i sondaggi sono corretti, i voti di Florida, Virginia, North Carolina e Ohio dovrebbero già dire se i democratici sono avviati a conquistare la Camera. Il Senato dipende invece anche da stati che contano lentamente, come Michigan e Maine, e dall'Alaska, dove l'eventuale conteggio delle seconde preferenze si farà solo il 18 novembre.
Alla Camera la maggioranza è di 218 seggi su 435 e ai democratici ne servono tre in più di quelli che hanno oggi. Al Senato devono guadagnarne quattro e arrivare a 51: con un 50 pari decide il vicepresidente JD Vance, quindi ai repubblicani ne bastano 50. Nell'aggiornamento finale del nostro modello i democratici hanno 98 possibilità su 100 di conquistare la Camera e 80 su 100 di ottenere il Senato. In questa guida tutti gli orari sono italiani. Fra l'Italia e la costa est degli Stati Uniti ci sono sei ore, quindi quando a New York sono le 18 da noi è mezzanotte.
A che ora chiudono i seggi
La mappa, che avevamo pubblicato la settimana scorsa, mostra l'ora italiana di chiusura stato per stato. Passando sopra uno stato compaiono anche l'ora locale e, negli stati divisi fra due fusi orari, il momento in cui arrivano i primi risultati.
A che ora chiudono i seggi negli Stati Uniti
L’ora italiana di chiusura dei seggi per le elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026, nella notte fra martedì 3 e mercoledì 4 novembre. Passando sopra uno stato, o toccandolo, compaiono l’orario, l’ora locale e, negli stati divisi fra due fusi, quando arrivano i primi risultati.
I primi seggi chiudono a mezzanotte in Indiana e Kentucky, tranne le contee occidentali dei due stati, che seguono il fuso centrale e chiudono all'una. All'una chiudono anche Georgia, Virginia, South Carolina, Vermont e quasi tutta la Florida, all'una e mezza North Carolina, Ohio e West Virginia. Alle 2 si chiude in più di metà del paese, fra cui Pennsylvania, Michigan, Maine, New Hampshire, Kansas, quasi tutto il Texas e il panhandle della Florida, la striscia nord-occidentale dello stato. Alle 2 e mezza tocca all'Arkansas, alle 3 a New York, Arizona, Colorado, Iowa, Minnesota, Nebraska e Wisconsin. Alle 4 chiudono Nevada, Montana, Utah e gran parte dell'Idaho, alle 5 California, Oregon e Washington. Alle 6 chiudono le Hawaii e quasi tutta l'Alaska, alle 7 le isole Aleutine occidentali, l'ultimo angolo del paese a votare.
L'orario indica quando chiudono tutti i seggi di un'area. Chi a quell'ora è ancora in fila può votare lo stesso e un tribunale può tenere aperti più a lungo i seggi dove ci sono stati problemi durante la giornata. Negli stati divisi fra due fusi lo spoglio comincia prima che abbiano votato tutti. In Indiana e Kentucky le contee sul fuso orientale pubblicano i primi numeri subito dopo mezzanotte, mentre l'ovest vota ancora. Dalle 2 succede lo stesso in Texas, Kansas e Michigan. Altri stati aspettano: Alabama, Alaska, Oregon e South Dakota non diffondono nulla finché non hanno votato tutte le contee, mentre in Arizona e Idaho la legge impone di attendere un'ora dalla chiusura, quindi i primi dati dell'Arizona arrivano verso le 4. L'Associated Press, l'agenzia di stampa che annuncia i vincitori per buona parte dei media americani, non assegna nessuno stato prima che vi abbiano chiuso tutti i seggi.
Come leggere i numeri senza farsi ingannare
Il candidato in vantaggio nelle prime ore non è necessariamente quello che vincerà, perché i voti non vengono contati in ordine casuale. In alcuni stati si contano per prime le schede del voto anticipato e per posta, che di solito sono più democratiche, in altri per ultime. I seggi più vicini agli uffici elettorali consegnano prima, le circoscrizioni piccole finiscono prima di quelle grandi e le città, dove ci sono più schede da contare, arrivano spesso per ultime. Negli Stati Uniti questo effetto si chiama "miraggio": rosso se il repubblicano parte avanti e poi viene ripreso, blu nel caso opposto. Nel 2024 Kamala Harris era in vantaggio nelle prime ore in Iowa, Michigan e Texas prima di finire dietro a Donald Trump dopo le 4 del mattino, mentre in Maine il presidente era avanti all'inizio e poi ha perso lo stato.
Secondo i dati sul voto anticipato raccolti dal New York Times, quest'anno in diversi stati chiave gli elettori registrati come democratici hanno votato prima del giorno delle elezioni più degli altri. Quei voti sono di solito i primi a essere pubblicati, quindi in molte gare il vantaggio democratico delle prime ore potrebbe ridursi man mano che arrivano le schede votate martedì ai seggi, dove i repubblicani sono più numerosi. I cambi improvvisi di chi è in testa non sono un segnale di brogli e dipendono solo dall'ordine in cui le contee contano e trasmettono i voti.
Per capire se un vantaggio è al sicuro bisogna guardare due cose: chi è avanti fra i voti già contati e da dove devono ancora arrivare gli altri. Call the Map, un sito di previsioni elettorali, ha pubblicato una regola semplice per stimare quanto è difficile una rimonta. Con metà dei voti scrutinati chi è indietro deve vincere il resto con un margine pari al proprio svantaggio, con tre quarti scrutinati deve vincerlo con un margine triplo e con il 90 per cento con un margine nove volte più grande. Chi è dietro di 3 punti quando è stato contato il 75 per cento dei voti deve quindi vincere il restante 25 per cento con 9 punti di vantaggio. Ci riesce solo se quei voti vengono da una zona favorevole, come una grande città che non ha finito lo spoglio.
Le percentuali di voti contati citate in questa guida vengono dallo spoglio del 2024, ricostruito da Call the Map e dal New York Times sui dati dell'Associated Press. Quest'anno i tempi potrebbero essere diversi, perché alle presidenziali si vota in anticipo e per posta più che alle elezioni di metà mandato.
A dichiarare i vincitori nella notte non sono gli stati, che certificano i risultati ufficiali settimane dopo, ma i media. L'Associated Press segue ogni elezione presidenziale dal 1848 e quest'anno assegnerà circa 5.000 gare, grazie a 4.600 corrispondenti negli uffici elettorali di tutto il paese. Accanto all'AP lavorano Decision Desk HQ, una società privata nata nel 2012, e le redazioni elettorali delle grandi televisioni. Queste ultime possono assegnare una gara anche alla chiusura dei seggi, prima che sia contato un solo voto, combinando i dati delle elezioni passate con i sondaggi fatti agli elettori. L'AP dichiara un vincitore solo quando chi è indietro non ha più possibilità di recuperare. Le gare che ha assegnato e poi ha dovuto ritirare sono meno di una su mille.
I primi segnali per la Camera
Entro l'una e mezza avranno finito di votare, del tutto o quasi, otto stati con gare interessanti per la Camera: Florida, Georgia, Indiana, Kentucky, North Carolina, Ohio, South Carolina e Virginia. Il modello di Decision Desk HQ considera almeno in parte competitivi quasi 50 collegi in questi stati e Geoffrey Skelley li ha divisi in tre gruppi in un'analisi per la società. I collegi della Camera si indicano con la sigla dello stato e un numero: FL-22, per esempio, è il ventiduesimo collegio della Florida.
Il primo gruppo è fatto di 11 collegi che i democratici dovrebbero vincere quasi tutti se conquistano la maggioranza. Otto sono già loro, ma sette di questi otto sono stati ridisegnati dai repubblicani fra il 2025 e il 2026 e quasi tutti sono diventati più repubblicani. Il secondo gruppo comprende seggi che pendono verso i repubblicani e che i democratici vincerebbero solo in caso di un'ondata. Il terzo raccoglie collegi che i democratici normalmente non dovrebbero vincere. Una loro vittoria lì sarebbe un terremoto e renderebbe la maggioranza praticamente certa.
Nathaniel Rakich, caporedattore di Votebeat, un sito che si occupa di amministrazione elettorale, ha detto nel podcast di Galen Druke che, se i sondaggi sono corretti, fra le 3 e le 4 del mattino i democratici saranno in vantaggio in abbastanza collegi da rendere evidente chi ha vinto la Camera. Le agenzie che assegnano le gare aspetteranno però più a lungo, almeno fino all'arrivo dei voti della California.
Mezzanotte: Indiana e Kentucky
I primi numeri della notte arrivano da due collegi repubblicani che i democratici sperano di strappare solo in caso di una vittoria larga. In KY-6, intorno a Lexington, il democratico Zach Dembo sfida il repubblicano Ralph Alvarado per un seggio lasciato libero, in un collegio che il presidente aveva vinto con 15 punti di vantaggio. Il Cook Political Report, un sito di analisi elettorale, considera la gara in bilico. In IN-5 la repubblicana uscente Victoria Spartz, rieletta nel 2024 con quasi 19 punti di margine, è favorita sul democratico J.D. Ford. Qui va guardata la contea di Hamilton, ricca e istruita, a nord di Indianapolis. Negli ultimi anni si è spostata a sinistra, ma nel 2024 il presidente l'aveva vinta 52 a 46. Uno spostamento netto verso i democratici sarebbe un buon segnale per loro anche con una vittoria di Spartz. Il Kentucky conta in fretta e nel 2024 alle 3 era arrivato il 75 per cento dei voti e alle 4 il 94.
L'una: Florida, Georgia, South Carolina e Virginia
La Florida è lo stato più veloce del paese: nel 2024 alle 2 aveva già contato l'83 per cento dei voti e alle 3 il 96. Le contee cominciano a pubblicare all'una, ma i dati più completi arrivano alle 2, quando chiude il panhandle. I primi voti sono quelli anticipati e per posta, più democratici del risultato finale, mentre quelli che arrivano dopo sono di solito più repubblicani. Per il Senato e per il governatore i repubblicani Ashley Moody e Byron Donalds sono favoriti, ma con il nuovo disegno dei collegi lo stato ha così tante sfide aperte alla Camera che secondo Rakich è diventato "la nuova California" per numero di gare competitive.
Le prime da guardare sono FL-14, intorno a Tampa, e FL-25, nel sud dello stato, due seggi democratici che il ridisegno ha reso più repubblicani. Il primo è passato da un vantaggio di 8 punti per Harris a uno di 11 per il presidente, il secondo da 4 punti per Harris a 9 per il presidente ed è la sfida per la Camera più costosa del paese. Secondo gli strateghi repubblicani citati da Axios, se la democratica uscente Kathy Castor tiene FL-14 i repubblicani possono quasi dire addio alla maggioranza. Nel modello di Decision Desk HQ Castor e Jared Moskowitz, il deputato uscente di FL-25, hanno circa due possibilità su tre ciascuno. Se vincono entrambi la maggioranza democratica è quasi certa, se perdono entrambi i repubblicani diventano favoriti per la Camera con circa due possibilità su tre.
FL-22 è l'unica gara in bilico dello stato, un seggio libero che pende di poco verso i repubblicani. Una vittoria della democratica Pia Dandiya sul repubblicano Casey Askar porterebbe al 95 per cento le simulazioni in cui i democratici conquistano la Camera. FL-9, a sud di Orlando, dirà quanto gli elettori ispanici, qui soprattutto di origine portoricana, sono tornati verso i democratici. Il deputato democratico Darren Soto ha due possibilità su cinque in un collegio che il presidente avrebbe vinto con 16 punti. FL-27, a Miami, è il collegio più difficile per i democratici. La repubblicana Maria Elvira Salazar, che a settembre ha criticato in uno spot la politica sull'immigrazione del presidente, è favorita sul democratico Elliot Rodriguez in un seggio dove il presidente era avanti di 15 punti. La Florida resta però un caso a sé, soprattutto per il voto ispanico di Miami, e una serie di vittorie repubblicane nei suoi collegi non sarebbe per forza un segnale nazionale.
In Georgia il senatore democratico Jon Ossoff è favorito contro il deputato repubblicano Mike Collins, mentre per il governatore l'ex sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms e il miliardario repubblicano Rick Jackson sono in una delle sfide più combattute del Sud. Dopo il 2020 lo stato ha accelerato lo spoglio e una nuova legge obbliga le contee a pubblicare i risultati entro un'ora dalla chiusura. Nel 2024 alle 5 era stato contato il 92 per cento dei voti. Anche se ogni contea pubblica per primi i voti anticipati, i risultati partono spesso più repubblicani di quelli finali, perché le contee rurali finiscono prima, mentre quelle intorno ad Atlanta, come Fulton e Gwinnett, sono lente. Un vantaggio repubblicano stretto a notte fonda può quindi non reggere, perché fra gli ultimi voti ci sono quelli delle circoscrizioni urbane. In Georgia per vincere serve più della metà dei voti: altrimenti i primi due vanno al ballottaggio il primo dicembre.
In South Carolina la senatrice repubblicana Darline Graham, nominata dopo la morte del fratello Lindsey, è in una sfida stretta con la democratica Annie Andrews in uno stato vinto dal presidente con 18 punti. Il nostro modello dà ad Andrews 30 possibilità su 100 e per Axios, se Graham perde, i repubblicani possono dire addio alla maggioranza al Senato. Jason Thielman, nel 2024 direttore del comitato che cura le campagne dei senatori repubblicani, ha detto ad Axios che quando i repubblicani vanno peggio del previsto nell'Est all'inizio della notte, di solito succede lo stesso più a ovest. Per vincere Andrews ha bisogno di un'affluenza altissima fra gli elettori neri. Secondo le stime di Call the Map, in una gara in parità Andrews perderebbe la contea di Greenville di soli 5 punti, contro i 22 di Harris nel 2024, e vincerebbe quella di Charleston con 27, contro i 6 di Harris. Lo spoglio è di media velocità: nel 2024 alle 3 era arrivata poco più di metà dei voti e alle 6 il 95 per cento.
In Virginia i seggi chiudono all'una, ma le gare combattute vengono di solito assegnate verso le 3. In VA-2, nella zona di Hampton Roads, la repubblicana uscente Jen Kiggans sfida l'ex deputata democratica Elaine Luria, che aveva battuto nel 2022, in un collegio vinto dal presidente di appena 0,2 punti. Nel 2024 l'AP aveva assegnato quel seggio solo alle 23:28 del giorno dopo. Nel modello di Decision Desk HQ Kiggans ha una possibilità su sei e una sua vittoria farebbe scendere sotto il 50 per cento le possibilità dei democratici di conquistare la Camera. Gli strateghi repubblicani ritengono che abbia fatto una campagna quasi perfetta: se perde anche lei, i repubblicani nei collegi vinti di poco dal presidente devono aspettarsi la sconfitta. Per Axios, se i democratici strappano VA-1, dove il repubblicano Rob Wittman è in un collegio vinto dal presidente con 5 punti, la notte sarà molto buona per loro. Se vincono anche VA-5, vinto dal presidente con 12 punti, dove l'ex deputato democratico Tom Perriello sfida il repubblicano John McGuire, sarà ottima.
L'una e mezza: North Carolina e Ohio
In North Carolina l'ex governatore democratico Roy Cooper è favorito contro il repubblicano Michael Whatley, ex presidente del Comitato nazionale repubblicano. È considerato il seggio che i democratici hanno più probabilità di strappare e, se lo perdessero, la maggioranza al Senato diventerebbe molto difficile. L'ultima volta che i democratici hanno vinto un seggio al Senato nello stato è stata nel 2008. I voti anticipati e per posta arrivano entro un'ora dalla chiusura, poi quelli del giorno delle elezioni. Nel 2024 Harris era rimasta in vantaggio per circa un'ora. Alle 5 era stato contato l'87 per cento dei voti e quest'anno resterà meno da contare nei giorni successivi, perché lo stato ha abolito il periodo di tolleranza per le schede per posta arrivate dopo il voto.
Alla Camera, in NC-1, a est, il democratico uscente Don Davis è leggermente favorito contro la repubblicana Laurie Buckhout, anche se il ridisegno ha reso il collegio più repubblicano. In NC-11, intorno ad Asheville, il democratico Jamie Ager e la repubblicana Jennifer Balkcom sono alla pari per il seggio lasciato dal repubblicano Chuck Edwards. Edwards si è ritirato dopo che la commissione etica della Camera aveva proposto di censurarlo per comportamenti inappropriati verso due collaboratrici. Secondo Decision Desk HQ, a seconda di come vanno queste due gare le possibilità dei democratici di conquistare la Camera salgono oltre il 90 per cento o scendono intorno al 60.
In Ohio l'ex senatore democratico Sherrod Brown sfida il senatore repubblicano Jon Husted e ha 82 possibilità su 100 nel nostro modello. Per il governatore la democratica Amy Acton, ex direttrice della sanità dello stato, è in vantaggio nei sondaggi sul repubblicano Vivek Ramaswamy. Lo spoglio dell'Ohio può ingannare due volte. Le contee pubblicano subito i voti anticipati e per posta, più democratici, quindi Brown dovrebbe partire con un vantaggio ampio. Poi arrivano i voti delle circoscrizioni rurali e, nella simulazione di VoteHub, un sito di analisi e previsioni elettorali, in una gara destinata a finire in parità Husted passa avanti di quasi un punto verso le 7 del mattino. Fra gli ultimi voti ci sono però quelli del giorno delle elezioni a Columbus e Cleveland, che riavvicinano Brown. Nel 2024 alle 5 era stato contato il 90 per cento dei voti e quest'anno le schede per posta devono arrivare entro il giorno del voto, quindi resterà poco da contare dopo la notte.
Alla Camera la sfida più incerta è OH-7. Il repubblicano uscente Max Miller, accusato dall'ex moglie, figlia del senatore repubblicano Bernie Moreno, di violenze domestiche contro di lei e la loro figlia, è alla pari con il democratico Brian Poindexter in un collegio vinto dal presidente con 11 punti. Nel modello di Decision Desk HQ una vittoria democratica porterebbe sopra il 90 per cento le possibilità di conquistare la Camera, una vittoria repubblicana le farebbe scendere sotto il 65. In OH-9 la democratica Marcy Kaptur, eletta per la prima volta nel 1982, è favorita nella rivincita contro il repubblicano Derek Merrin, che aveva battuto di poco nel 2024. Quella gara era stata assegnata dopo 15 giorni.
Le 2: Texas, Kansas, Michigan, Maine e Pennsylvania
Alle 2 chiude il gruppo più grande di stati e con loro quattro gare decisive per il Senato. In Texas il democratico James Talarico sfida il procuratore generale repubblicano Ken Paxton per un seggio lasciato libero e ha 76 possibilità su 100 nel nostro modello, in uno stato dove i democratici non vincono un'elezione statale dai primi anni Novanta e dove il voto anticipato è cresciuto del 41 per cento rispetto al 2022. Il Texas conta in fretta, perché la maggior parte degli elettori vota in anticipo: nel 2024 alle 3 era già arrivato il 61 per cento dei voti e alle 5 l'82. Per Axios, se Paxton vince, i repubblicani hanno ancora una strada per tenere il Senato.
Secondo VoteHub, un primo grande blocco di voti dalla contea di Harris, quella di Houston, potrebbe mettere avanti Talarico subito dopo la chiusura. Poi i tanti piccoli aggiornamenti delle contee repubblicane spingerebbero Paxton, prima dell'arrivo di altri voti da Dallas e dalla contea di Travis, quella di Austin. Nella simulazione Paxton è avanti di circa un punto alle 8 del mattino, mentre restano da contare i voti del giorno delle elezioni di Dallas e Houston. Alle primarie di marzo Dallas non aveva finito di contarli neanche alle 11.
In Kansas il democratico Adam Hamilton, un pastore metodista con un messaggio moderato, sfida il senatore repubblicano Roger Marshall in uno stato vinto dal presidente con 16 punti. Il nostro modello gli dà 57 possibilità su 100 e, con l'Iowa, è la gara più incerta. Il Kansas conta in fretta e pubblica per prime le schede per posta, quindi i primi numeri possono ingannare: nel 2024 alle 4 il presidente era avanti di meno di 6 punti in uno stato che poi ha vinto con 16. Alle 7 era stato contato il 95 per cento dei voti. Da guardare la contea di Johnson, che vale un quarto dei voti dello stato. Nel 2024 Harris l'aveva vinta con 8 punti, mentre secondo Call the Map in una gara in parità il democratico la vincerebbe con 24.
In Michigan il democratico Abdul El-Sayed è favorito contro l'ex deputato repubblicano Mike Rogers, con 87 possibilità su 100 nel nostro modello, anche se il modello non tiene conto dell'appoggio a Rogers della deputata democratica Haley Stevens. Lo spoglio è lento: nel 2024 alle 5 del mattino era stato contato solo il 28 per cento dei voti e il 95 per cento è arrivato verso mezzogiorno di mercoledì. I primi dati potrebbero favorire El-Sayed, perché città democratiche come Ann Arbor e Grand Rapids pubblicano presto. Poi Rogers dovrebbe guadagnare terreno man mano che arrivano le zone repubblicane, mentre gli ultimi voti vengono da Lansing, Kalamazoo, Flint e Saginaw, dalle periferie di Detroit e dall'ultimo blocco di schede per posta della città. Nella simulazione di VoteHub, in una gara destinata alla parità, Rogers è avanti di circa tre punti verso le 7. Nel 2024 la contea di Wayne, quella di Detroit, aveva cominciato a pubblicare centinaia di migliaia di voti solo verso le 10. Se Rogers è avanti a notte fonda, conta più sapere quali città devono ancora finire lo spoglio che guardare il totale dello stato.
Anche il Maine è lento, perché non raccoglie i risultati in un unico sistema statale e i giornalisti devono prenderli da quasi 500 comuni. Nel 2024 alle 5 era stato contato il 18 per cento dei voti, alle 8 il 63. Il democratico Troy Jackson è favorito contro la senatrice repubblicana Susan Collins, con 69 possibilità su 100 nel nostro modello. Nel 2020, quando Collins vinse con quasi 9 punti di vantaggio, l'AP assegnò la gara solo all'ora di pranzo americana di mercoledì, cioè in serata in Italia. Il Maine usa il voto per preferenze: gli elettori mettono in ordine i candidati e, se nessuno supera la metà dei voti, l'ultimo viene eliminato e le sue schede passano alla seconda scelta, finché qualcuno arriva alla maggioranza. Nella notte si contano solo le prime scelte. La soglia si calcola su tutte le schede, comprese quelle bianche e quelle con nomi scritti a mano dagli elettori, quindi si può arrivare al conteggio delle preferenze anche se sulla scheda ci sono solo due candidati. In quel caso il conteggio si fa nei giorni successivi ad Augusta, la capitale dello stato, e secondo lo stato può richiedere fino a due settimane.
In Pennsylvania la sfida per il governatore non è più in discussione, ma ci sono quattro collegi combattuti per la Camera. Il più osservato è PA-1, dove il repubblicano moderato Brian Fitzpatrick difende un collegio vinto da Harris. Se perde anche lui, l'ondata democratica avrà travolto persino i repubblicani che di solito vanno meglio del loro partito. Lo spoglio è di velocità media: nel 2024 alle 5 era arrivato il 67 per cento dei voti. In New Hampshire il democratico Chris Pappas è in vantaggio sull'ex senatore repubblicano John Sununu nella sfida per il Senato.
Le 3: Iowa, Nebraska, Minnesota, Wisconsin e Arizona
In Iowa il democratico Josh Turek e la repubblicana Ashley Hinson si contendono un seggio lasciato libero e il nostro modello dà a Turek 57 possibilità su 100. L'Iowa conta in fretta e nel 2024 alle 6 era arrivato il 90 per cento dei voti. Anche qui le contee pubblicano per prime le schede per posta, quindi il democratico può partire avanti: nel 2024 Harris era rimasta in vantaggio per quasi tutta la prima ora in uno stato che poi ha perso di 13 punti. Per Axios, se Hinson va bene, la notte potrebbe essere meno brutta di quanto temono i repubblicani. Nello stato tre dei quattro collegi repubblicani sono in gioco e per il governatore è favorito il democratico Rob Sand.
In Nebraska l'indipendente Dan Osborn sfida il senatore repubblicano Pete Ricketts e ha 27 possibilità su 100 nel nostro modello. Anche qui le schede anticipate e per posta arrivano per prime e per ore i risultati possono essere più favorevoli a Osborn di quelli finali. A fine notte succede il contrario, perché la contea di Douglas, quella di Omaha, pubblica solo venerdì le schede per posta arrivate il giorno del voto, che di solito sono molto democratiche.
In Minnesota la democratica Peggy Flanagan è favorita contro la repubblicana Michele Tafoya, ex giornalista sportiva, con 93 possibilità su 100, ma i primi dati possono essere molto più repubblicani del risultato finale. La contea di Hennepin, quella di Minneapolis e la più popolosa dello stato, pubblica quasi tutti i suoi voti in un solo blocco: nel 2022 era arrivato alle 4:10, nel 2024 alle 5:30.
In Wisconsin si vota per il governatore, con una sfida combattuta fra il democratico David Crowley e il repubblicano Tom Tiffany. Lo spoglio segue soprattutto la geografia e il quadro delle prime ore dipende da quanto in fretta arrivano la contea di Dane, quella di Madison, e Milwaukee. La città di Milwaukee pubblica le schede per posta in un unico blocco a fine nottata, che di solito sposta il margine dello stato di circa due punti verso i democratici. Nel 2024 il blocco era arrivato alle 11:30 del mattino, perché un errore aveva costretto a ricontare le schede. Se tutto va bene, secondo Rakich, potrebbe arrivare verso le 7. Se la gara è stretta, prima di trarre conclusioni bisogna controllare se Milwaukee ha finito.
In Arizona la governatrice democratica Katie Hobbs, leggermente favorita, sfida il repubblicano Andy Biggs, vicino al movimento MAGA del presidente. Lo stato vota soprattutto per posta: il primo blocco di voti arriva verso le 4 e poi bisogna aspettare giorni. Nel 2024 la Camera fu assegnata ai repubblicani otto giorni dopo il voto, quando l'AP dichiarò il vincitore in AZ-6, uno dei collegi dello stato. A New York, che conta in fretta, il collegio da guardare è NY-17, dove il repubblicano uscente Mike Lawler difende un seggio vinto da Harris.
Dalle 4 all'alba: l'Ovest e l'Alaska
Alle 4 chiude il Nevada, dove il governatore repubblicano Joe Lombardo, considerato un buon amministratore e lontano dall'identità MAGA, è in bilico contro il procuratore generale democratico Aaron Ford. Il Nevada conta lentamente: nel 2024 i primi voti erano arrivati verso le 7 e ci erano voluti due giorni per arrivare al 95 per cento. In Montana il democratico Sam Forstag, un ex vigile del fuoco paracadutista, è alla pari con il repubblicano Aaron Flint in MT-1.
Alle 5 chiude la California, lo stato con più voti da contare. La maggior parte degli elettori vota per posta, le schede spedite entro il giorno del voto valgono anche se arrivano fino a sette giorni dopo e le contee hanno tempo fino al tredicesimo giorno per comunicare i risultati. Nella notte arriva comunque circa metà dei voti e molti collegi disegnati per essere sicuri per i democratici potrebbero essere assegnati subito. Il più osservato è CA-22, nella Central Valley, dove il repubblicano uscente David Valadao ha 9 possibilità su 100 nel nostro modello. Fra i referendum c'è la Proposition 40, una tassa una tantum del 5 per cento sui patrimoni oltre il miliardo di dollari.
Alle 6 chiudono quasi tutti i seggi dell'Alaska e alle 7 quelli delle isole Aleutine occidentali, ma i primi risultati arrivano solo dopo le 7, perché lo stato non diffonde nulla finché non hanno votato tutti. La democratica Mary Peltola sfida il senatore repubblicano Dan Sullivan e il nostro modello le dà 70 possibilità su 100. Sulla scheda ci sono due Dan Sullivan: secondo un'inchiesta del New York Times il secondo sarebbe stato reclutato dai democratici per togliere voti al senatore, Peltola nega ogni coinvolgimento e il Dipartimento di Giustizia, il ministero della Giustizia americano, ha chiesto a un tribunale di bloccare la certificazione se vincesse lei per via della confusione fra gli elettori.
L'Alaska è lo stato più lento, perché è molto esteso, le schede viaggiano in aereo e in barca e per molti elettori la posta è l'unico modo di votare. Nel 2024 nella notte era stato contato circa il 75 per cento dei voti, poi lo spoglio si è fermato per giorni. Quest'anno i nuovi dati sono attesi dal 10 novembre e le schede per posta possono arrivare fino al 13. Anche l'Alaska usa il voto per preferenze: se nessuno supera la metà dei voti, il conteggio delle seconde scelte si farà il 18 novembre.
Quando sapremo chi ha vinto
La Camera potrebbe essere chiara agli analisti già nella notte, ma l'assegnazione ufficiale della maggioranza rischia di arrivare giorni dopo. Nel 2022 e nel 2024 l'AP ha assegnato la Camera otto giorni dopo il voto: nel 2022 con la rielezione del repubblicano Mike Garcia in California, nel 2024 con AZ-6. Per assegnarla serve che un partito arrivi a 218 seggi già attribuiti e i collegi della California, dove le gare strette richiedono giorni, arrivano per ultimi. Se i democratici vincono i collegi chiave dell'Est, il risultato sarà però evidente molto prima.
Per il Senato i tempi dipendono dal margine. Nel 2024 la maggioranza fu assegnata alle 6:06 del mattino italiano, nel 2022 quattro giorni dopo il voto. Se i democratici arrivano a 53 o 54 seggi, come prevede la nostra proiezione, potrebbero bastare le gare chiuse nella notte. Se invece la maggioranza si decide per uno o due seggi, potrebbe dipendere dal Maine e dall'Alaska, cioè dal conteggio delle preferenze, e servirebbero almeno una o due settimane. Rakich ha detto che in molti scenari il vincitore del Senato non si conoscerà prima di una settimana dal voto.
Nessuno dei risultati della notte è ufficiale finché gli stati non li certificano: l'Oklahoma lo fa circa una settimana dopo il voto, la California a metà dicembre. In Florida, se un candidato perde di mezzo punto o meno, scatta il riconteggio, a meno che il candidato stesso non vi rinunci per iscritto. Gli spostamenti nei giorni successivi, anche quelli che cambiano il candidato in testa, sono una parte normale dello spoglio: alle primarie di giugno in California due candidati si sono scambiati di posizione dopo cinque giorni di conteggio.
Focus America seguirà la notte elettorale in diretta dalle 23 di martedì 3 novembre fino almeno alle 8 del mattino di mercoledì.
