Negli Stati Uniti si vota prima dell'Election Day: per posta o di persona, in 47 stati e nel Distretto di Columbia, con calendari diversi da stato a stato. Questa pagina segue il voto anticipato per le midterm del 3 novembre 2026 con i dati ufficiali degli uffici elettorali statali, raccolti dall'Election Lab dell'Università della Florida e aggiornati due volte al giorno.
Come leggere i dati
I numeri dicono quante persone hanno già votato, non per chi. Dove compare il partito è quello di registrazione dell'elettore nei registri statali, non il voto espresso. In molti stati il partito di registrazione non esiste affatto. Le categorie di età, genere ed etnia sono quelle usate dai registri di ogni stato, con le loro differenze.
Che cosa contiamo
I voti già espressi sono le schede che gli uffici elettorali hanno ricevuto, cioè quelle votate di persona nei seggi anticipati e quelle per posta già rientrate. Una scheda spedita all'elettore ma non ancora tornata indietro non è un voto. Il voto del 3 novembre non c'è, per definizione. Il voto per posta parte prima di quello di persona: ai militari e agli americani all'estero la legge federale impone di spedire la scheda almeno 45 giorni prima del voto, quest'anno entro il 19 settembre. Per questo in Florida ci sono già schede votate anche se i seggi anticipati aprono soltanto il 19 ottobre.
Le schede richieste sono le domande di voto per posta presentate dagli elettori e compaiono solo nella scheda dei singoli stati, perché il significato cambia da stato a stato. In Ohio e in Florida il numero pubblicato è quello delle schede già spedite dagli uffici di contea, non quello delle domande. In nove stati (California, Colorado, Distretto di Columbia, Hawaii, Nevada, Oregon, Utah, Vermont e Washington) la scheda arriva a ogni elettore senza bisogno di chiederla, quindi indichiamo a quanti elettori viene spedita e non mostriamo nessuna curva delle richieste. Il Texas non pubblica il dato.
I confronti con il passato
Il termine di paragone principale è il 2022, l'ultima elezione di metà mandato, mentre il 2024 è un anno presidenziale con un'affluenza più alta e serve come secondo riferimento. Il finale è il totale del voto anticipato a fine corsa, lo stesso punto è quanti avevano votato allo stesso numero di giorni dal voto. Si vota sempre di martedì, quindi lo stesso punto cade anche nello stesso giorno della settimana.
Il totale finale c'è per tutti gli stati, mentre l'andamento giorno per giorno del 2022 e del 2024 non lo pubblica nessuno: lo abbiamo ricostruito dagli archivi degli uffici elettorali, spesso recuperando i report di allora sulla Wayback Machine, l'archivio che conserva le vecchie versioni delle pagine web. La curva è quasi quotidiana in tredici stati (North Carolina, Pennsylvania, Maine, Washington, Virginia, Georgia, Florida, Wisconsin, Texas, South Carolina, Arizona, Nevada e il Distretto di Columbia), mentre in una trentina di altri abbiamo un punto ogni pochi giorni o ogni settimana. Per Alabama, Missouri e New Hampshire non esiste nessun dato intermedio, né statale né di contea. Il confronto allo stesso punto compare solo dove c'è un dato vicino al giorno di oggi.
In Arizona la serie viene dal cruscotto di Uplift Campaigns, una società di consulenza politica che raccoglie i file delle contee ed è la stessa fonte usata dall'Election Lab, mentre in Virginia viene dai grafici del Virginia Public Access Project, un'organizzazione non profit che rielabora i file dello stato. Alcuni punti di New Jersey, Rhode Island e New Mexico li abbiamo presi da articoli di giornale che riportano i numeri diffusi dagli uffici elettorali. Abbiamo controllato tutti questi numeri su almeno un dato ufficiale. Tutto il resto della pagina viene dagli uffici elettorali.
La composizione degli elettori di allora dipende da cosa conservano gli stati. È completa solo in North Carolina, mentre la Georgia ha età, genere ed etnia, la Louisiana etnia, genere e partito, la South Carolina l'etnia, la Pennsylvania partito ed età, il Colorado e l'Arizona partito e genere. Resta il solo partito in Florida, Maine, Iowa, Oregon, Kentucky, Oklahoma, Maryland, Nevada, New Jersey e Delaware, più l'Ohio per il 2024. Washington e Virginia hanno il genere, il Michigan il solo dato di fine voto, il Texas età e genere della sola contea di Dallas. Tennessee, Wisconsin e Minnesota non registrano niente di tutto questo.
Molti stati, nel 2022 e nel 2024, non pubblicavano tutti i giorni. Dove fra due dati veri mancano delle giornate le abbiamo stimate con la forma della curva dell'altra elezione dello stesso stato. Dove quella manca prendiamo la forma media di cinque stati che hanno la serie completa e un calendario simile, cioè stessa durata e stessa apertura del voto di persona. Gli stati che spediscono la scheda a tutti prendono la forma da altri stati che fanno lo stesso, perché lì l'ultimo giorno pesa molto di più. Il totale fra i due dati veri non cambia: cambia solo come si distribuisce nelle giornate in mezzo. Nelle prove su curve complete, tenendo un dato a settimana e ricostruendo il resto, l'errore tipico sul valore del giorno è stato del 3 per cento, contro il 5 per cento della semplice linea retta fra i due punti. Stimiamo solo dove ci sono almeno quattro dati veri, mai oltre l'ultimo dato e mai in Nebraska, dove i punti sono troppo pochi. Nel grafico le giornate stimate sono indicate come tali. La composizione e i confronti, infine, compaiono solo sopra le mille schede, perché con numeri più piccoli le percentuali dicono poco.
Negli stati di cui teniamo l'archivio giorno per giorno delle contee, quando le schede superano le 50.000 compare anche un grafico che incrocia due cose: quanto sta votando ogni contea e quanto quella contea è repubblicana o democratica. Il colore politico è quello dell'elezione con cui si fa il confronto: le elezioni per la Camera del 2022 quando il paragone è il 2022, le presidenziali del 2024 quando è il 2024. I risultati del 2022 per contea vengono dai dati ufficiali per seggio raccolti dal MIT Election Lab, e le contee dove un partito non aveva candidato restano fuori perché lì il margine non dice niente. Ogni cerchio è una contea ed è grande quanto i voti già espressi, la retta è calcolata pesando le contee sui voti e l'R² dice quanta parte delle differenze fra contee è spiegata dal colore politico.
Da dove vengono i numeri
Il conteggio nazionale viene dall'Election Lab dell'Università della Florida, il centro di ricerca che dal 2020 raccoglie i dati pubblicati dagli stati, mentre per gli stati con l'archivio storico usiamo direttamente le fonti statali. Ogni stato pubblica con i suoi tempi e il suo dettaglio, quindi uno stato senza numeri nella mappa non è uno stato dove nessuno ha votato, ma uno stato di cui non sono ancora usciti i dati. Il calendario delle aperture viene dal Center for Election Innovation & Research, un centro studi di Washington: le date sono quelle previste dalle leggi statali e alcune contee possono aprire prima.
