Secondo Michael McDonald, curatore dello US Elections Project, la composizione dell’elettorato che ha già votato in North Carolina e in Georgia è decisamente più favorevole ai democratici rispetto al 2022. Nella sua analisi, l’ex governatore democratico Roy Cooper è così avviato a conquistare il seggio del North Carolina al Senato, oggi in mano ai repubblicani, mentre Jon Ossoff dovrebbe essere facilmente rieletto in Georgia. Resta invece sostanzialmente in equilibrio la sfida per la carica di governatore della Georgia.
Il voto anticipato in presenza si è concluso venerdì 30 ottobre in Georgia e sabato 31 ottobre in North Carolina. In entrambi gli Stati le schede postali rappresentano circa il 5% o meno dei voti già espressi: secondo McDonald, quelle che arriveranno entro martedì 3 novembre non dovrebbero modificare sensibilmente il quadro. Quella che segue è comunque sempre una previsione basata sulle caratteristiche di chi ha votato, non sul contenuto delle schede, che resta al momento sconosciuto.
North Carolina: Cooper favorito
Il North Carolina offre una base più solida per analizzare il voto anticipato, perché i registri elettorali indicano anche l’eventuale iscrizione a un partito di chi ha già votato. Questo dato aiuta a capire la composizione dell’elettorato, ma non rivela per chi abbia votato. Nel 2022 il 59% dei votanti espresse il proprio voto prima del giorno delle elezioni. Il confronto con quell’anno richiede però cautela: nel frattempo è stato introdotto l’obbligo di presentare un documento d’identità con foto ed è stata anticipata la scadenza entro cui devono essere ricevute le schede inviate per posta.
A due giorni dalle elezioni del 2022, fra chi aveva già votato gli elettori registrati come democratici superavano i repubblicani di 6,9 punti. Quest’anno il vantaggio è salito a 12,3 punti, poco più dei 12 registrati nel 2018, l’anno dell’ondata democratica. I democratici rappresentano infatti il 38,5% dell’elettorato anticipato, i repubblicani il 26,2% e gli elettori senza affiliazione il 35,3%: quattro anni fa le quote erano, rispettivamente, del 38,3%, del 31,4% e del 30,3%.
Il vantaggio dei democratici sui repubblicani tra chi ha votato in anticipo è quindi aumentato di 5,4 punti percentuali. Se si aggiungessero altrettanti punti al 47,3% ottenuto nel 2022 dalla candidata democratica Cheri Beasley, sconfitta dal repubblicano Ted Budd con il 50,5%, Cooper raggiungerebbe il 52,7% nella sfida contro Michael Whatley, ex presidente del Comitato nazionale repubblicano. È però un semplice esercizio numerico: presuppone che il cambiamento nella composizione dell’elettorato che vota in anticipo si traduca in un aumento di pari entità della percentuale democratica sul totale dei voti. Un passaggio che non è affatto automatico.
I sondaggi attribuiscono comunque a Cooper un vantaggio di circa 10 punti, superiore a quello suggerito dal calcolo precedente. Secondo McDonald, una possibile spiegazione riguarda gli elettori che non sono iscritti a un partito: rispetto al 2022, la loro quota è cresciuta dal 30,3% al 35,3% tra chi ha votato in anticipo e dal 35,8% al 40,5% sul totale degli iscritti alle liste elettorali. Questa categoria non coincide esattamente con quella degli elettori che si definiscono indipendenti nei sondaggi: tende invece a essere un po’ più orientata a sinistra, anche per la maggiore presenza di giovani e persone appartenenti a minoranze etniche. Se anche gli elettori senza affiliazione si stessero spostando nettamente verso i democratici, come i sondaggi suggeriscono per gli indipendenti, il vantaggio attribuito a Cooper sarebbe plausibile.
Secondo McDonald, dunque, i dati sul voto anticipato sono coerenti sia con il vantaggio di Cooper nei sondaggi sia con la decisione dei repubblicani di interrompere i finanziamenti alla campagna di Whatley. Il Senate Leadership Fund, un comitato vicino ai vertici repubblicani del Senato che finanzia campagne a sostegno dei candidati del partito, ha infatti smesso di investire in questa sfida dopo avervi inizialmente destinato almeno 30 milioni di dollari.
Georgia: Ossoff avanti, sfida aperta per il governatore
In Georgia, nel 2022, il 64% dei voti fu espresso prima del giorno delle elezioni. McDonald ritiene significativo il confronto con quell’anno perché le regole elettorali sono rimaste invariate e, come in ogni elezione di metà mandato nello Stato, si vota anche per il governatore. I registri elettorali, però, in questo caso non riportano l’iscrizione a un partito. Per stimare come sia cambiato l’orientamento di chi vota in anticipo, McDonald analizza quindi la composizione etnica dell’elettorato, un dato disponibile anche in North Carolina.
In North Carolina, rispetto al 2022, la quota di elettori bianchi tra chi ha votato in anticipo è scesa dal 71,9% al 65,7%. Il calo di 6,2 punti si accompagna all’aumento di 5,4 punti del vantaggio democratico rilevato attraverso le iscrizioni ai partiti. In Georgia, invece, la quota degli elettori bianchi è diminuita dal 57,5% al 52,6%, mentre quella degli afroamericani è salita dal 29,2% al 32,4%. Applicando al dato della Georgia il rapporto osservato in North Carolina, McDonald stima uno spostamento di circa 4,3 punti verso i democratici.
Nel 2022 il democratico Raphael Warnock sconfisse il repubblicano Herschel Walker di 2,8 punti al ballottaggio, che è previsto in Georgia quando nessun candidato supera il 50% dei voti al primo turno. Se il 4,3% dei voti passasse dai repubblicani ai democratici, il divario tra i due partiti aumenterebbe di 8,6 punti: ogni punto perso dagli uni sarebbe infatti guadagnato dagli altri. Applicando questa ipotesi al risultato del 2022, Ossoff vincerebbe contro il repubblicano Mike Collins con un margine di 11,4 punti, un dato molto vicino ai circa 10 indicati dalla media dei sondaggi.
La corsa a governatore è invece molto più incerta: nei sondaggi, la democratica Keisha Lance Bottoms e il repubblicano Rick Jackson sono separati da appena 0,1 punti. Si contendono la successione a Brian Kemp, che non può candidarsi per un terzo mandato consecutivo e nel 2022 aveva sconfitto Stacey Abrams di 7,5 punti. Applicando a quel risultato lo stesso spostamento di voti, Bottoms vincerebbe con un margine di 1,1 punti. A differenza di quanto accaduto in North Carolina, i repubblicani continuano a investire in Georgia, anche per l’importanza della corsa a governatore: dal suo esito potrebbe dipendere un nuovo ridisegno dei collegi elettorali in vista del 2028.
