In Texas oltre 7,7 milioni di persone hanno votato prima del giorno delle elezioni, contro circa 5,5 milioni nel 2022: circa 2,2 milioni in più, con un aumento di circa il 41%. Secondo i dati di Theoelections riferiti al 30 ottobre, hanno votato complessivamente 7.744.549 persone: 7.463.553 di persona e 280.996 per posta. L’aumento della partecipazione arriva mentre i sondaggi danno il democratico James Talarico in vantaggio sul repubblicano Ken Paxton nella corsa per uno dei due seggi che rappresentano il Texas al Senato degli Stati Uniti.
La media di nove sondaggi pubblicata da 270toWin attribuisce a Talarico il 49,6% dei consensi e a Paxton il 46,2%, con un distacco di 3,4 punti percentuali. Il modello elettorale di Theoelections assegna invece a Talarico il 74% di probabilità di vittoria. Un suo successo interromperebbe una lunga serie di sconfitte: dal 1994 nessun democratico vince in Texas un’elezione in cui votano gli elettori dell’intero Stato.
Talarico è un deputato del Parlamento statale texano, eletto nell’area di Austin. A marzo ha sconfitto Jasmine Crockett alle primarie democratiche, ottenendo la candidatura al Senato. Paxton, procuratore generale uscente del Texas, ha invece conquistato la candidatura repubblicana battendo il senatore uscente John Cornyn con il 63% dei voti al ballottaggio delle primarie di maggio, dopo aver ricevuto l’appoggio di Donald Trump.
I segnali favorevoli ai democratici e i limiti dei dati
In Texas il voto anticipato nei seggi si è concluso venerdì 30 ottobre. Possono invece ancora arrivare schede per posta, una modalità consentita soltanto agli elettori che soddisfano specifici requisiti. Le schede postali già ricevute rappresentano circa il 3,6% dei voti anticipati registrati da Theoelections. Il voto anticipato ha un peso rilevante: nel 2022 lo aveva scelto il 68% di chi partecipò alle elezioni. I dati disponibili riguardano quindi una parte potenzialmente ampia dell’elettorato, ma manca ancora chi voterà il giorno delle elezioni.
Il confronto con il 2022 è utile perché anche allora, come quest’anno, in Texas si votava per il governatore e per le altre principali cariche statali. Secondo Michael McDonald, curatore dello US Elections Project, analizzare come è cambiata la partecipazione al voto anticipato può aiutare a capire quali candidati siano favoriti. In Texas, però, i registri elettorali indicano chi ha votato, ma non riportano né l’iscrizione a un partito né l’appartenenza etnica degli elettori. Il solo aumento dei votanti, quindi, non permette di stabilire se si siano mobilitati di più i democratici o i repubblicani.
McDonald cerca perciò indicazioni negli Stati che forniscono queste informazioni. In Georgia, North Carolina e Florida, gli elettori ispanici che hanno votato in anticipo sono da due a tre volte quelli del 2022. È quindi plausibile, a suo giudizio, che anche in Texas una parte dell’aumento sia dovuta a una maggiore partecipazione degli ispanici. Negli Stati che registrano l’iscrizione a un partito, inoltre, la crescita riguarda soprattutto democratici ed elettori senza affiliazione. McDonald ipotizza che qualcosa di simile stia accadendo anche in Texas.
A conferma di quanto detto, nella contea di Cameron, nel Texas meridionale, le persone che hanno già votato in anticipo sono più di quelle che parteciparono all’intera consultazione elettorale del novembre 2022, includendo anche il giorno delle elezioni: Theoelections registra 80.083 voti già espressi in anticipo, contro i 77.958 riportati come dato finale per il 2022 dai registri ufficiali dello Stato. Si tratta, quindi, indubbiamente di un segnale di forte partecipazione al voto anticipato in una contea a maggioranza ispanica.
Le stime per Senato e governatore
Le previsioni di Theoelections per il Senato vanno invece distinte dai conteggi del voto anticipato. Il suo modello stima che, alla fine, voteranno circa 10,27 milioni di persone e che Talarico dovrebbe ottenere il 50,7%, contro il 46,6% di Paxton: un vantaggio di 4,1 punti. Prevede inoltre un elettorato composto per circa il 57% da bianchi, il 25% da ispanici, l’11% da afroamericani e il 6% da altri gruppi, con percentuali arrotondate. Paxton sarebbe avanti di 21,2 punti tra i bianchi; Talarico prevarrebbe invece di 25,4 punti tra gli ispanici e di 78,2 tra gli afroamericani.
Per la carica di governatore, invece, nel suo modello resta favorito il repubblicano uscente Greg Abbott, sfidato dalla democratica Gina Hinojosa. Le medie dei sondaggi consultate il 2 novembre gli attribuiscono un vantaggio compreso tra 2,2 e 3,3 punti, a seconda dell’aggregatore. Nel 2022 Abbott aveva sconfitto Beto O’Rourke con un margine di ben 10,9 punti. Il modello di Theoelections prevede invece ora Abbott al 49,8% e Hinojosa al 48,1%, assegnando così al governatore repubblicano il 61% di probabilità di essere rieletto.
Secondo il modello, Abbott otterrebbe risultati migliori di Paxton soprattutto tra gli elettori bianchi: in questo gruppo avrebbe un vantaggio di 28,2 punti sulla sfidante, vale a dire 7 in più rispetto al margine previsto per Paxton su Talarico. Tra gli ispanici, invece, Hinojosa sarebbe avanti di 22,2 punti, circa 3 in meno rispetto al vantaggio stimato per Talarico. Entrambi questi dati aiutano a spiegare perché il modello di Theoelections consideri possibile una vittoria democratica al Senato e, contemporaneamente, una riconferma repubblicana alla guida dello Stato.
