Nelle contee rurali degli Stati Uniti il voto anticipato per le midterm del 3 novembre cresce molto meno che nelle città e nelle loro periferie. Nei 15 stati dove si possono confrontare i dati contea per contea con lo stesso punto della corsa del 2022, le contee rurali hanno votato il 12 per cento in meno di quanto avrebbero fatto se fossero cresciute come il resto del loro stato, i piccoli centri il 9 per cento in meno. Le grandi città e le loro periferie sono invece un paio di punti sopra. In tutto il paese hanno già votato circa 23,4 milioni di americani, il triplo di una settimana fa e poco più della metà dei 45,8 milioni che avevano votato in anticipo alle ultime elezioni di metà mandato.
I numeri vengono dalla pagina con cui seguiamo il voto anticipato stato per stato, che raccoglie due volte al giorno i dati degli uffici elettorali statali e dell'Election Lab dell'Università della Florida, aggiornati al 23 ottobre. Per dividere le contee abbiamo usato la classificazione del National Center for Health Statistics, l'istituto di statistica sanitaria del governo federale, che le divide in sei gruppi secondo la grandezza dell'area urbana di cui fanno parte. Ci sono le contee centrali delle aree metropolitane con più di un milione di abitanti, che qui chiamiamo grandi città, e le loro periferie, poi le aree urbane medie e piccole, i piccoli centri, cioè le contee attorno a una città fra 10 e 50 mila abitanti, e infine le contee rurali, fuori da qualsiasi area urbana. Il confronto è fatto allo stesso numero di giorni dal voto: giovedì 22 ottobre, l'ultimo giorno completo, corrisponde al 27 ottobre del 2022 e al 24 ottobre del 2024. Per ogni contea abbiamo calcolato quanti voti avrebbe avuto se fosse cresciuta come il suo stato e li abbiamo confrontati con quelli veri. Così il risultato non dipende dal fatto che in alcuni stati si vota molto più del 2022 e in altri meno.
Nelle contee rurali si vota in anticipo meno che nel resto dello stato
Quanto le schede già votate in ogni tipo di contea crescono più o meno di quelle del loro stato, rispetto allo stesso punto delle midterm del 2022 e, nell'ultima colonna, delle presidenziali del 2024. Le contee rurali hanno votato il 12% in meno di quanto avrebbero fatto crescendo come il resto dello stato.
La differenza è più netta negli stati del Sud, dove si vota in anticipo soprattutto di persona. In North Carolina le schede già votate sono il 37 per cento in più dello stesso punto del 2022: il 46 per cento in più nelle grandi aree urbane, intorno a Charlotte e Raleigh, il 35 per cento in più nelle aree urbane minori e il 27 per cento in più nelle zone rurali e nei piccoli centri. In Texas, dove il voto anticipato di persona è cominciato lunedì 19 ottobre, la crescita è del 41 per cento nelle grandi aree urbane e del 17 per cento nelle 166 contee rurali e dei piccoli centri. In Georgia i dati per contea si fermano al 18 ottobre: a quella data le grandi aree urbane erano il 3 per cento sopra il 2022 e le zone rurali l'11 per cento sotto. In Tennessee e in South Carolina il voto anticipato cresce molto ovunque, ma nelle zone rurali la crescita è circa la metà di quella delle grandi aree urbane. In Florida, dove in tutto lo stato si vota il 13 per cento in meno del 2022, le zone rurali sono a meno 29 per cento.
In Pennsylvania e in Wisconsin, dove il voto anticipato passa soprattutto per la posta, questa differenza quasi non c'è e le zone rurali sono in linea con il resto dello stato. Lo stesso vale per la Virginia. In Iowa, che la crisi delle campagne ha reso di nuovo contendibile, le contee rurali crescono anzi un po' più delle altre, almeno fino al 18 ottobre, l'ultimo giorno con i dati per contea.
Nel Sud il voto anticipato cresce più nelle città che nelle campagne
Schede già votate rispetto allo stesso punto del 2022, con le contee raggruppate per dimensione dell'area urbana. In North Carolina, Texas, Georgia e Florida le zone rurali sono indietro rispetto al resto dello stato; in Pennsylvania e Wisconsin, dove si vota soprattutto per posta, la differenza quasi non c'è.
Nelle contee che Donald Trump aveva vinto con più di 60 punti di distacco alle presidenziali del 2024 si è votato il 12 per cento in meno di quanto ci si aspetterebbe dalla crescita del loro stato, in quelle che Kamala Harris aveva vinto con almeno 20 punti di distacco il 6 per cento in più. Sono in gran parte le stesse contee: le campagne sono anche le zone dove Trump era più forte. Rispetto allo stesso punto del 2024 la distanza è ancora più ampia, con un meno 16 per cento nelle contee dove aveva stravinto e un più 8 per cento in quelle più democratiche.
Fra i 15 tipi di comunità in cui l'American Communities Project, un progetto di ricerca sulla geografia sociale degli Stati Uniti, divide le contee americane, i più indietro rispetto al 2022 sono le campagne agricole dove la popolazione invecchia (meno 23 per cento) e le contee a forte presenza evangelica (meno 14 per cento). In tutti e due i casi nel 2020 Trump aveva preso quasi quattro voti su cinque. Le grandi città, i sobborghi urbani e le exurbs, le zone residenziali più esterne delle aree metropolitane, sono invece intorno al 3 per cento in più.
Con un modello statistico che confronta contee dello stesso stato e con lo stesso voto per Trump nel 2024, rispetto al 2022 le contee rurali crescono comunque il 13 per cento meno delle grandi città e i piccoli centri il 7 per cento meno. Rispetto al 2024 conta invece quasi solo quanto la contea aveva votato Trump: a parità di tipo di contea, fra una contea in equilibrio e una dove aveva vinto di 60 punti la differenza è di circa il 12 per cento. Rispetto alle presidenziali, quindi, si vota di meno dove il presidente era più forte, mentre rispetto alle ultime midterm a restare indietro sono soprattutto le campagne, anche quelle dove Trump non stravince.
La North Carolina pubblica ogni giorno i dati di ogni elettore che ha votato, con partito, etnia ed età. Fra chi ha già votato i democratici registrati sono il 42,2 per cento e i repubblicani il 23,3, un distacco di 19 punti contro gli 8 dello stesso punto del 2022. Nel 2024 i repubblicani erano avanti di poco meno di un punto. Il partito è quello con cui l'elettore è iscritto nelle liste elettorali, che non coincide per forza con il voto espresso. Rispetto al 2022 il distacco è cresciuto di 13 punti nelle grandi aree urbane, di 11 nelle aree urbane minori e di meno di 5 nelle zone rurali e nei piccoli centri. Il cambiamento più forte è nelle periferie delle grandi città, soprattutto intorno a Charlotte e Raleigh: nel 2022 fra chi aveva votato in anticipo i repubblicani registrati erano avanti di quasi 12 punti, quest'anno sono dietro di 2. Gli elettori neri sono il 21,9 per cento del totale, contro il 18,4 del 2022 e il 17,5 del 2024. La loro quota cresce in tutte e tre le aree.
In North Carolina il vantaggio dei democratici cresce soprattutto nelle aree urbane
Chi ha già votato, diviso per partito di registrazione, allo stesso punto della corsa nel 2022, nel 2024 e quest'anno, con le contee raggruppate per dimensione dell'area urbana. Rispetto al 2022 il distacco cresce di 13 punti nelle grandi aree urbane e di meno di 5 nelle zone rurali e nei piccoli centri.
In North Carolina le schede già votate sono 1.269.919, il 37 per cento in più dello stesso punto del 2022. Il nostro modello vede l'ex governatore democratico Roy Cooper avanti di 7,6 punti sul repubblicano Michael Whatley nella corsa per il seggio al Senato lasciato libero da Thom Tillis. In Texas le schede sono 2.807.341, il 36 per cento in più del 2022. Qui il democratico James Talarico è avanti di 2,4 punti sul repubblicano Ken Paxton. In Georgia, a parità di giorni di seggi aperti, si vota il 16 per cento in più del 2022: il confronto va fatto così perché quest'anno il voto di persona è cominciato un giorno più tardi rispetto all'Election Day. Il senatore democratico Jon Ossoff è avanti di quasi 10 punti sul repubblicano Mike Collins.
In Iowa le schede già votate sono 207.774, il 24 per cento in più del 2022, ma la composizione si è avvicinata a quella di quattro anni fa. Una settimana fa, come avevamo raccontato, il vantaggio dei democratici registrati era più del doppio di quello del 2022. Ora è di 25 punti contro i 24 di allora, perché nel 2022 nei giorni successivi avevano votato soprattutto i democratici. Nel 2024, allo stesso punto, il distacco era di 3 punti. Per il seggio al Senato lasciato libero da Joni Ernst il democratico Josh Turek e la repubblicana Ashley Hinson sono ancora quasi alla pari. In Maine, al 20 ottobre, avevano votato in 136.066, il 31 per cento in più del 2022, con una composizione vicina a quella delle ultime midterm. Il Michigan, dove il voto anticipato di persona comincia sabato 24 ottobre, è circa al livello del 2022. Il dato di allora è una stima, perché lo stato pubblicava i numeri una volta alla settimana.
Negli stati dove si vota soprattutto per posta il 2026 resta vicino o sotto il 2022: la Pennsylvania è a meno 1 per cento, il Wisconsin a meno 5, l'Arizona a meno 8 e la Florida a meno 13. In Pennsylvania i repubblicani registrati sono il 24,1 per cento di chi ha votato, contro il 19,4 del 2022 e il 30 del 2024. In Arizona e in Florida la composizione è vicina a quella del 2022. In tutti e tre gli stati i repubblicani pesano meno di due anni fa.
In North Carolina e in Texas si vota più di un terzo in più del 2022
Schede già votate, per posta e di persona, rispetto allo stesso punto della corsa nelle midterm del 2022 e, nell'ultima colonna, nelle presidenziali del 2024. Negli stati dove si vota soprattutto per posta il 2026 è vicino o sotto il 2022.
Il voto anticipato dice quante persone hanno votato, non per chi. Una parte del ritardo delle campagne può venire da elettori che votano di solito il giorno delle elezioni, che sono in media più repubblicani. In North Carolina nel 2022 i democratici registrati erano avanti di 8 punti fra chi aveva votato in anticipo, eppure il seggio al Senato lo vinse il repubblicano Ted Budd. MAGA Inc., il super PAC del presidente, cioè un comitato che può raccogliere e spendere cifre illimitate, sta spendendo più di qualsiasi altro gruppo politico su Facebook e Instagram per spingere i repubblicani a votare in anticipo. Dal 19 ottobre Trump tiene sei giorni di comizi in alcune delle zone più conservatrici del paese. Per ora però la mobilitazione delle città e delle loro periferie è più forte del 2022, mentre quella delle campagne, dove due anni fa Trump aveva ottenuto i suoi margini più ampi, non ha tenuto il passo.
