A meno di due settimane dalle midterm, la corruzione è diventata uno dei temi che più preoccupano gli elettori americani. I democratici ne hanno fatto il cuore della loro campagna contro il presidente Donald Trump. Secondo un sondaggio di Fox News pubblicato la settimana scorsa, gli elettori mettono la corruzione nel governo al primo posto tra le loro preoccupazioni, davanti all'inflazione e al prezzo della benzina. Per anni in cima alla lista c'era stata l'economia.
Giovedì pomeriggio Trump è uscito dalla Casa Bianca e ha lanciato un avvertimento ai suoi alleati: "Voglio che i miei siano onesti e, se non lo sono, devono essere perseguiti". Poi ha aggiunto: "Se le persone non sono oneste, stanno rubando a me come presidente". Rispondeva a una domanda su Corey Lewandowski, suo consigliere di lunga data. Il Wall Street Journal aveva rivelato che il dipartimento di Giustizia sta indagando su di lui per aver tratto profitto dal suo incarico di vertice al dipartimento per la Sicurezza interna, il ministero che si occupa tra l'altro di immigrazione e confini.
Il caso Lewandowski è l'ultimo di una serie di notizie che nelle ultime settimane hanno occupato le prime pagine dei giornali e le televisioni. L'ambasciatrice di Trump in Grecia, Kimberly Guilfoyle, si è dimessa dopo essere stata accusata di aver chiesto 100.000 dollari a un donatore. Il New York Times ha rivelato che Alina Mildon, ex avvocata personale del presidente, aveva negoziato con la famiglia di un banchiere miliardario venezuelano un accordo che le garantiva più di 50 milioni di dollari in quattro anni. Poche settimane dopo il banchiere ha ottenuto la grazia presidenziale. Mildon nega di aver avuto un ruolo nella concessione della grazia, ma la notizia ha fatto infuriare i principali donatori repubblicani.
Un imprenditore russo, Umar Kremlev, ha pagato la festa alle Bahamas dopo il matrimonio di Donald Trump Jr., uno dei figli del presidente. In privato Trump si è lamentato con i collaboratori per la scarsa prudenza del figlio, che secondo il presidente ha poi restituito i soldi. Due dei principali consiglieri politici di Trump, James Blair e Chris LaCivita, sono invece andati a fare consulenze nella Republika Srpska, l'entità autonoma della Bosnia ed Erzegovina vicina alla Russia. Dopo le critiche, questa settimana hanno annunciato che doneranno i compensi alla biblioteca presidenziale di Trump, anche per placare la rabbia del presidente.
I democratici hanno messo Trump al centro delle accuse, ricordando quanto sia cresciuto il suo patrimonio da quando è tornato alla Casa Bianca. Solo dalle iniziative legate alle criptovalute il presidente ha guadagnato 1,4 miliardi di dollari l'anno scorso. Se conquisteranno il Congresso, i democratici promettono indagini sulle pressioni sulle grandi aziende perché finanziassero progetti come la sala da ballo della Casa Bianca, i cui donatori sono in parte ancora segreti, sul jet di lusso regalato dal Qatar e sulla grazia concessa a Changpeng Zhao, fondatore della piattaforma di criptovalute Binance. Uno spot per la rielezione del senatore democratico della Virginia Mark Warner dice: "Il presidente Trump l'anno scorso ha guadagnato 2,2 miliardi di dollari. [...] Questo non è governare, è truffare".
Quest'anno i democratici hanno speso 182 milioni di dollari in spot sulla corruzione per le sfide alla Camera e al Senato, più che nei quattro cicli elettorali precedenti messi insieme, secondo i dati di AdImpact, una società che monitora la pubblicità elettorale. Il tema è cresciuto anche nei podcast politici: da settembre le menzioni della corruzione sono aumentate del 12 per cento in quelli di destra e del 21 per cento in quelli di sinistra, secondo un'analisi del Wall Street Journal.
Secondo il sondaggio di Fox News, condotto all'inizio di ottobre, l'88 per cento degli elettori è preoccupato per la corruzione nel governo e il 60 per cento si dice "estremamente preoccupato". La quota sale al 72 per cento tra i democratici e scende al 47 per cento tra i repubblicani. Il tema pesa molto anche tra i giovani, una fascia in cui Trump era cresciuto nel 2024. In un sondaggio nazionale dell'Institute of Politics dell'università di Harvard diffuso giovedì, l'88 per cento dei giovani dice che la corruzione è importante per il proprio voto, uno dei temi più citati. Un altro sondaggio ha mostrato che sei americani su dieci pensano che Trump sfrutti la presidenza per arricchirsi.
Il sondaggista repubblicano Whit Ayres ha detto al Wall Street Journal che la corruzione "ha cominciato a salire verso la cima della lista dei problemi più importanti" e che non ricorda un livello di preoccupazione così alto. A essere più preoccupati sono i democratici, ma secondo Ayres anche gli indipendenti e una parte dei repubblicani cominciano a dare segnali d'allarme. Un ex funzionario dell'amministrazione Trump ha raccontato che nei focus group, le discussioni di gruppo con cui le campagne sondano gli elettori, molti si lamentano che il patrimonio del presidente cresca mentre loro devono intaccare i propri risparmi.
John McLaughlin, sondaggista di Trump da molti anni, la pensa diversamente. Secondo lui le accuse fanno presa soprattutto su chi è già contrario al presidente, ma non sugli indecisi che decideranno le sfide per il Congresso, perché "votano pensando al portafoglio". Trump non è sulla scheda, ma secondo gli strateghi le possibilità dei candidati repubblicani dipendono molto da come gli elettori giudicano il presidente.
Alla Casa Bianca il presidente e i suoi collaboratori sono irritati per le notizie negative. Lo staff è stato colto di sorpresa soprattutto dal caso Guilfoyle e ha deciso in fretta che doveva lasciare l'incarico. I consiglieri temono le conseguenze politiche degli scandali e la serie di indagini che i democratici avvierebbero se i repubblicani perdessero la maggioranza al Congresso, uno scenario che preoccupa già da giorni l'amministrazione. I collaboratori più stretti e alcuni parlamentari repubblicani hanno chiesto con cautela al presidente di smettere di parlare della sala da ballo, perché la sua attenzione per il progetto lo fa sembrare lontano dagli elettori.
La portavoce della Casa Bianca Lauren Bis ha detto che Trump "ha lanciato una guerra totale contro le frodi in tutto il governo federale" e che i democratici al Congresso non hanno fatto nulla per fermare sprechi e abusi. Trump stesso accusa i democratici di corruzione. Questa settimana il dipartimento di Giustizia ha incriminato L. Louise Lucas, senatrice democratica dello Stato della Virginia, accusandola di aver gestito un'organizzazione criminale che comprava e vendeva illegalmente grandi quantità di marijuana e riciclava i proventi. Lucas sostiene che l'inchiesta serva a intimidirla e a farla tacere.
Marc Short, che è stato capo dello staff di Mike Pence, vicepresidente nel primo mandato di Trump, ha detto che molti elettori volevano che Trump fosse l'outsider che sarebbe arrivato a Washington per licenziare tutti e "prosciugare la palude", cioè ripulire la politica dalle clientele. "Ora sembra che se ne stiano nutrendo", ha aggiunto.
