La deputata statale socialista-democratica Angie Nixon ha vinto a sorpresa la primaria democratica per il Senato in Florida, il risultato più inatteso di una serata elettorale in cui si è votato anche in Alaska, in Wyoming e in California in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Con il 56% dei voti contro il 44% ha battuto Alex Vindman, l'ex tenente colonnello dell'esercito diventato famoso come testimone chiave nel primo processo di impeachment contro il presidente Donald Trump. Vindman aveva raccolto 16,3 milioni di dollari di donazioni, 16 volte i 975.000 di Nixon.
Nixon, 42 anni, organizzatrice sindacale eletta a Jacksonville, non ha potuto permettersi neppure uno spot televisivo: secondo la società di monitoraggio pubblicitario AdImpact ha speso in pubblicità 60.000 dollari contro i 2,2 milioni del suo avversario. La sua campagna si è affidata ai social e al porta a porta di volontari e iscritti ai sindacati; la spinta finale nel sud della Florida sembra aver pagato, perché Nixon ha vinto nelle contee urbane dello stato, comprese Miami-Dade e Broward, dove Vindman abita dal 2023. "Abbiamo dimostrato che le persone comuni sono più potenti delle grandi aziende e dei miliardari", ha detto ai sostenitori riuniti a Jacksonville. "Ci hanno superato nella spesa 16 a 1 e abbiamo vinto".
Nixon batte Vindman di 12 punti nella corsa per il Senato in Florida
L’Associated Press assegna alla deputata statale Angie Nixon una vittoria per 151.303 voti, poco più di dodici punti, sull’ex tenente colonnello dell’esercito Alex Vindman, con circa l’1 per cento delle schede ancora da scrutinare. A novembre sfiderà la senatrice repubblicana Ashley Moody nell’elezione speciale per il seggio lasciato da Marco Rubio.
A novembre Nixon sfiderà la senatrice repubblicana Ashley Moody in un'elezione speciale per gli ultimi due anni del mandato lasciato libero da Marco Rubio quando è diventato segretario di Stato. Al suo posto il governatore Ron DeSantis aveva nominato proprio Moody nel gennaio 2025. La senatrice è nettamente favorita, ha già più di 8 milioni di dollari in cassa e corre in uno stato che Trump nel 2024 ha vinto con 13 punti di vantaggio. La candidatura di Nixon, entrata a giugno nei Democratic Socialists of America, l'organizzazione dei socialisti americani, metterà alla prova fin dove possa arrivare una progressista in uno stato sempre più repubblicano; se eletta, sarebbe la prima senatrice nera della Florida.
La sinistra non ha però vinto ovunque. In Florida i deputati Debbie Wasserman Schultz e Jared Moskowitz, moderati e sostenitori di Israele, hanno respinto gli sfidanti progressisti nei nuovi collegi in cui erano stati costretti a correre dal ridisegno della mappa elettorale voluto dai repubblicani dello stato. Wasserman Schultz, che è bianca e ha alle spalle undici mandati, ha vinto in un collegio abitato in gran parte da comunità afroamericane e caraibiche superando quattro candidati neri, secondo cui il seggio doveva continuare a essere rappresentato da un afroamericano; Moskowitz ha battuto Oliver Larkin, un sindacalista socialista.
In Florida è caduto anche un deputato repubblicano in carica: Cory Mills ha perso nel 7° distretto contro Ryan Elijah, un ex conduttore di telegiornali locali. Mills è indagato dalla commissione Etica della Camera, l'organo che vigila sulla condotta dei deputati, per accuse che vanno dalla violenza domestica alla cattiva condotta sessuale fino alle violazioni delle regole sul finanziamento della campagna. Il Dipartimento di Giustizia indaga inoltre sulle sue finanze; lui nega ogni addebito. Trump lo aveva appoggiato a febbraio, ma lunedì sera ha pubblicato sui social il proprio appoggio a tutti i deputati uscenti del partito in Florida tranne lui; DeSantis aveva detto di non sostenerlo e due colleghi, Anna Paulina Luna e Mike Haridopolos, si erano schierati con Elijah. Mills è l'undicesimo membro della Camera a perdere una primaria quest'anno, sette democratici e quattro repubblicani, un numero insolitamente alto; l'opposizione vede ora nel collegio un'occasione di conquista, ma avrebbe preferito sfidare proprio Mills.
Quella di Mills è stata una delle tre sconfitte subite in una sola serata dai candidati appoggiati dal presidente. In Florida ha perso anche Catalina Lauf, ex funzionaria del Dipartimento del Commercio appoggiata da Trump appena la settimana scorsa. Jim Schwartzel, un imprenditore locale dei media, l'ha superata nella corsa per il seggio lasciato libero dal deputato Byron Donalds, candidato a governatore. In Wyoming la sovrintendente all'istruzione pubblica Megan Degenfelder, la candidata scelta da Trump, è stata battuta nella primaria per governatore dal senatore statale e allevatore Eric Barlow, ormai quasi certo di guidare lo stato in cui il presidente nel 2024 ha ottenuto il suo margine di vittoria più ampio, 46 punti. Nelle primarie di questo ciclo i suoi candidati a governatore avevano già perso in Iowa, Georgia e South Carolina. Sempre in Wyoming la deputata Harriet Hageman, che nel 2022, appoggiata da Trump, aveva tolto il seggio alla Camera a Liz Cheney, tra le più dure critiche del presidente nel partito, ha vinto la primaria per il seggio al Senato della senatrice Cynthia Lummis, che si ritira.
Per la successione a DeSantis, arrivato al limite dei due mandati in Florida, i repubblicani hanno scelto proprio Donalds, sostenuto da Trump da prima ancora della candidatura ufficiale, mentre i democratici hanno nominato David Jolly, ex deputato repubblicano che ha lasciato il partito nel 2018, durante il primo mandato di Trump, e si è registrato come democratico l'anno scorso. Donalds è rimasto sotto il 50% dei voti, un risultato che ha già alimentato preoccupazioni in una parte del partito, ma ha raccolto più di 100 milioni di dollari contro i 10 di Jolly e parte favorito: i democratici non vincono la corsa a governatore della Florida dal 1994. Se eletto, Donalds diventerebbe il primo governatore nero dello stato.
In Alaska si sono qualificati per la sfida di novembre al Senato la democratica Mary Peltola, ex deputata ed ex pescatrice, nel 2022 prima nativa dell'Alaska eletta al Congresso, e il senatore repubblicano uscente Dan Sullivan, veterano dei Marine e sostenitore di Trump. La loro corsa potrebbe decidere il controllo del Senato. Nello stato tutti corrono in un'unica primaria, indipendentemente dal partito: i primi quattro accedono al turno di novembre, che si tiene con il voto a preferenze ordinate, in cui gli elettori mettono in classifica le proprie scelte invece di indicarne una sola. Per uno dei due posti rimanenti, con circa un quarto delle schede conteggiate, era in testa Daniel J. Sullivan, un maestro elementare in pensione che porta lo stesso nome del senatore: i repubblicani lo accusano di essere una candidatura civetta piazzata dall'altro partito per confondere gli elettori e dividere i voti dell'uscente, lui sostiene che la sua corsa è legittima. Le schede postali spedite entro il giorno del voto saranno conteggiate fino a dieci giorni dopo. Peltola arriva alla sfida dopo una settimana complicata, in cui ha preso le distanze da un appello per la raccolta fondi firmato dall'ex vicepresidente Kamala Harris e ha cambiato i vertici della sua campagna.
Resta invece aperta la corsa speciale nel 14° distretto della California per il seggio lasciato da Eric Swalwell, il deputato che si è dimesso ad aprile dopo che più donne lo avevano accusato di cattiva condotta sessuale, una di violenza sessuale; lui ha negato. Se lo contendono due democratiche: Aisha Wahab, senatrice statale progressista, e Melissa Hernandez, funzionaria dei trasporti dell'area di San Francisco su posizioni più moderate. Nella notte il risultato non era ancora stato assegnato e lo spoglio dei voti postali andrà avanti per circa una settimana. Nelle ultime due settimane di campagna lo United Democracy Project, il super PAC di AIPAC, la potente lobby filo-israeliana, ha riversato nella corsa quasi 2,5 milioni di dollari a favore di Hernandez e contro Wahab, che a giugno aveva vinto la primaria con 26 punti di vantaggio. In California i primi due delle primarie avanzano indipendentemente dal partito: chi vince completerà il mandato di Swalwell, in scadenza a gennaio, e le due si affronteranno di nuovo a novembre per il mandato pieno.
