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In Florida si vota per le primarie a governatore e il candidato di Trump è il favorito
Immagine realizzata con l'intelligenza artificiale
Elezioni 14 min di lettura

In Florida si vota per le primarie a governatore e il candidato di Trump è il favorito

Il deputato appoggiato da Trump è in vantaggio nei sondaggi, che però si contraddicono. Si vota anche per Senato e Camera con la nuova mappa dei collegi. Urne aperte anche in Alaska e Wyoming.

La Florida vota oggi, martedì 18 agosto, per le primarie, le elezioni interne con cui i partiti scelgono i candidati per il voto di metà mandato del 3 novembre. È la giornata più piena dell'estate elettorale americana. Si vota anche in Alaska e in Wyoming, ma le corse più importanti si concentrano nel terzo stato più popoloso del paese. La sfida principale è la scelta del candidato repubblicano per la successione del governatore Ron DeSantis, che dopo due mandati non può ricandidarsi. I seggi chiudono alle 19 locali, quando in Italia sarà l'1 di notte di mercoledì (le 2 nella parte nord-occidentale dello stato, che si trova in un altro fuso orario). Quasi due milioni di elettori hanno già votato per posta o in anticipo.

Il favorito per la nomination repubblicana a governatore è Byron Donalds, deputato al terzo mandato che ha l'appoggio del presidente Donald Trump dal febbraio 2025, da prima ancora che annunciasse la candidatura. Se vincesse anche a novembre diventerebbe il primo governatore nero nella storia della Florida. Tra comitato elettorale e PAC alleato (i comitati esterni che negli Stati Uniti raccolgono fondi per le campagne) ha messo insieme 111 milioni di dollari. Nella nostra media, Donalds è al 41%, oltre il doppio degli altri candidati con il vicegovernatore Jay Collins al 18% e l'investitore James Fishback al 17%%. L'ex presidente della Camera statale Paul Renner è al 7%.

Sondaggi · Florida

Donalds arriva al voto sopra il 40 per cento, Collins e Fishback si giocano il secondo posto

Quota di ciascun candidato nella media giornaliera dei sondaggi per la primaria repubblicana a governatore della Florida. Donalds è rimasto davanti per tutta la campagna e chiude al 41,3 per cento; alle sue spalle Collins (17,6) e Fishback (15,9) sono saliti fino a contendersi il secondo posto, con Renner al 7,1. I pallini chiari sono le singole rilevazioni.

10% 20% 30% 40% 50% 9 mesi 6 mesi 3 mesi voto Donalds 41,3 Collins 17,6 Fishback 15,9 Renner 7,1

La media si ferma all'11 agosto 2026, ultimo sondaggio disponibile. Si vota oggi, 18 agosto.

Fonte Elaborazione di Focus America su 35 sondaggi della primaria repubblicana raccolti da Wikipedia, aggiornati al 18 agosto 2026. Le medie giornaliere sono stimate con un filtro di Kalman a livello locale: ogni sondaggio pesa per la dimensione del campione e per l’effetto casa dell’istituto, e i sondaggi commissionati da una parte pesano la metà. Il lisciamento è lo stesso per le quattro linee.

Dei sei sondaggi realizzati da metà luglio, però, quattro danno Donalds intorno al 50% e due lo collocano poco sopra il 30%. L'ultimo, dell'istituto The Public Sentiment Institute, lo vede avanti su Fishback di appena tre punti, 31% a 28%; lo stesso istituto aveva già pubblicato in passato un sondaggio finanziato di nascosto dalla campagna di Fishback. I sondaggisti hanno del resto già sbagliato nelle recenti primarie in Michigan e Wisconsin. Sulla corsa pesa anche l'ostilità di DeSantis, che ha criticato la candidatura di Donalds senza appoggiare nessun altro candidato, nemmeno il suo vice Collins. E l'appoggio di Trump non è una garanzia. In questo ciclo elettorale quattro dei dodici candidati da lui sostenuti nelle primarie repubblicane per governatore senza un uscente hanno perso.

Fishback, 31 anni, ex fondatore di una società di investimenti cresciuto nella contea di Broward, ha costruito la sua rimonta con attacchi personali contro Donalds, che è nero, spesso a sfondo razzista. Lo ha definito uno "schiavo" delle grandi aziende e un "assunto per la diversità". Ad agosto lo ha anche accusato di essere indagato per traffico sessuale, un'affermazione che il Dipartimento di Giustizia ha definito falsa.

Fishback ha il sostegno di ambienti dell'estrema destra online, compresi quelli legati al suprematista bianco Nick Fuentes. Allo stesso tempo ha fatto breccia tra i giovani con proposte populiste: aiuti pubblici alle giovani famiglie per comprare casa, limiti ai fondi che acquistano abitazioni per affittarle, difesa dell'ambiente dal cemento e divieto totale dei data center per l'intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi ha più che raddoppiato i suoi consensi nei sondaggi, mentre Donalds lo ha liquidato come uno che "gioca per l'algoritmo".

Proprio i data center sono diventati un tema in tutto lo stato, dalla corsa a governatore alle elezioni di contea. Fishback promette di vietarli, Renner propone una moratoria e Donalds, criticato dagli avversari per i finanziamenti ricevuti dal settore, ha risposto che "non ci sarà nessun divieto". Chi vince la primaria repubblicana affronterà a novembre il probabile candidato democratico David Jolly, un ex deputato repubblicano che ha lasciato il partito durante il primo mandato di Trump. La Florida non elegge un governatore democratico da più di trent'anni, ma i sondaggi sul confronto diretto danno Donalds avanti di appena cinque punti.

Per il Senato la primaria da seguire è quella democratica, che decide chi sfiderà la senatrice repubblicana Ashley Moody in un'elezione speciale, cioè un voto fuori calendario per un seggio che Moody occupa per nomina, senza essere mai stata eletta. Il favorito è Alex Vindman, tenente colonnello dell'esercito in pensione e testimone chiave nel primo procedimento di impeachment contro Trump, nel 2019. Ha raccolto 16,3 milioni di dollari, più degli 11,3 della stessa Moody.

La sua rivale, la deputata statale Angie Nixon, progressista nata a Jacksonville, ha raccolto circa un sedicesimo di quella cifra, ma ha radici politiche locali che a Vindman mancano. L'ex militare si è trasferito in Florida solo nel 2023. A maggio Nixon ha ricevuto il primo richiamo formale in vent'anni dell'assemblea statale per una protesta con il megafono contro la nuova mappa dei collegi. L'unico sondaggio pubblico, di inizio luglio, dava Vindman avanti 34% a 24%.

Alla Camera si vota per la prima volta con la nuova mappa dei collegi che i repubblicani della Florida hanno approvato in primavera su spinta di DeSantis, un caso di gerrymandering, cioè il ridisegno dei confini elettorali a vantaggio del partito che li traccia, pensato per strappare quattro seggi ai democratici. Il democratico moderato Jared Moskowitz corre ora in un collegio che Trump avrebbe vinto di nove punti nel 2024. Prima di novembre deve superare la sfida interna di Oliver Larkin, sindacalista iscritto ai Democratic Socialists of America, l'organizzazione della sinistra socialista americana. Larkin lo accusa di essere troppo moderato e troppo vicino a Israele.

Debbie Wasserman Schultz, ex presidente del Partito Democratico nazionale, si è invece candidata nel 20° distretto, un collegio a maggioranza nera dove oggi rappresenta appena il 2% degli abitanti. La scelta ha irritato molti dirigenti locali, secondo cui il seggio dovrebbe andare a un candidato nero, ma i quattro principali sfidanti rischiano di dividersi i voti. Tra loro ci sono l'attivista progressista Elijah Manley, il rapper Luther Campbell dei 2 Live Crew e l'ex deputata Sheila Cherfilus-McCormick. Quest'ultima si è dimessa ad aprile dopo che la commissione Etica della Camera l'aveva accusata di aver spostato illegalmente fondi dall'azienda di famiglia alla sua campagna.

Le candidature di Larkin, di Manley e della stessa Nixon sono il nuovo banco di prova della sinistra socialista, reduce da diverse vittorie nelle primarie democratiche di quest'estate. Il terreno però è ostile, perché Trump ha vinto lo stato di 13 punti nel 2024 e il socialismo resta una parola respinta da molte comunità di origine cubana e venezuelana del sud. Venerdì i tre hanno chiuso la campagna con un comizio comune a Fort Lauderdale insieme alla deputata Rashida Tlaib, tra le proteste di alcuni democratici locali. Una vittoria di uno qualsiasi dei tre sarebbe una grossa sorpresa.

La primaria più curiosa è quella repubblicana del 19° distretto, il collegio sicuro lasciato libero da Donalds nel sud-ovest dello stato, che il New York Times ha raccontato come una gara tra candidati arrivati da fuori. Dei dieci in lizza, sei hanno già corso per la Camera in altri stati e due sono ex deputati travolti dagli scandali. Il primo è Madison Cawthorn del North Carolina, il secondo è Chris Collins di New York, che si dimise nel 2019 prima di dichiararsi colpevole di insider trading e fu poi graziato da Trump. La favorita è Catalina Lauf, 33 anni, consigliera del dipartimento del Commercio durante la prima amministrazione Trump. Il presidente l'ha appoggiata la settimana scorsa, anche se ha già perso due corse per il Congresso in Illinois. Sulla scheda c'è pure Jim Oberweis, che la batté in una di quelle primarie nel 2020.

Nel 7° distretto, tra i sobborghi di Orlando e Daytona Beach, il deputato repubblicano Cory Mills cerca il terzo mandato nonostante i molti guai. Su di lui pesano un'indagine del Dipartimento di Giustizia sulle sue finanze, un'inchiesta della commissione Etica della Camera per presunte violenze contro una ex compagna e irregolarità nei conti elettorali, oltre a un ordine restrittivo ottenuto nel 2025 da un'ex fidanzata. Trump lo ha appoggiato a febbraio, ma da allora non lo ha più nominato. DeSantis ha detto venerdì di non sostenerlo e due deputati repubblicani dello stato si sono schierati con il principale sfidante, l'ex conduttore televisivo Ryan Elijah. Anche qui i sondaggi si contraddicono. A inizio agosto Mills era avanti 30% a 14%, mentre una rilevazione di metà agosto dava Elijah avanti 44% a 27%. I democratici sperano paradossalmente in una vittoria di Mills, che renderebbe più contendibile a novembre un collegio vinto da Trump di 12 punti.

La nuova mappa complica la vita anche ai democratici Kathy Castor, a Tampa, e Darren Soto, nell'area di Orlando. I loro collegi sono stati ridisegnati per essere molto più favorevoli ai repubblicani e le primarie per scegliere i loro sfidanti sono affollate, senza favoriti chiari.

Fuori dalla Florida, l'Alaska usa una primaria unica in cui tutti i candidati di tutti i partiti compaiono sulla stessa scheda e i primi quattro passano al voto di novembre. Per la carica di governatore ci sono 17 candidati, mentre al Senato tenta il ritorno l'ex deputata democratica Mary Peltola. In Wyoming la sezione statale del Freedom Caucus, la corrente più a destra dei repubblicani, punta ad allargare i successi ottenuti due anni fa nel parlamento locale. Si tengono infine due elezioni speciali. In Pennsylvania i democratici provano a strappare ai repubblicani un seggio conservatore della Camera statale, per rafforzare la loro maggioranza risicata. In California si sceglie invece il sostituto di Eric Swalwell, il deputato democratico dimessosi ad aprile dopo le accuse di violenza sessuale arrivate da diverse donne.

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Lorenzo Ruffino
Autore

Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

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