I democratici sono competitivi in dieci stati che Donald Trump aveva vinto con più di dieci punti di margine nel 2024: Ohio, Alaska, Iowa, Texas, Florida, Kansas, Nebraska, Mississippi, South Carolina e Kentucky. A cinque settimane dalle midterm del 3 novembre, i sondaggi mostrano che il calo dei repubblicani rispetto al presidente è più forte proprio nelle loro roccaforti, anche se il partito va male pure in Georgia e North Carolina, dove Trump aveva vinto di 2 e 3 punti.
"Non solo c'è uno spostamento contro il Partito Repubblicano rispetto al 2024, ma questo spostamento sembra un po' più ampio nell'America repubblicana che in quella democratica. Questo mette in gioco gli stati che Trump aveva vinto facilmente", ha detto a Reuters David Hopkins, professore di scienze politiche al Boston College. Il numero di stati diventati contendibili rischia però di complicare l'ultima fase della campagna, perché i partiti devono decidere dove spendere soldi che non sono infiniti.
I repubblicani hanno oggi 53 seggi su 100 al Senato. Per conquistare la maggioranza, i democratici devono difendere due seggi in stati vinti da Trump e strappare quattro seggi ai repubblicani, di cui almeno due in stati dove il presidente aveva vinto con un margine a due cifre. Ohio, Alaska, Iowa e Texas erano già considerati in bilico da mesi. La novità è il Kansas, che Trump aveva vinto di 16 punti: qui il democratico Adam Hamilton, un pastore metodista, è di poco in vantaggio sul senatore uscente Roger Marshall in diversi sondaggi, tra cui uno recente dell'Emerson College.
In Florida Angie Nixon e in South Carolina Annie Andrews sono in parità con i senatori repubblicani uscenti. In Nebraska, Mississippi e Kentucky i candidati vicini ai democratici sono indietro, ma di meno di dieci punti. In questi cinque stati Trump aveva vinto con margini tra i 13 punti della Florida e i 31 del Kentucky. Lunedì il presidente ha detto ai giornalisti che "i sondaggi sono falsi". I sondaggi comunque non sono sempre affidabili: nelle primarie democratiche per il governatore del Wisconsin diverse rilevazioni davano Francesca Hong avanti di 20 punti o più, ma ha perso per meno di un punto.
In Kentucky si vota per il seggio lasciato libero da Mitch McConnell, storico leader dei repubblicani al Senato. Secondo i sondaggi interni della sua campagna, il democratico Charles Booker è a meno di dieci punti dal deputato repubblicano Andy Barr, che però ha 2 milioni di dollari in più in cassa. Gli alleati di Booker sperano nell'aiuto del governatore democratico Andy Beshear, possibile candidato alla Casa Bianca nel 2028. Eric Hyers, che ha guidato le campagne di Beshear nel 2019 e nel 2023, ha detto che il governatore ha già dato il suo sostegno a Booker e che nelle ultime settimane i due parteciperanno insieme agli eventi per portare gli elettori alle urne.
Il South Carolina è l'unico tra questi stati in cui i democratici hanno più soldi. Andrews aveva più di 4 milioni di dollari in cassa all'inizio di luglio. La senatrice repubblicana Darline Graham, nominata a luglio dopo la morte del fratello Lindsey Graham, ha vinto la nomination ad agosto in un ballottaggio delle primarie e al 5 agosto dichiarava solo 250.000 dollari. Trump era andato in South Carolina ad agosto per aiutarla a vincere il ballottaggio e potrebbe tornarci nelle prossime settimane.
Negli altri stati il vantaggio economico è dei repubblicani. Secondo AdImpact, una società che monitora la spesa per gli spot elettorali, il partito ha già prenotato pubblicità per milioni di dollari in più dei democratici (in alcuni casi decine di milioni) in Ohio, Texas, Iowa, Alaska e Kansas. Il senatore Tim Scott, che guida il comitato dei repubblicani per le elezioni al Senato, ha detto ai giornalisti che il partito corre in "un numero record" di sfide in bilico ma che i soldi non saranno un problema: "Il denaro è il re". Lauren French, portavoce del Senate Majority PAC, un super PAC democratico (cioè un gruppo che può raccogliere e spendere somme illimitate ma non può coordinarsi con i candidati), sostiene che i repubblicani abbiano già spostato risorse da Georgia e North Carolina verso le loro roccaforti.
Una fonte repubblicana direttamente coinvolta nelle elezioni per il Senato ha ammesso a MS NOW che il partito si aspetta di perdere in Georgia e North Carolina e che è davvero preoccupato per Iowa e Texas. In Iowa i democratici sono competitivi sia nella corsa per il governatore, con Rob Sand, sia in quella per il Senato, entrambe senza un uscente in corsa e oggi in mano ai repubblicani. "In Iowa dobbiamo prepararci a perdere tutto", ha detto un consulente repubblicano ad Axios. Bob Vander Plaats, influente leader evangelico dello stato, considera in bilico anche tre dei quattro seggi alla Camera.
Alcuni repubblicani hanno iniziato a prendere le distanze dal presidente. Marshall, dopo le operazioni contro l'immigrazione nelle zone agricole del Kansas occidentale, ha chiesto che gli agenti federali si coordinino con le forze dell'ordine locali. In Mississippi la senatrice Cindy Hyde-Smith ha ammesso in un video che il prezzo del carburante è il primo problema dei suoi elettori. Il senatore della West Virginia Jim Justice ha detto a Politico che le retate dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, sono diventate troppo invasive. Il deputato del Nebraska Don Bacon, che non si ricandida, ha detto al New York Times che i repubblicani avevano sull'immigrazione un vantaggio di due a uno e lo hanno trasformato in uno svantaggio della stessa misura. Bacon ha anche definito i dazi, che hanno fatto salire i prezzi di macchinari agricoli e fertilizzanti, "un errore".
Trump ha iniziato il suo giro di comizi per le midterm proprio dagli stati più repubblicani. Giovedì ha parlato in una fabbrica di camion a Denton, in Texas, poi è andato in Oklahoma (che aveva vinto di 34 punti) per sostenere il candidato governatore Mike Mazzei. Oggi sarà in Alabama, dove i repubblicani sperano di conquistare il distretto del deputato democratico Shomari Figures, appena ridisegnato a loro favore. Sabato andrà in Ohio e lunedì in Nebraska, dove il senatore Pete Ricketts fatica contro l'indipendente Dan Osborn anche perché la guerra con l'Iran ha fatto salire i prezzi di carburante e fertilizzanti. Il presidente ha ripetuto la promessa di assegni da 5.000 dollari per ogni adulto se i repubblicani manterranno Camera e Senato. "Siamo preoccupati per il Michigan. Siamo preoccupati per il Texas", ha detto in Oklahoma.
La scelta delle tappe dipende anche dalla popolarità del presidente, che è al 32% secondo un sondaggio Reuters/Ipsos e al 38% nella media calcolata da Nate Silver: nessun presidente era così in basso prima delle midterm da oltre trent'anni. Secondo i consiglieri sentiti dal Washington Post, Trump terrà in media da cinque a sette comizi a settimana fino alla fine di ottobre, spostandosi poi negli stati più contesi, a partire dall'Alaska. Il precedente non è incoraggiante: nel 2018 Trump fece più di 20 comizi nell'ultimo mese di campagna e i democratici conquistarono 40 seggi alla Camera, anche se i repubblicani mantennero il Senato guadagnando due seggi.
