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Peltola prende le distanze da Kamala Harris: "Non abbiamo mai chiesto il suo sostegno"
Mary Peltola, 2026, Facebook
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Peltola prende le distanze da Kamala Harris: "Non abbiamo mai chiesto il suo sostegno"

Mary Peltola dice di non aver approvato l'appello per la raccolta fondi firmato dall'ex vicepresidente, che nel 2024 ha perso lo Stato di 14 punti. Lo staff di Peltola teme che l'iniziativa possa danneggiare la sua immagine di centrista indipendente.

La campagna di Mary Peltola, ex deputata democratica ora candidata al Senato in Alaska, ha preso le distanze dall'appello per la raccolta fondi firmato da Kamala Harris, precisando di non averlo autorizzato e di non aver mai chiesto il sostegno dell'ex vicepresidente. "Mary non cerca l'appoggio di nessuno dei 48 Stati contigui: la sua attenzione è e sarà sempre rivolta all'Alaska", ha dichiarato lo staff in una nota, ricordando invece gli endorsement ricevuti da diversi sindacati locali. La campagna ha inoltre affermato di non essere stata informata dell'iniziativa prima dell'invio dell'email.

Il messaggio è stato spedito mercoledì dal Fight for the People PAC, il comitato di azione politica di Harris. L'ex vicepresidente invitava i sostenitori a "stare al fianco di Mary" e definiva quella dell'Alaska una corsa "che i democratici devono assolutamente vincere" per riconquistare il Senato. "Se c'è qualcuno che può ribaltare l'Alaska e assicurare ai democratici la maggioranza al Senato, è proprio Mary", si legge nel testo. Il collegamento rimandava alla pagina di un comitato democratico, dove ai donatori veniva proposto di dividere il contributo tra la campagna di Peltola e il PAC di Harris.

Non era la prima volta che il comitato dell'ex vicepresidente sfruttava la candidatura di Peltola per raccogliere fondi. Un messaggio analogo era stato inviato il 12 gennaio, giorno dell'annuncio della sua discesa in campo: "Questa è la corsa che potrebbe decidere il controllo del Senato". A rendere più delicata l'ultima iniziativa è soprattutto il momento scelto, a pochi giorni dalle primarie dell'Alaska, in programma martedì 18 agosto.

L'offensiva dei repubblicani

Harris ha perso l'Alaska di 14 punti alle presidenziali del 2024 e, per conquistare il seggio, Peltola dovrà ottenere risultati molto migliori di lei. L'ex deputata, che può contare su una consistente disponibilità finanziaria, si presenta come una centrista dallo spirito indipendente e sfida il senatore repubblicano uscente Dan Sullivan. I pochi sondaggi disponibili descrivono una competizione aperta.

Il National Republican Senatorial Committee, l'organizzazione elettorale dei senatori repubblicani, ha subito cercato di sfruttare l'email per legare Peltola a Harris. "Mary Peltola ha lavorato fianco a fianco con Kamala Harris per mettere l'Alaska all'ultimo posto, quindi non sorprende che Harris la sostenga", ha dichiarato il portavoce Nick Puglia. Il mandato di Peltola alla Camera, durato poco più di due anni, ha coinciso con l'Amministrazione di Joe Biden. Anche Nate Adams, portavoce della campagna di Sullivan, ha attaccato l'avversaria: "Per quanto Mary Peltola cerchi di nascondersi da questo endorsement, gli abitanti dell'Alaska vedono benissimo da che parte stanno lei e Kamala Harris".

Nello Stato si vota attraverso una primaria unica, aperta a tutti i candidati indipendentemente dal partito di appartenenza: i primi quattro classificati accedono alle elezioni generali di novembre. La qualificazione di Peltola appare pressoché certa, ma il voto offre ai candidati un'importante occasione per rivolgersi a un elettorato particolarmente attento alla campagna. Doversi difendere dai tentativi repubblicani di associarla a Harris non era il messaggio con cui l'ex deputata avrebbe voluto occupare la scena.

L'appello del PAC è arrivato mentre Harris sta valutando una nuova candidatura alla Casa Bianca. In primavera l'ex vicepresidente ha detto al reverendo Al Sharpton che "potrebbe" correre di nuovo per la presidenza e negli ultimi mesi ha moltiplicato le apparizioni pubbliche in tutto il Paese. Peltola, che nel 2024 non l'aveva sostenuta, ha scelto per questa campagna uno slogan lontano dalla politica nazionale: "Pesce, famiglia e libertà".

Una corsa decisiva e piena di incognite

Rebecca Himschoot, deputata indipendente dell'Assemblea statale dell'Alaska, ha detto al New York Times che l'email difficilmente aiuterà Peltola, pur rappresentando soltanto una piccola parte della valanga di messaggi provenienti dall'esterno che sta investendo la campagna. "Provo pena per gli elettori dell'Alaska in questo ciclo: tutto il materiale che ci arriva è tremendamente manipolatorio", ha osservato, definendo l'iniziativa del comitato di Harris "davvero stupida". "Sta cercando di approfittare dello slancio di Mary Peltola, senza nemmeno essere candidata a qualcosa, almeno per quanto ne sappiamo. E qui non era andata bene neppure la prima volta", ha aggiunto.

L'Alaska non elegge un esponente democratico al Senato da quasi vent'anni, ma conserva una forte tradizione indipendente e negli ultimi cicli elettorali ha mostrato alcuni segnali di avvicinamento ai democratici. La maggioranza degli elettori dello Stato non è iscritta ad alcun partito. Nel 2022 Lisa Murkowski, repubblicana centrista, è stata rieletta al Senato battendo un'avversaria sostenuta dal presidente Donald Trump.

A preoccupare i repubblicani è anche la presenza sulla scheda di un secondo Dan Sullivan: un ex maestro elementare senza esperienza politica che porta lo stesso nome del senatore uscente. Il timore è che possa confondere una parte degli elettori, sottrarre voti al repubblicano e avvantaggiare Peltola. Il partito accusa la campagna democratica di averne favorito la candidatura per trarre in inganno gli elettori, ma lo staff dell'ex deputata nega qualsiasi coordinamento. Il secondo Sullivan, intanto, ha vinto la battaglia legale per rimanere sulla scheda dopo che gli uffici elettorali avevano tentato invano di escluderlo.

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