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Per il 2028 tra i Dem quasi un elettore su due non ha un candidato preferito
Lawrence Jackson, White House, 2024, Flickr, Opera del governo USA
Sondaggi 11 min di lettura

Per il 2028 tra i Dem quasi un elettore su due non ha un candidato preferito

Nel sondaggio New York Times/Siena Vance ha il 33 per cento e Rubio il 23. Tra i democratici Harris è prima con il 12 per cento e il 45 per cento non sa ancora chi scegliere

Tra gli elettori repubblicani il vicepresidente JD Vance è il favorito per la candidatura alla presidenza nel 2028, con il 33 per cento, davanti al segretario di Stato Marco Rubio, al 23 per cento. Tra i democratici invece la corsa è molto più aperta: l'ex vicepresidente Kamala Harris è prima con appena il 12 per cento e quasi un elettore su due non sa ancora chi sceglierebbe. Sono i risultati dell'ultimo sondaggio nazionale del New York Times e del Siena College, un'università dello stato di New York, condotto dal 12 al 19 ottobre su 3.494 elettori registrati, a poco più di due settimane dalle midterm del 3 novembre.

Agli intervistati è stato chiesto chi sosterrebbero alle primarie presidenziali, le elezioni interne con cui ciascun partito sceglie il proprio candidato alla Casa Bianca. La campagna per il 2028 comincerà quasi subito dopo la chiusura dei seggi delle midterm, ma è ancora troppo presto per sapere chi si candiderà davvero. Per questo la domanda era aperta: gli elettori non sceglievano da una lista, ma dovevano indicare un nome da soli.

Tra gli 850 intervistati che si dichiarano elettori delle primarie repubblicane, al terzo posto c'è il presidente Donald Trump con l'8 per cento, anche se la Costituzione gli vieta di candidarsi per un terzo mandato. Secondo il New York Times è un segnale di quanto lentamente il presidente potrebbe lasciare il centro della scena politica. Trump del resto non ha ancora sostenuto Vance e ha rimandato ogni decisione a dopo il voto. Il governatore della Florida Ron DeSantis è al 3 per cento, il 6 per cento indica altri nomi e il 26 per cento non sa chi scegliere.

Sondaggio · Stati Uniti

Tra i repubblicani Vance è avanti di 10 punti su Rubio

12-19 ottobre 2026 · 850 elettori delle primarie repubblicane · New York Times/Siena. La domanda era aperta: gli intervistati indicavano un nome senza una lista di candidati.

Candidato%
JD Vance Vicepresidente
33%
Marco Rubio Segretario di Stato
23%
Donald Trump Presidente, non può ricandidarsi
8%
Ron DeSantis Governatore della Florida
3%
Altri nomi
6%
Non sa
26%
Fonte Sondaggio New York Times/Siena condotto dal 12 al 19 ottobre 2026 su 3.494 elettori registrati, di cui 850 si dichiarano elettori delle primarie repubblicane. Sono mostrati per nome i candidati indicati da più del 2 per cento degli intervistati.

Tra i 1.170 elettori delle primarie democratiche, dopo Harris c'è il governatore della California Gavin Newsom con il 9 per cento. Seguono l'ex segretario ai Trasporti Pete Buttigieg con il 7, la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez con il 6, il senatore della Georgia Jon Ossoff con il 4 e il senatore Mark Kelly con il 3. Il 15 per cento indica altri nomi, mentre il 45 per cento non sa ancora chi sosterrebbe.

Sondaggio · Stati Uniti

Tra i democratici Harris è prima con il 12 per cento, ma il 45 per cento non sa chi scegliere

12-19 ottobre 2026 · 1.170 elettori delle primarie democratiche · New York Times/Siena. La domanda era aperta: gli intervistati indicavano un nome senza una lista di candidati.

Candidato%
Kamala Harris Ex vicepresidente
12%
Gavin Newsom Governatore della California
9%
Pete Buttigieg Ex segretario ai Trasporti
7%
Alexandria Ocasio-Cortez Deputata di New York
6%
Jon Ossoff Senatore della Georgia
4%
Mark Kelly Senatore dell’Arizona
3%
Altri nomi
15%
Non sa
45%
Fonte Sondaggio New York Times/Siena condotto dal 12 al 19 ottobre 2026 su 3.494 elettori registrati, di cui 1.170 si dichiarano elettori delle primarie democratiche. Sono mostrati per nome i candidati indicati da più del 2 per cento degli intervistati.

Il New York Times invita a non dare troppo peso a questi numeri: a questo punto riflettono soprattutto la notorietà dei possibili candidati, molti dei quali stanno già usando le midterm per farsi conoscere. Servono più che altro come punto di partenza per misurare tra qualche mese come sono cambiate le preferenze, una volta cominciata la campagna vera e propria.

Lo stesso sondaggio mostra una forte insoddisfazione verso entrambi i partiti. Solo il 28 per cento degli elettori registrati si dice soddisfatto dei democratici e solo il 33 per cento dei repubblicani. Quasi il 70 per cento pensa che il sistema politico ed economico americano abbia bisogno almeno di grandi cambiamenti e quasi il 60 per cento ritiene che il sistema politico sia troppo malfunzionante per risolvere i problemi del paese. I sondaggi mostrano da vent'anni che gli americani sono scontenti della direzione presa dal paese e in questo periodo nessuno dei due partiti è riuscito a invertire la tendenza.

Secondo il New York Times i segnali di questo malcontento sono ovunque: i successi dei socialisti democratici nelle primarie del Partito Democratico, le candidature indipendenti competitive in Stati come Nebraska, Montana, Idaho e South Dakota e il progressivo calo dell'influenza politica di Trump. Nel frattempo crescono le preoccupazioni per l'intelligenza artificiale e per l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato americani. Con i due partiti in gran parte screditati e la fine della presidenza Trump sempre più vicina, la corsa per la Casa Bianca del 2028 appare del tutto aperta.

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Lorenzo Ruffino
Autore

Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

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