Il presidente Donald Trump non è ancora pronto a indicare JD Vance come suo successore. Martedì, nello Studio Ovale, con il vicepresidente in piedi alle sue spalle, Trump non ha voluto sostenere la sua candidatura alle presidenziali del 2028: lo ha definito una "persona di grande talento" ma ha detto che è troppo presto per decidere. "Dobbiamo superare le midterm. Vedremo come va", ha detto il presidente, riferendosi alle elezioni di metà mandato in cui si rinnovano tutta la Camera e un terzo del Senato.
Secondo un'analisi di Kate Sullivan, corrispondente di Bloomberg dalla Casa Bianca, proprio le midterm sono il primo vero test per le ambizioni di Vance. Nella media dei sondaggi sulle primarie repubblicane del 2028 calcolata da RealClearPolling, un sito che aggrega le rilevazioni dei vari istituti, Vance è al 39 per cento, molto davanti al segretario di Stato Marco Rubio. È favorito anche nei mercati predittivi, le piattaforme in cui si scommette sull'esito degli eventi politici. Tra tutti gli elettori la sua immagine è però molto più debole: circa metà degli americani ha di lui un'opinione negativa.
Il vicepresidente sta girando il paese per sostenere i candidati repubblicani in un momento difficile per il partito. Molti americani, compresi elettori che hanno votato Trump in tutte e tre le sue candidature, sono insoddisfatti per i prezzi alti e per la guerra in Iran decisa dal presidente. Vance deve quindi motivare la base trumpiana e allo stesso tempo difendere un'amministrazione le cui scelte sull'economia e sulla politica estera sono diventate un peso elettorale.
Anche il sostegno ai candidati repubblicani finiti al centro delle polemiche potrebbe costargli consensi tra gli elettori moderati. Mercoledì, parlando con i giornalisti nella zona di Cincinnati, Vance ha liquidato le critiche a uno spot della campagna di Vivek Ramaswamy, candidato repubblicano a governatore dell'Ohio. Lo spot attacca la sua avversaria democratica, Amy Acton, ex direttrice del dipartimento della sanità dello Stato, e mostra la madre biologica di Acton, con cui la candidata non ha più rapporti, che accusa la figlia di essere una bugiarda. Il fratello di Acton ha condannato lo spot e ha raccontato che la sorella era stata vittima di ripetuti abusi sessuali da parte del marito della madre, prima che i figli venissero tolti alla famiglia. Lo spot è stato criticato anche da altri repubblicani, ma alla domanda se lo ritenesse appropriato Vance ha risposto che la questione "non è davvero un mio problema" e che "la politica è un mestiere duro".
Su alcuni temi Vance ha preso le distanze dal presidente. Mentre Trump parla di una "età dell'oro" per l'economia, il vicepresidente ammette più spesso che molti americani fanno ancora fatica ad arrivare a fine mese, anche se ne attribuisce la colpa ai democratici. "Riconosco che i prezzi della benzina in questo momento sono troppo alti", ha detto durante un town hall, un incontro in cui il politico risponde alle domande del pubblico, trasmesso domenica da CBS News. Vance ha anche evitato di seguire Trump nel sostegno al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in vista delle elezioni in Israele, spiegando di non volersi intromettere nelle sfide elettorali di un altro paese.
Trump però ha voluto mostrare in pubblico la sintonia con il suo vice. Nella stessa conferenza stampa di martedì il presidente ha presentato il Fraud Whistleblower Incentive Program, un programma che promette a chi segnala con successo una frode ai danni del governo federale fino all'1 per cento delle somme recuperate. Quando un giornalista ha chiesto se per ottenere il compenso servissero accuse penali, Trump ha risposto "non credo" voltandosi verso Vance, che ha confermato. Poi il presidente ha aggiunto: "Non voglio che diciate che non siamo d'accordo su qualcosa. Non siamo in disaccordo quasi su niente". Vance ha poi spiegato che il programma non riguarda solo i casi che finiscono in un processo penale: chi trova il denaro e aiuta il governo a recuperarlo riceve la sua parte.
Il giorno prima Vance aveva parlato del 2028 in un'intervista al giornalista Mark Halperin per il programma 2WAY Tonight. "Penso che, se mi candiderò, il presidente mi sosterrà", ha detto. Alla domanda se Trump lo farebbe subito, ha risposto: "Credo di sì, ma non lo so". E ha aggiunto di non averne mai parlato con lui.
Nei prossimi due anni Vance dovrà mantenere lo stretto legame con Trump e allo stesso tempo costruirsi un'identità politica propria, aiutando nel frattempo i repubblicani alle midterm. Se il voto spostasse gli equilibri di potere a Washington a favore dei democratici, gli ultimi due anni del mandato di Trump si svolgerebbero in un contesto politico molto diverso, lo stesso in cui Vance dovrebbe preparare la sua corsa alla presidenza.
