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La socialista Francesca Hong è la favorita nelle primarie per il governatore del Wisconsin
Francesca Hong, 2026, Facebook
Elezioni 15 min di lettura

La socialista Francesca Hong è la favorita nelle primarie per il governatore del Wisconsin

Lo stato vota oggi per scegliere i candidati alle elezioni di novembre: la deputata di Madison è davanti in tutti i sondaggi e una parte dei democratici teme di perdere uno degli stati più contesi

Gli elettori del Wisconsin votano oggi, martedì 11 agosto, nelle primarie che assegnano le candidature per le elezioni del 3 novembre, quando lo stato sceglierà il nuovo governatore. L'attenzione nazionale è concentrata sulla corsa democratica, dove la favorita è Francesca Hong, deputata statale di 37 anni che si definisce socialista-democratica. Se vincesse la nomination e poi le elezioni, sarebbe la prima socialista dichiarata a guidare uno stato americano, oltre che la prima donna a governare il Wisconsin. Una parte del suo partito teme però che la sua candidatura consegni ai repubblicani uno degli stati più contesi del paese.

La corsa è aperta perché il governatore democratico Tony Evers, in carica da due mandati, ha deciso di non ricandidarsi. Chi vince la primaria democratica affronterà a novembre Tom Tiffany, deputato repubblicano al Congresso dal 2020, sostenuto dal presidente Donald Trump e senza veri rivali interni. Nel 2024 il Wisconsin ha registrato il margine presidenziale più stretto del paese e cinque delle ultime sette elezioni presidenziali si sono decise qui per meno di un punto percentuale. I democratici puntano anche a conquistare le due camere del parlamento statale, oggi a maggioranza repubblicana, per ottenere il controllo completo dello stato per la prima volta dal 2010. Il governatore del Wisconsin certifica inoltre i risultati delle elezioni presidenziali e Tiffany nel 2021 votò contro la certificazione della vittoria di Joe Biden.

Le primarie del Wisconsin sono aperte, cioè gli elettori non si registrano per partito e ognuno può decidere in quale primaria votare, purché in una sola. Vince chi prende più voti, senza soglie né ballottaggi. Secondo i sondaggi, tra il 4 e il 6% dei votanti della primaria democratica si dichiara repubblicano, ma questi elettori sostengono soprattutto i candidati moderati. I seggi chiudono alle 20 locali (le 3 del mattino di mercoledì in Italia) e oltre 235mila persone hanno già votato in anticipo o per posta. Sulla scheda ci sono anche le primarie per il Congresso e per il parlamento statale. Nella stessa giornata si vota in Minnesota, Connecticut e Vermont, oltre che in due elezioni speciali in Alabama e South Carolina.

Hong è nata a Madison da genitori immigrati dalla Corea del Sud, ha lavorato come chef, ha gestito un ristorante e ancora oggi fa la barista part-time. Madre single, nel 2020 è diventata la prima asiatico-americana eletta all'Assemblea statale e rappresenta il centro di Madison, una delle zone più progressiste degli Stati Uniti. È iscritta ai Democratic Socialists of America, la principale organizzazione della sinistra socialista americana, dalla cui piattaforma nazionale ha comunque preso le distanze e da cui non ha ricevuto un sostegno ufficiale.

Il suo programma prevede di alzare il salario minimo statale da 7,25 a 20 dollari l'ora e di rendere gratuiti per tutti sanità e asili nido. Propone anche più fondi alla scuola pubblica e tasse più alte per i più ricchi. La sua proposta più riconoscibile è una moratoria di un anno sulla costruzione di nuovi data center, che intercetta una rabbia diffusa. Il 76% degli elettori dello stato ritiene infatti che i costi di questi impianti superino i benefici. La sua campagna, costruita dal basso con più di 7mila volontari, ha riempito un comizio di oltre mille persone con la deputata democratica del Minnesota Ilhan Omar e lo streamer di sinistra Hasan Piker.

Il passato radicale di Hong è diventato il tema centrale del finale di campagna. Negli anni scorsi aveva chiesto di togliere i fondi alla polizia come primo passo verso la sua abolizione, aveva scritto di voler abolire il Senato degli Stati Uniti e a maggio aveva detto che il suo "mondo perfetto sarebbe un mondo senza prigioni". In un post del 2020, poi cancellato, aveva proposto di cancellare la festa del Ringraziamento, che considerava una celebrazione del colonialismo. Nelle ultime settimane ha ritrattato quasi tutto. Ha assicurato che non abolirà la polizia, ha definito "più che altro aspirazionali" le parole sulle carceri e "senza senso" l'idea di abolire il Senato. Il Ringraziamento, ha aggiunto, è la sua festa preferita. "Ho avuto delle uscite a caldo, delle pessime uscite su Twitter", ha detto ai giornalisti, "ma sono evoluta, ho imparato. Penso sia più disonesto non imparare". Nemmeno Bernie Sanders, il socialista democratico più noto del paese, prevede per ora di sostenerla.

La primaria è stata una delle più caotiche dell'anno. Il principale rivale di Hong è David Crowley, 40 anni, a capo del governo della contea di Milwaukee, la più popolosa dello stato, che sarebbe il primo governatore afroamericano del Wisconsin. Crowley si era ritirato a inizio luglio, ma è rientrato in corsa dieci giorni dopo con l'appoggio di Evers, subito dopo il ritiro della vicegovernatrice Sara Rodriguez, travolta da irregolarità nella gestione dei conti della campagna.

A fine luglio ha abbandonato anche l'ex vicegovernatore Mandela Barnes, candidato democratico al Senato nel 2022, lo stesso giorno in cui il Milwaukee Journal Sentinel ha rivelato che il partito aveva esaminato in passato segnalazioni su suoi comportamenti inappropriati verso giovani donne, segnalazioni la cui esistenza la sua campagna nega. Restano in corsa, con consensi minimi, la senatrice statale Kelda Roys e l'ex dirigente dell'amministrazione statale Joel Brennan. Le schede però erano già state stampate, così i nomi dei ritirati compaiono ancora e chi aveva già votato per posta per uno di loro non può cambiare il proprio voto.

Il sondaggio della Marquette University, considerato il più affidabile dello stato, ha visto Hong al primo posto in tutte e cinque le rilevazioni pubblicate da ottobre. L'ultima la dava al 38% contro il 7% di Crowley, con un terzo di elettori ancora indeciso. Dopo il ritiro di Barnes un altro sondaggio le ha assegnato 22 punti di vantaggio e le medie stimano un margine intorno ai 20 punti.

Sondaggi · Wisconsin

Hong arriva al voto sopra il 40 per cento, Crowley si ferma al 20

Quota di ciascun candidato nella media giornaliera dei sondaggi per la primaria democratica per governatore. Per mesi la corsa l’ha guidata Barnes intorno al 24 per cento, poi da giugno Hong è salita fino al 42,8 mentre il campo le si sfaldava intorno: le righe tratteggiate segnano i ritiri di Rodriguez (17 luglio, al 13,1) e di Barnes (30 luglio, al 18,7), e le loro linee si fermano lì. I pallini chiari sono le singole rilevazioni.

10% 20% 30% 40% 50% 9 mesi 6 mesi 3 mesi voto 17 luglio: Rodriguez 30 luglio: Barnes Hong 42,8 Crowley 20,3 Roys 8,9

La media si ferma al 4 agosto 2026, ultimo sondaggio disponibile. Si vota oggi, 11 agosto.

Attenzione. Crowley si è ritirato l’8 luglio per sostenere Rodriguez ed è rientrato il 18, quando lei ha lasciato: la sua linea non si interrompe, ma in quei dieci giorni corre senza rilevazioni. Barnes, Rodriguez e Hughes restano comunque sulla scheda. Brennan, mai sopra il 6 per cento, non è mostrato; quattro delle 15 rilevazioni sono sondaggi interni delle campagne o di istituti repubblicani, e nella media pesano la metà.

Fonte Elaborazione di Focus America su 15 sondaggi della primaria democratica raccolti da Wikipedia, aggiornati al 10 agosto 2026. Le medie giornaliere sono stimate con un filtro di Kalman a livello locale: ogni sondaggio pesa per la dimensione del campione e per l’effetto casa dell’istituto, e i sondaggi commissionati da una parte pesano la metà. Il lisciamento è lo stesso per le cinque linee.

Martedì scorso, però, nel vicino Michigan il progressista Abdul El-Sayed ha vinto di misura la primaria democratica per il Senato nonostante i sondaggi lo dessero avanti in doppia cifra, un errore di circa 12 punti. La campagna di Crowley sostiene che anche in Wisconsin la corsa sia più stretta di quanto sembri e cita un proprio sondaggio interno in cui Hong è avanti 42% a 24%. Il pareggio arriva solo ricalibrando il campione sull'elettorato più anziano del 2022 e leggendo agli intervistati delle descrizioni dei candidati, una tecnica considerata poco attendibile. Per ribaltare il risultato servirebbe quindi un errore ancora più grande di quello del Michigan. Qualche margine di incertezza esiste comunque, perché il consenso di Hong si concentra tra i giovani e gli elettori molto progressisti, mentre gli indecisi sono soprattutto anziani e moderati, cioè le categorie che alle urne vanno più spesso.

Il timore dei vertici democratici è che Hong perda a novembre. In un confronto diretto rilevato da Marquette a luglio, Tiffany era avanti su di lei tra gli elettori registrati, sia pure entro il margine di errore, mentre tra i votanti più probabili i due risultavano alla pari. Il 55% degli elettori dello stato ha inoltre un'opinione negativa dei socialisti democratici, contro il 25% che ne ha una positiva. Gli stessi repubblicani considerano Hong l'avversaria più facile da battere, al punto che comitati a loro vicini hanno speso milioni di dollari in spot che formalmente la attaccano, ma su temi che la rafforzano tra i progressisti, come la sua opposizione alle politiche di espulsione del presidente e la volontà di abolire l'ICE (l'agenzia federale per l'immigrazione).

Evers ha spiegato il suo sostegno a Crowley dicendo che Hong "ha passato l'intera campagna a occuparsi non dei problemi, ma di quello che c'è su Twitter". David Axelrod, lo stratega delle vittorie di Barack Obama, ha scritto che una sua nomination danneggerebbe gli altri candidati democratici, definendola "una fonte di stramberie liberal da salotto dei professori". Hong ha risposto che quel commento è "un esempio perfetto del perché la classe dei consulenti continua a perdere le elezioni" e che i consulenti sono "determinati a tenere la classe lavoratrice fuori dalla politica", chiudendo con un invito: "Ho passato più tempo nelle cucine che nei salotti dei professori. Le andrebbe di venire in Wisconsin a fare con me il servizio della cena di un venerdì sera?".

Crowley usa l'argomento opposto: "C'è molta gente spaventata", ha detto, "è una socialista dichiarata". Secondo lui le elezioni statali si vincono con una coalizione fatta "non solo di democratici, ma di repubblicani e indipendenti"; ha comunque promesso che sosterrà Hong se vincerà la primaria. Lei risponde che la sua coalizione comprende anche "repubblicani e indipendenti stufi" e che "la persona che prende più voti è la più eleggibile". Tiffany ha già fissato la linea per l'autunno, dicendo che Hong "può rimangiarsi tutto quello che vuole, ma non può nascondere chi è", mentre l'ex governatore repubblicano Scott Walker ha descritto l'eventuale sfida tra i due come "buon senso contro follia pericolosa", prevedendo comunque una corsa combattuta.

Da 64 anni il Wisconsin elegge ogni nuovo governatore dal partito opposto a quello del predecessore, una tradizione che favorirebbe i repubblicani. Il partito del presidente in carica però perde quasi sempre le elezioni di metà mandato e l'approvazione di Trump nello stato è scesa al 38%, il suo minimo storico. Tiffany parte comunque con molti più soldi. Ha raccolto 13,3 milioni di dollari, più dell'intero campo democratico messo insieme, mentre Hong e Crowley hanno superato di poco il milione a testa. Lo spoglio comincerà nella notte italiana e il nome dello sfidante di Tiffany dovrebbe essere chiaro nella mattinata di mercoledì.

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Lorenzo Ruffino
Autore

Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

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