Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
La patrimoniale sui miliardari in California non va così bene nei sondaggi
Sondaggi 20 min di lettura

La patrimoniale sui miliardari in California non va così bene nei sondaggi

Secondo un sondaggio il 46 per cento dei probabili elettori sostiene la Proposition 40 e il 43 per cento è contrario. I miliardari hanno speso centinaia di milioni per fermarla.

A due settimane dal voto la patrimoniale sui miliardari proposta in California non riesce a superare la soglia della maggioranza. Secondo un nuovo sondaggio realizzato per Politico e per il Citrin Center dell'Università di Berkeley, il 46 per cento dei probabili elettori è favorevole alla Proposition 40 e il 43 per cento è contrario, mentre il 10 per cento non ha ancora deciso. I numeri sono quasi identici a quelli di un mese fa, quando la stessa rilevazione dava il sì al 45 per cento e il no al 43. Intanto in California molti elettori hanno già iniziato a votare per posta.

La Proposition 40 prevede un'imposta una tantum del 5 per cento sul patrimonio netto dei residenti in California che possiedono almeno un miliardo di dollari. Conta la residenza al primo gennaio 2026: chi viveva nello Stato a quella data dovrebbe pagare anche se poi se ne è andato. I miliardari interessati sono circa duecento (secondo alcune stime 214). Il 90 per cento del gettito andrebbe ai programmi sanitari statali, a partire da Medi-Cal, la versione californiana di Medicaid, l'assicurazione sanitaria pubblica per le persone a basso reddito. Il resto finanzierebbe l'assistenza alimentare e la scuola pubblica. La proposta è stata scritta da quattro accademici, tra cui l'economista di Berkeley Emmanuel Saez, ed è promossa da SEIU-UHW, un sindacato dei lavoratori della sanità, che la presenta come una risposta ai tagli a Medicaid approvati dal Congresso con la legge di bilancio voluta dal presidente.

Il sindacato stima un gettito di circa 100 miliardi di dollari in cinque anni. Il Legislative Analyst's Office, l'ufficio indipendente che analizza i conti per il parlamento della California, prevede invece un aumento temporaneo delle entrate "fino a decine di miliardi" distribuito su più anni, a fronte di una possibile perdita di meno di un miliardo all'anno di imposta sul reddito se i miliardari lasciassero lo Stato. Alcuni lo hanno già fatto prima della scadenza del primo gennaio, tra cui Peter Thiel, i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin e l'ex amministratore delegato di Uber Travis Kalanick.

Proposition 40, California
La tassa sui miliardari della California resta sotto la maggioranza a due settimane dal voto
La Proposition 40 chiede un'imposta una tantum del 5% sul patrimonio dei circa 200 miliardari che vivevano in California il primo gennaio 2026. Il 90% del gettito andrebbe alla sanità pubblica. Si vota il 3 novembre, insieme alle elezioni di metà mandato.
Intenzioni di voto sulla Proposition 40, ultimo sondaggio
Sì46%
No43%
favorevoli
contrari
Sì Indecisi 10% No
Un mese fa lo stesso sondaggio dava il sì al 45%: la campagna non ha spostato gli elettori, e intanto in California si vota già per posta.
Solo un sondaggio su sei porta il sì sopra il 50%
Favorevoli e contrari alla Proposition 40 tra probabili elettori, da agosto a ottobre 2026. Tocca un sondaggio per i dettagli.
Sì No Maggioranza (50%)
PPIC, 4-10 settembre: sì 52%, no 46%. Berkeley IGS, 15-20 settembre: sì 45%, no 42%. Manhattan Institute, 24 settembre-1 ottobre: sì 35%, no 50%. Citrin Center-Politico, 9-14 ottobre: sì 46%, no 43%.
Per ogni dollaro di spot del sì, il fronte del no ne ha impegnati circa 460
Spot televisivi e digitali già trasmessi o prenotati dai comitati delle due parti, in dollari. L'area dei quadrati è proporzionale alla spesa.
Comitati per il no
Comitati per il sì
Spot già trasmessi o prenotati: circa 96 milioni di dollari per il no, 209.000 per il sì. Fondi raccolti: oltre 300 milioni per il no, circa 32,8 milioni per il sì.
Anche se vince il sì, due proposte rivali possono annullare la patrimoniale
Le Proposition 41 e 42 sono finanziate dagli oppositori. Se la 40 passa insieme a una delle due, entra in vigore quella con più voti favorevoli. Quota di sì per ciascuna proposta tra probabili elettori.
Con questi numeri
PPIC, settembre: Proposition 40 al 52%, Proposition 41 al 51%, Proposition 42 al 54%. Berkeley IGS, agosto: 48%, 35% e 40%.
FonteSondaggi Citrin Center-Politico (settembre e 9-14 ottobre 2026), Berkeley IGS, PPIC e Manhattan Institute, probabili elettori. Spesa pubblicitaria: AdImpact; fondi raccolti: dichiarazioni dei comitati, entrambi citati da Associated Press, 9 ottobre 2026. Il totale dei sondaggi può non fare 100 per gli arrotondamenti.

Il voto si terrà il 3 novembre, lo stesso giorno delle elezioni di metà mandato. In California i cittadini possono mettere ai voti leggi e modifiche della Costituzione statale raccogliendo un numero sufficiente di firme: la patrimoniale si è qualificata con oltre 980 mila firme valide. Restare sotto il 50 per cento a questo punto della campagna è un campanello d'allarme secondo chi ha esperienza di referendum. Jon Cohen, fondatore e amministratore delegato di TrueDot, la società che ha condotto il sondaggio, ha detto a Politico che "i californiani pensano davvero che i miliardari debbano pagare di più", ma che questo "non si traduce così facilmente in un voto a favore di questa tassa".

I miliardari hanno speso centinaia di milioni di dollari per fermare la misura: Brin da solo ha messo più di 100 milioni, Building a Better California, il gruppo che ha fondato con l'ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt, aveva raccolto 118 milioni già ad agosto e Thiel ha versato circa 100 milioni a un altro comitato contrario guidato dalla California Business Roundtable, l'associazione delle grandi imprese dello Stato. Con questo vantaggio i contrari hanno occupato quasi tutti gli spazi pubblicitari in televisione, dove sostengono che la tassa potrebbe essere estesa in futuro. I promotori negano e ricordano che far approvare una nuova imposta dal parlamento statale sarebbe molto difficile sia politicamente sia sul piano legale.

Due elettori registrati su tre dubitano che la tassa resterebbe davvero una tantum. L'argomento più efficace dei contrari è proprio l'idea che in futuro i legislatori possano allargarla a chi miliardario non è. Il sondaggio mostra anche che la campagna del no rende sempre meno: l'84 per cento degli elettori registrati ha visto pubblicità o messaggi sulla tassa, ma il 45 per cento dice di non esserne stato influenzato e chi ha cambiato idea si è spostato tanto verso il sì quanto verso il no.

Gli altri sondaggi delle ultime settimane sono discordanti. A metà settembre l'istituto di studi governativi dell'Università di Berkeley registrava il sì al 45 per cento contro il 42 per cento di contrari, mentre a inizio mese il Public Policy Institute of California lo dava al 52 per cento. Un sondaggio del Manhattan Institute, un centro studi conservatore, vedeva invece il no in vantaggio di 15 punti (50 a 35). Una rilevazione di IVC Media trovava il sì al 38 per cento quando agli intervistati venivano presentate le stime del Legislative Analyst's Office.

Il senatore Bernie Sanders ha tenuto un comizio a San Francisco all'inizio di ottobre per sostenerla e il Partito Democratico della California l'ha appoggiata ad agosto, ma il governatore democratico Gavin Newsom è contrario e ha detto a Politico che la proposta "non ha senso" e danneggerebbe lo Stato. Si oppongono anche il sindacato degli insegnanti, l'associazione dei medici della California e Planned Parenthood, secondo cui la misura non garantisce un finanziamento stabile alla sanità.

Sulla scheda ci sono anche due proposte promosse da Building a Better California per neutralizzare la patrimoniale. La Proposition 42 vieterebbe nella Costituzione statale le tasse retroattive, mentre la Proposition 41 impedirebbe alle nuove imposte di aggirare le regole sulla spesa per l'istruzione. Se una delle due ottenesse più voti della Proposition 40, la patrimoniale verrebbe annullata anche in caso di vittoria del sì.

Condividi
Redazione
Autore

Redazione

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.