Newsom cerca di affossare la tassa sui miliardari in California
La proposta, sostenuta dai sindacati, prevede un prelievo una tantum del 5% sui patrimoni oltre il miliardo di dollari. Newsom preme per toglierla dalla scheda di novembre prima del 25 giugno.
Il governatore democratico della California, Gavin Newsom, sta lavorando dietro le quinte per fermare una tassa sui miliardari prima che gli elettori possano votarla. La proposta, spinta dai sindacati, chiederebbe ai cittadini più ricchi dello Stato un prelievo straordinario per finanziare la sanità, la scuola pubblica e l'assistenza alimentare.
Lo scorso mese, durante una telefonata con un importante finanziatore del Partito Democratico, Newsom ha assicurato che la tassa sarebbe stata fatta cadere con una trattativa prima del 25 giugno. Lo ha rivelato Bloomberg, secondo cui il governatore incontra faccia a faccia il leader del sindacato promotore, Dave Regan, in uno sforzo che va avanti da quattro mesi.
La misura, chiamata Billionaire Tax Act, prevede un'imposta una tantum del 5% sul patrimonio dei residenti in California con una ricchezza netta superiore al miliardo di dollari. È un prelievo da pagare una sola volta, non una tassa che si ripete ogni anno. In California i cittadini possono proporre nuove leggi con le iniziative popolari, raccogliendo le firme necessarie per portare un quesito direttamente al voto, senza passare dal parlamento dello Stato.
A promuovere la proposta è il sindacato dei lavoratori della sanità SEIU-UHW, che ad aprile ha annunciato di avere raccolto 1,6 milioni di firme, quasi il doppio delle 874.641 necessarie. Il 25 giugno la misura verrà certificata e fissata in via definitiva sulla scheda di novembre, ma fino a quel giorno i promotori possono ancora ritirarla. Un'intesa in tal senso passerebbe probabilmente dal dirottare verso la sanità risorse del bilancio dello Stato, una mossa che richiede il sostegno non solo del governatore ma anche dei parlamentari della California.
Newsom è da tempo contrario a una tassa sul patrimonio. Ha avvertito che una misura del genere rischia di spingere fuori dalla California gli imprenditori più ricchi, le cui aziende contribuiscono a rendere lo Stato la quarta economia del mondo. La California ospita la più alta concentrazione di miliardari degli Stati Uniti.
La proposta ha già spinto alcuni miliardari a cambiare residenza. Sei di loro hanno lasciato la California prima del 1° gennaio 2026, la data presa come riferimento per stabilire chi dovrà pagare, portando fuori dalla base imponibile circa 536 miliardi di dollari, quasi il 30% della ricchezza complessiva dei miliardari dello Stato. Tra chi se n'è andato ci sono i due cofondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, e l'investitore Peter Thiel, tutti trasferitisi a Miami, mentre l'ex amministratore delegato di Uber Travis Kalanick si è spostato in Texas.
Per battere l'iniziativa un gruppo di miliardari ha versato più di 116 milioni di dollari in comitati elettorali, gran parte dei quali da Sergey Brin, mentre Peter Thiel ha donato 3 milioni di dollari. Secondo uno studio della Hoover Institution, un centro studi, la tassa lascerebbe lo Stato più povero di circa 25 miliardi di dollari, una volta considerate le imposte sul reddito perse con la partenza dei più ricchi.
Se la proposta non verrà ritirata entro il 25 giugno, a decidere se approvarla saranno gli elettori a novembre.