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Benzina, mutui e Fed: a un mese dal voto Trump non riesce più a fermare i prezzi
Illustrazione generata con l'intelligenza artificiale.
Economia 23 min di lettura

Benzina, mutui e Fed: a un mese dal voto Trump non riesce più a fermare i prezzi

Gasolio sopra quota 6,50 dollari, mutui oltre il 7% e rendimenti ai massimi da vent'anni. La Casa Bianca attacca la Fed e ipotizza un blocco dell'export di gasolio, ma per gli economisti i prezzi non scenderanno prima delle midterm.

A poco più di un mese dalle elezioni di metà mandato, l’Amministrazione Trump non sembra avere a sua disposizione strumenti capaci di ridurre rapidamente i prezzi che pesano sugli elettori. Questa settimana la benzina ha sfiorato in media i 4,50 dollari al gallone, il gasolio ha superato i 6,50 dollari e i tassi sui mutui trentennali sono tornati sopra il 7%. Il petrolio, spinto dalla guerra con l’Iran, ormai al settimo mese, ha oscillato intorno ai 100 dollari al barile. La Casa Bianca ha tentato di intervenire su più fronti, ma finora senza grandi risultati, come ricostruisce il New York Times.

Lo shock energetico ha alimentato i timori di un’inflazione più alta e ha portato i rendimenti di alcuni titoli di Stato ai massimi da oltre vent’anni. Il debito federale è così diventato più costoso, mentre sono saliti anche i tassi sui mutui. Molti investitori si aspettano adesso un nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve già a ottobre: sarebbe il secondo consecutivo, dopo quello già deciso a settembre, il primo in 3 anni. La maggior parte degli economisti prevede che l’inflazione chiuderà l’anno sopra il 3%, ben sopra l’obiettivo del 2% della banca centrale, mentre a settembre l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso a 48,1 punti, il livello più basso degli ultimi quattro mesi.

Verso le midterm
Gli americani pagano la guerra con l'Iran alla pompa e sul mutuo
A poco più di cinque settimane dal voto, la benzina costa oltre un dollaro al gallone in più di un anno fa, il mutuo trentennale ha superato il 7% e la fiducia dei consumatori è vicina ai minimi storici.
Il prezzo della benzina, oggi e un anno fa
Benzina normale, media nazionale Settembre 2026
Prezzo al gallone
$4,478
Galloni
15,000
Importo
$67,17
Un pieno da 15 galloni (circa 57 litri) costa oggi 67,17 dollari: 19,57 dollari in più di un anno fa.
Per confronto
Benzina, un anno fa3,173$
Benzina, prima della guerra2,937$
Gasolio, oggirecord6,529$
Petrolio Brent, 25 settembre104,32$
Benzina e gasolio in dollari al gallone, il Brent in dollari al barile. Il gasolio non era mai costato tanto.
Dall'inizio della guerra la benzina è rincarata di 1,54 dollari al gallone, il gasolio di 2,72
Prezzo medio settimanale al distributore negli Stati Uniti, in dollari al gallone. A settembre il gasolio ha superato il record di giugno 2022.
Settimana del 21 settembreBenzina 4,478 $Gasolio 6,529 $
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Il mutuo trentennale ha superato il 7% per la prima volta da gennaio 2025
Tasso medio settimanale dei mutui a tasso fisso a trent'anni, in percentuale.
Rilevazione del 24 settembreTasso medio 7,03%
+1,05punti
rispetto a prima della guerra, quando il tasso era al 5,98%
+207$ al mese
sulla rata di un mutuo da 300.000 dollari, che passa da 1.795 a 2.002 dollari
Anche i rendimenti dei titoli di Stato a 30 anni sono saliti: sono al livello più alto dal 2004.
Le prossime tappe prima del voto
16 settembreLa Fed alza i tassi di un quarto di punto, portandoli tra il 3,75 e il 4%. È il primo rialzo dal 2023.
Oggi, 27 settembre: mancano 37 giorni al voto
27-28 ottobreNuova riunione della Fed: un secondo rialzo è possibile.
3 novembreElezioni di metà mandato.
La fiducia dei consumatori è tornata vicina al minimo storico di maggio
Indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan, dati mensili del 2026.
SettembreIndice 48,1
Da gennaio la fiducia è calata del 20% tra i repubblicani e del 13% tra i democratici.
Tutte le misure dell'inflazione restano sopra l'obiettivo del 2%
Fino all'obiettivo del 2%Oltre l'obiettivo
Inflazione di agosto (prezzi al consumo)3,4%
Previsione della Fed per il 2026 (indice PCE)3,7%
Inflazione attesa dalle famiglie nei prossimi 12 mesi4,6%
Fonte: EIA, Freddie Mac, Federal Reserve, BLS, Università del Michigan, ICE; dati di settembre 2026.Prezzi nominali. Il pieno è calcolato su 15 galloni al prezzo medio della settimana, la rata su un mutuo trentennale a tasso fisso.

Le mosse della Casa Bianca

In questo contesto, Trump continua a chiedere alla Fed drastici tagli dei tassi, mentre i suoi consiglieri cercano di scongiurare un altro rialzo proprio alla vigilia del voto. Mercoledì, durante un evento alla Georgetown University, Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca, ha definito un eventuale aumento dei tassi ad ottobre una scelta troppo politica. Ha accusato la Fed di essere "insolitamente di parte", riferendosi a Jerome Powell e Michael Barr, rimasti nel consiglio dei governatori. Secondo Hassett non servirebbe intervenire: l’inflazione di fondo, calcolata sugli ultimi tre mesi e riportata su base annua, indicherebbe che i prezzi stanno andando nella direzione giusta.

Neppure sul mercato dei titoli di Stato, però, l’Amministrazione è riuscita a invertire la tendenza. Dal 9 settembre il Dipartimento del Tesoro guidato da Scott Bessent ha ampliato i riacquisti di titoli federali a lungo termine, per miliardi di dollari, ma la risposta degli investitori è stata modesta. Restano, infatti, le pressioni legate all’inflazione e alla crescita del debito. Poiché i rendimenti dei titoli di Stato incidono anche sul costo dei prestiti per l’auto e dei mutui, per le famiglie è cambiato poco. Secondo Jeff Ostrowski, analista del mercato immobiliare di Bankrate, i tassi sui mutui trentennali sono "più di un punto percentuale" sopra i livelli precedenti alla guerra con l’Iran. "Tassi più alti non sono una buona notizia per chi compra casa per la prima volta e fa fatica a permettersela", ha detto al New York Times.

Trump ha anche ipotizzato un divieto di esportazione del gasolio americano, suscitando critiche sia a destra sia a sinistra. Mercoledì la Casa Bianca ha però smentito l’intenzione di introdurre un blocco di 90 giorni. Tra i contrari c’è la Heritage Foundation, centro studi conservatore, secondo cui la misura ridurrebbe la produzione americana e darebbe scarso sollievo ai consumatori. Rispetto a un anno fa, la benzina costa oltre un dollaro al gallone in più e il gasolio quasi tre dollari in più.

Il rincaro colpisce autotrasportatori e agricoltori e rischia di trasferirsi ai prezzi degli alimentari. "Gli abitanti dell’Iowa sono sotto pressione e non dovrebbero pagare alla pompa di benzina o alla cassa del supermercato il conto della guerra in Iran", ha detto la deputata repubblicana Ashley Hinson, candidata al Senato. Secondo gli economisti, però, nemmeno una fine immediata delle ostilità riporterebbe i prezzi ai livelli precedenti alla guerra prima del voto.

Il giudizio degli elettori

Donald Trump continua, intanto, a presentare l’economia come un successo, citando gli investimenti e la crescita legata all’intelligenza artificiale. Alle Nazioni Unite ha ribadito la richiesta di disarmo all’Iran, lasciando aperta la possibilità di un’escalation. Ha anche respinto le preoccupazioni per le conseguenze elettorali della guerra: "Non ho dato e non darò alcun peso alle elezioni quando si tratta dell’Iran. Non mi passa nemmeno per la testa".

Un numero crescente di sondaggi indica però che gli americani lo ritengono direttamente responsabile delle loro difficoltà economiche. Il portavoce della Casa Bianca Kush Desai ha detto al New York Times che Trump è "sempre stato chiaro" sulle turbolenze dei mercati legate al conflitto. Ha inoltre rivendicato "drastiche riduzioni mensili" dei prezzi di alcuni prodotti, tra cui la carne bovina, che resta comunque più cara di un anno fa.

"Se chiedi alle persone come va l’economia, ti rispondono dicendo come vanno i prezzi della benzina", ha detto al New York Times Michael Faulkender, già Vicesegretario al Tesoro nella prima Amministrazione Trump e oggi capo economista dell’America First Policy Institute, centro studi vicino al presidente. Faulkender considera solida l’economia nel suo complesso, ma riconosce che gli elettori la giudicano negativamente: "Se metti a confronto le intenzioni di voto per i partiti e i prezzi della benzina, l’andamento è molto simile".

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