Titoli del Tesoro USA, rendimenti ai massimi dal 2004
Il rendimento dei titoli americani a 30 anni tocca il 5,44%. Crescita sostenuta, rincari dell’energia e timori sul debito spingono le vendite di obbligazioni.
Il rendimento dei titoli di Stato americani a lungo termine è salito oggi ai massimi da oltre vent'anni. Quello del Treasury a 30 anni ha toccato il 5,44%, un livello che non si vedeva dal 2004, mentre il rendimento del decennale era al 5,13%. Quando i prezzi delle obbligazioni scendono, i loro rendimenti salgono. Le vendite, in corso da mesi, hanno accelerato negli ultimi due giorni.
Mercoledì il rendimento del decennale era aumentato di circa 0,15 punti percentuali: il rialzo giornaliero più ampio dall'aprile 2025, quando l'annuncio dei dazi del "Liberation Day" scosse i mercati. Allora furono anche le tensioni sui titoli di Stato a spingere Trump a fare marcia indietro su alcune delle misure più drastiche. Oggi i fattori che muovono il mercato sono più numerosi e coinvolgono l'economia globale.
Titoli di Stato USA
Il rendimento del trentennale americano torna ai livelli del 2004
Petrolio sopra i 105 dollari, imprese in forte crescita e scommesse su un nuovo rialzo della Fed hanno spinto i rendimenti dei titoli di Stato USA ai massimi da oltre vent’anni. Ecco come la guerra con l’Iran arriva fino ai mutui delle famiglie americane.
Grafica di FocusAmerica
Trentennale USA
5,44%
Non era così alto dal
2004
Il livello toccato giovedì 24 settembre. Il decennale è salito al 5,13%, il valore più alto da luglio 2007.
Oltre vent’anni fa, prima della crisi finanziaria del 2008.
Da gennaio il trentennale è salito di oltre mezzo punto
Rendimento del Treasury a 30 anni, in %. Il tratteggio indica il valore in giornata del 24 settembre. Tocca o passa il mouse sul grafico per leggere i valori.
Il rendimento a 30 anni è passato dal 4,86% del 2 gennaio al 5,40% del 23 settembre, fino a toccare il 5,44% il 24 settembre.
Il rendimento a 2 anni è quello cresciuto di più
È la scadenza più legata alle decisioni della Fed: il suo balzo dice che il mercato si aspetta altri rialzi dei tassi. Le vendite hanno comunque colpito tutte le scadenze.
Aumento dal 2 gennaio al 23 settembre. Tocca una scadenza per evidenziarla.
Dal 2 gennaio al 23 settembre il rendimento a 2 anni è salito dal 3,47% al 4,85%, quello a 10 anni dal 4,19% al 5,11%, quello a 30 anni dal 4,86% al 5,40%.
Dallo Stretto di Hormuz ai mutui americani
Il petrolio caro alimenta l’inflazione, l’inflazione spinge la Fed ad alzare i tassi e i tassi più alti rendono più costoso ogni prestito.
Iran
Oman
Emirati Arabi Uniti
Arabia Saudita
Qatar
Golfo Persico
Golfo di Oman
Stretto di Hormuz
petroliere in attesa (schema)transito bloccatorotta verso l’oceano Indiano
Prima della guerra dallo Stretto passava circa un quinto del petrolio consumato nel mondo. L’Iran ne limita il transito e dal 13 aprile la Marina statunitense blocca il traffico da e per i porti iraniani.
Il petrolio
oltre 105 $Brent, prezzo al barile il 24 settembre
Il giorno prima era salito del 3,86%, a 103,08 dollari, dopo il discorso all’ONU del presidente iraniano Pezeshkian, che ha rivendicato il diritto dell’Iran di navigare nelle acque dello Stretto.
Le imprese
58,7indice PMI dei servizi, il valore più alto da quasi cinque anni
Secondo JPMorgan i dati sono compatibili con una crescita del PIL del 5% annualizzato. Ma crescono anche i costi delle imprese, al ritmo più rapido da quattro anni, spinti da carburanti e trasporti.
Servizi
58,7
Manifattura
56,7
50
Punto vuoto: agosto (56,5). Sopra quota 50 l’attività cresce.
La Fed
oltre il 75%probabilità di un nuovo rialzo dei tassi a ottobre
Il 16 settembre la Fed ha già alzato i tassi al 3,75-4%, il primo aumento dal 2023. Dopo i dati sulle imprese, i mercati scommettono su un secondo rialzo.
Un mese fameno del 10%
Una settimana facirca il 49%
24 settembreoltre il 75%
I titoli di Stato
5,13%rendimento del decennale il 24 settembre, il più alto da luglio 2007
Mercoledì è salito di 15 punti base, il rialzo più ampio da aprile 2025. Pesano anche i timori per il debito pubblico e le obbligazioni emesse dalle aziende tecnologiche per finanziare i data center.
I mutui
7,12%tasso medio dei mutui trentennali a tasso fisso
Il costo dei mutui è al livello più alto da maggio 2024: comprare casa negli Stati Uniti è diventato più caro.
Inizio marzo6,09%
Settimana al 18 settembre7,12%
Il Tesoro ha faticato a vendere i suoi titoli a 5 anni
All’asta del 23 settembre ha dovuto offrire un rendimento molto più alto del solito, e gli acquirenti indiretti, tra cui gli investitori esteri, ne hanno comprati meno del solito.
Asta del 23 settembre5,033%
Media delle sei aste precedenti4,186%
Su 100 dollari di titoli venduti, solo 54 sono andati agli acquirenti indiretti
54% acquirenti indiretti, tra cui gli investitori esteri
46% dealer e acquirenti diretti
di cui 11 punti: la quota che di solito va agli indiretti (media: 65%)
Fonte: Dipartimento del Tesoro USA, CNBC, Axios, BMO Capital Markets, S&P Global, JPMorgan, CME FedWatch, Mortgage Bankers Association, EIA.
Serie dei rendimenti: tassi ufficiali del Tesoro fino al 23 settembre 2026; il 24 settembre è il valore in giornata. La posizione delle petroliere sulla mappa è schematica.
Crescita forte, prezzi in aumento
A imprimere un'accelerazione alle vendite sono stati i primi dati sull'economia americana di settembre. Gli indici PMI, basati su sondaggi tra i responsabili degli acquisti delle imprese, indicano un'attività sostenuta nei servizi e nella manifattura. L'indice dei servizi è salito a 58,7, il massimo da quasi 5 anni, quello della produzione manifatturiera ha raggiunto 56,7. Secondo gli economisti di JPMorgan, i dati sono compatibili con una crescita del PIL a un ritmo annualizzato del 5%. I sondaggi mostrano però anche un forte aumento dei costi sostenuti dalle imprese, che potrebbe invece alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
L'inflazione riduce il valore reale degli interessi incassati da chi possiede obbligazioni. Dopo i dati di ieri, gli operatori hanno aumentato le scommesse su ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, che il 16 settembre li ha già alzati nell'intervallo fra il 3,75% e il 4%. Secondo FedWatch, lo strumento del CME Group che ricava le probabilità dai prezzi dei contratti sui tassi, la possibilità di un nuovo rialzo di un quarto di punto alla riunione di ottobre ha superato il 75%, contro circa il 49% di una settimana prima.
Il peso dell'energia e del debito
Sui rendimenti pesano anche fattori di più lungo periodo: il rincaro dell'energia legato alla guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, una crescita economica più solida del previsto e i timori per l'elevato debito pubblico americano. Giovedì il Brent, il petrolio di riferimento internazionale, è tornato sopra i 105 dollari al barile. A spingere i rendimenti contribuisce inoltre il ricorso al mercato obbligazionario da parte delle aziende tecnologiche per finanziare i data center: anche queste emissioni cercano capitali presso gli investitori.
Sullo sfondo c'è l'ipotesi di un blocco delle esportazioni di diesel, che l'Amministrazione Trump sta valutando. L'effetto complessivo sui prezzi di questa ipotesi resta però incerto. Susan Bell, analista della società di consulenza Rystad Energy, sostiene che il divieto potrebbe ridurre temporaneamente il prezzo del diesel negli Stati Uniti, ma far salire quello degli altri prodotti raffinati. Per adeguare la produzione di diesel alla domanda interna, spiega, le raffinerie americane potrebbero dover ridurre la quantità complessiva di petrolio lavorato: "C'è poca flessibilità per ridurre la quota di diesel prodotto senza tagliare la lavorazione complessiva delle raffinerie".