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Wall Street nel mirino: Warren verso la guida della Commissione Banche del Senato
Elizabeth Warren interviene davanti al Dipartimento del Tesoro a Washington, durante una manifestazione contro Donald Trump ed Elon Musk, il 4 febbraio 2025. Credito: SWinxy / Wikimedia Commons — CC BY 4.0, foto ritagliata.
Economia 5 min di lettura

Wall Street nel mirino: Warren verso la guida della Commissione Banche del Senato

Alla guida della Commissione, Warren potrà obbligare banche, fondi e società di criptovalute a testimoniare e consegnare documenti. Ma su alcune proposte per imporre nuovi limiti al settore finanziario potrebbe trovare anche l’appoggio di Trump.

Elizabeth Warren, la senatrice democratica del Massachusetts che da quasi vent'anni ha fatto della battaglia contro Wall Street il simbolo della sua carriera politica, si prepara a presiedere la Commissione Banche del Senato, competente per banche, mercati finanziari, politiche abitative e tutela dei consumatori. Dopo la conquista della maggioranza da parte dei democratici alle elezioni di metà mandato di martedì, a gennaio l'incarico dovrebbe proprio andare a lei, che dal 2025 è la principale esponente democratica nella Commissione.

Nel suo nuovo ruolo potrà contare su più collaboratori e sul potere di esigere testimonianze e documenti, avviare indagini e portare avanti l'esame delle proposte di legge. Secondo il Wall Street Journal, tra i primi destinatari delle sue iniziative potrebbero esserci JPMorgan Chase, Bank of America, i fondi di private equity e le nuove piattaforme finanziarie, dagli scambi di criptovalute ai mercati di previsione, sui quali si scommette sull'esito di eventi reali.

"È difficile immaginare che sia una buona notizia per tutti questi settori", ha detto al Wall Street Journal Pat Toomey, ex senatore della Pennsylvania ed ex capogruppo repubblicano nella Commissione. "Negli anni lei ha attaccato le banche con grande durezza". Giovedì lo S&P 500, l'indice che raccoglie 500 grandi società quotate statunitensi, ha perso il 4,4%, registrando il peggior calo dall'aprile 2025, mentre i titoli di JPMorgan e Goldman Sachs hanno ceduto oltre il 4%. A trascinare i ribassi sono state le aziende legate all'intelligenza artificiale, ma secondo il giornale gli investitori temono anche che il programma dei democratici possa frenare l'espansione dell'IA e ostacolare più in generale le attività delle imprese. Una preoccupazione che circolava nella Silicon Valley già prima del voto.

Private equity, criptovalute e affari della famiglia Trump

Dopo le elezioni, i collaboratori di Warren hanno fatto sapere ai lobbisti e alle organizzazioni alleate, comprese quelle per il diritto alla casa e la tutela dei consumatori, che la senatrice intende proseguire il lavoro degli ultimi due anni. Questa volta, però, sarà lei a stabilire l'agenda della Commissione. Tra le prime priorità dovrebbero esserci il private equity, con lo Stop Wall Street Looting Act ripresentato il 24 settembre e le accuse di insider trading — operazioni basate su informazioni riservate — sui mercati di previsione e le tutele per i clienti delle società di criptovalute.

"Le acquisizioni del private equity sono un saccheggio legale che arricchisce enormemente una manciata di dirigenti di Wall Street e costa il lavoro a migliaia di persone", aveva dichiarato Warren a sostegno della sua proposta. Negli ultimi due anni la senatrice e i suoi collaboratori hanno inviato alle aziende centinaia di lettere contenenti migliaia di domande. Secondo chi le è vicino, le imprese che le hanno ricevute dovrebbero prepararsi a nuovi controlli.

L'altro fronte sarà la vigilanza sull'Amministrazione Trump. Secondo una persona a conoscenza delle sue intenzioni, sentita da Reuters, Warren intende indagare sul via libera concesso ad agosto dall'Office of the Comptroller of the Currency (OCC), l'autorità federale che autorizza e vigila sulle banche con licenza nazionale, a un progetto bancario legato a World Liberty Financial, la società di criptovalute sostenuta da Donald Trump e dalla sua famiglia.

Il provvedimento, datato 14 agosto, è un'approvazione preliminare e condizionata alla costituzione di World Liberty Trust Company, una banca specializzata in servizi fiduciari che permetterebbe al gruppo di emettere direttamente USD1, la propria stablecoin, una criptovaluta legata al dollaro. Un'entità riconducibile al presidente e ai suoi familiari possiede il 38% di World Liberty Financial.

Ma Warren intende occuparsi anche dei licenziamenti di massa nelle autorità di vigilanza finanziaria e dei tentativi di chiudere il Consumer Financial Protection Bureau (CFPB), l'agenzia per la tutela dei consumatori nei servizi finanziari che lei stessa ha contribuito a creare in passato. Questa settimana, a nome dei membri democratici della Commissione, ha già pubblicato un documento di 41 pagine in cui denuncia conflitti di interessi nei rapporti tra l'Amministrazione Trump e aziende come Capital One e Skydance.

La Casa Bianca ha risposto che il presidente è disposto a lavorare con chiunque, ma che i democratici agiranno contro gli interessi degli americani se sceglieranno "indagini farsa e politiche della sinistra radicale". L'Amministrazione sostiene inoltre che il CFPB abbia fatto aumentare i costi per i cittadini imponendo regole eccessive alle società di credito al consumo e che i precedenti vertici democratici abbiano usato l'agenzia contro gli avversari politici. "Stiamo rimediando", ha dichiarato un portavoce del CFPB.

Warren potrà contare anche su Richard Blumenthal, il senatore del Connecticut che dovrebbe presiedere la sottocommissione permanente d'inchiesta, e su Maxine Waters, la deputata californiana favorita per la presidenza della Commissione Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti. Entrambi dovrebbero concentrarsi sulle criptovalute e sui legami del settore con la cerchia di Trump. Le loro iniziative rientrano nei piani con cui i democratici intendono usare i poteri del Congresso per indagare sull'Amministrazione Trump e contrastarne le politiche.

Le possibili intese con Trump che preoccupano le banche

Warren ha costruito la propria carriera pubblica sulla riforma della finanza e sulla tutela dei consumatori. Cresciuta in Oklahoma e per un periodo iscritta al Partito Repubblicano, è diventata professoressa di diritto a Harvard ed esperta di fallimenti. "Mi colpiva quante persone in difficoltà economica avessero perso il lavoro o si fossero ammalate e, per di più, fossero state ingannate da uno o più creditori", ha raccontato a Reuters nel dicembre scorso. Dopo la crisi finanziaria del 2008 ha collaborato con l'allora Amministrazione di Barack Obama alla creazione del CFPB. L'opposizione delle banche, che la consideravano troppo radicale, ha contribuito però a impedirle di diventarne la prima direttrice: un esito di cui alcuni lobbisti oggi si pentono.

Eletta al Senato nel 2012, Warren si è fatta conoscere per le domande incalzanti durante le audizioni e per le lettere dai toni severi indirizzate ai manager del settore finanziario. Due amministratori delegati di Wells Fargo, John Stumpf e Tim Sloan, si dimisero dopo audizioni nelle quali Warren li aveva interrogati duramente sugli scandali della banca. "Non ha mai nascosto i suoi obiettivi", ha detto a Reuters James Ballentine, ex lobbista dell'American Bankers Association. "Non mi aspetto che moderi le sue posizioni".

Chi segue i lavori della Commissione si aspetta tuttavia una presidente più pragmatica di quanto temano le banche. "Ha rapporti conflittuali con le grandi aziende e non credo che questo cambierà", ha detto al Wall Street Journal Brian Gardner, responsabile dell'analisi della politica di Washington per la banca d'investimento Stifel. "Ma penso che sceglierà le sue battaglie. Non credo voglia essere vista semplicemente come un'avversaria delle banche". Quest'anno Warren ha lavorato con il repubblicano Tim Scott, attuale presidente della Commissione, alla riforma delle politiche abitative diventata legge a luglio con il nome di 21st Century ROAD to Housing Act, approvata dal Senato con 85 voti favorevoli e 5 contrari.

La senatrice ha anche discusso al telefono con Trump di un possibile tetto ai tassi d'interesse delle carte di credito, una misura sostenuta dai populisti di entrambi i partiti. Insieme al Segretario al Tesoro Scott Bessent e ad alcuni repubblicani, ha chiesto inoltre di aumentare l'importo dei depositi bancari coperto dall'assicurazione. Ha trovato punti d'intesa con il presidente anche sul cosiddetto debanking, ovvero la chiusura dei conti che, secondo le denunce dei clienti coinvolti, sarebbe motivata da ragioni politiche. "Sono pronta a collaborare con qualunque repubblicano intende ascoltare la voce degli americani", ha scritto giovedì in un intervento su Time, aggiungendo che "gli amministratori delegati dei grandi gruppi tecnologici, i manager di Wall Street e le grandi aziende dovrebbero prepararsi a rispondere a domande difficili".

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