Le aziende tecnologiche e della difesa che negli ultimi due anni hanno costruito rapporti stretti con l'amministrazione Trump si preparano alla possibilità che i democratici conquistino il Congresso alle midterm. Con la maggioranza, i Dem potrebbero aprire indagini parlamentari sui loro affari con il presidente e con il governo federale. Lo ha ricostruito il Washington Post, che ha parlato con una decina tra collaboratori parlamentari, lobbisti, avvocati, investitori e dirigenti d'azienda.
Cooper Teboe, stratega democratico che lavora nella Silicon Valley, ha raccontato al Washington Post che il suo telefono non smette di squillare. Lo chiamano aziende tech e della difesa che vogliono sapere a quali democratici fare donazioni o chi inserire nei propri consigli di amministrazione. Secondo Teboe queste società hanno commesso "il peccato capitale" di dimenticare che il pendolo della politica quasi sempre torna indietro. Ora le aspettano "un paio di anni molto difficili".
Con l'approvazione di Trump in forte calo, i democratici si preparano a indagare su alcune aziende di tecnologia militare e su imprese manifatturiere e minerarie che riforniscono le forze armate. Sono un bersaglio attraente per i legami stretti con l'amministrazione e per la crescente rabbia dell'opinione pubblica verso l'intelligenza artificiale senza regole, le armi autonome e i data center. La corruzione è già diventata uno dei temi centrali della campagna elettorale.
I parlamentari democratici stanno già stilando una lista di priorità. In cima, secondo quattro persone a conoscenza dei piani, ci sono le aziende legate a Donald Trump Jr., il figlio maggiore del presidente, che hanno ricevuto fondi dal Pentagono. Subito dopo potrebbero esserci le società vicine a Elon Musk e al DOGE, la struttura guidata da Musk per tagliare la spesa federale. L'obiettivo sarebbe capire se abbiano tratto vantaggi economici da informazioni e contatti ottenuti mentre lo gestivano. Nel mirino potrebbero finire anche le aziende che hanno ottenuto contratti senza gara dalle forze armate americane o in cui le forze armate hanno preso partecipazioni azionarie.
"Ogni commissione vorrà un pezzo di questa storia", ha detto al Washington Post Brandon Rios, che guida il gruppo dedicato alle indagini parlamentari dello studio legale DLA Piper. Secondo Rios le aziende di questo settore dovranno affrontare inchieste su più fronti. Jamie Bair, che si occupa della stessa materia per lo studio Crowell & Moring, ha spiegato che i democratici hanno imparato la lezione del primo mandato di Trump: allora controllavano la Camera, ma persero tempo seguendo un protocollo "educato" e lasciarono scorrere il tempo. Questa volta, secondo Bair, non sprecheranno mesi nella fase preparatoria e le indagini diventeranno "piuttosto intense piuttosto in fretta".
Finora i tentativi dei democratici di far luce su possibili casi di corruzione nell'amministrazione non hanno avuto grandi risultati. Aziende come Palantir, OpenAI e Meta sono state spesso criticate dai Dem negli ultimi due anni, ma con i repubblicani in maggioranza le richieste di chiarimenti hanno ottenuto poco, perché per convocare un'audizione o emettere un mandato di comparizione serve il voto della maggioranza delle commissioni. A gennaio i senatori democratici Elizabeth Warren, Richard Blumenthal e Andy Kim hanno scritto al segretario alla Difesa Pete Hegseth per sapere come fossero nati gli accordi con alcune aziende finanziate da 1789 Capital, il fondo di investimento di Donald Trump Jr.
Ad agosto diversi parlamentari democratici hanno chiesto all'ispettore generale del Pentagono, l'organo interno che controlla l'operato del dipartimento, di aprire un'indagine. La richiesta era arrivata dopo che il Washington Post aveva rivelato che 15 aziende in cui hanno investito i figli di Trump avevano ricevuto 3,2 miliardi di dollari in contratti, investimenti e prestiti federali, in gran parte dopo l'inizio del secondo mandato del presidente. "Il potenziale di corruzione è evidente", avevano scritto i parlamentari, aggiungendo di aver chiesto più volte al Pentagono e alla Casa Bianca, senza ottenere risposta, con quali criteri fossero stati assegnati quei fondi.
Palmer Luckey, cofondatore di Anduril, e Shyam Sankar di Palantir hanno usato la loro visibilità pubblica per sostenere l'agenda del presidente e hanno fatto donazioni alla sua campagna o al controverso progetto della sala da ballo voluta da Trump. Proprio queste donazioni potrebbero diventare oggetto di indagine. Il mese scorso il deputato Jim Himes del Connecticut, il democratico più alto in grado nella commissione Intelligence della Camera, ha avvertito un'associazione che rappresenta le aziende della difesa che la commissione potrebbe chiedere i documenti sulle donazioni per la sala da ballo. Su questi temi, ha scritto Himes, "è probabile che faremo futuri passi investigativi".
Nel secondo mandato di Trump, dirigenti come l'amministratore delegato di Palantir Alex Karp, Luckey e Sam Altman di OpenAI si sono avvicinati alla Casa Bianca. Molte delle loro aziende hanno ottenuto contratti pubblici per milioni di dollari per fornire software di intelligenza artificiale e armi autonome al Pentagono e al Dipartimento per la sicurezza interna, il ministero che si occupa tra le altre cose di immigrazione e controllo delle frontiere. Esperti di trasparenza e parlamentari democratici temono che ne abbiano tratto vantaggi indebiti.
Se conquistassero la maggioranza, i democratici guiderebbero le commissioni parlamentari e potrebbero emettere mandati di comparizione, decidere chi chiamare nelle audizioni trasmesse in televisione e disporre di budget più ampi per assumere personale dedicato alle indagini. Secondo Rios queste audizioni toccano un tema, quello della responsabilità delle aziende verso i cittadini, che può pesare anche nelle elezioni future: "Stanno cercando di costruire gli argomenti per il 2028". Teboe ha spiegato al Washington Post che l'opinione pubblica guarda alla Silicon Valley in modo sempre più negativo e che molti elettori vedono nelle grandi aziende tecnologiche "degli oppressori". Per questo, secondo lui, schierarsi per chiedere conto al settore tech è per i democratici una politica "fantastica". Le indagini si inserirebbero nel programma che i Dem stanno preparando nel caso riconquistino il Congresso.
Nelle riunioni con gli investitori di alcune start-up della difesa il tema principale è diventato come costruire un'impresa capace di prosperare con qualsiasi amministrazione. Secondo tre persone a conoscenza delle discussioni, le società legate al DOGE e quelle finanziate dalla famiglia Trump che cercano contratti federali hanno iniziato a discutere internamente di come prepararsi a un Congresso democratico. Una delle ipotesi è inserire esponenti democratici nei consigli di amministrazione o ai vertici, per attenuare l'immagine di aziende schierate con una parte politica.
Rios ha detto che il suo studio ha già iniziato a preparare i clienti che si aspettano di ricevere mandati di comparizione. Le piccole aziende di intelligenza artificiale e le start-up della difesa, che non hanno grandi uffici per la comunicazione e i rapporti con le istituzioni, dovrebbero secondo lui contattare fin da ora i collaboratori dei parlamentari per spiegare la propria posizione. Anche perché un'indagine, ha aggiunto Rios, può danneggiare un'azienda a prescindere dal suo esito, perché si può uscirne puliti e subire comunque "un grande impatto sugli affari".
