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Meta sospende l’account Instagram di No Kings durante le proteste, poi si scusa
Manifestanti di No Kings al parco The Commons di Minneapolis, il 17 ottobre 2026. Credito: Fibonacci Blue / Flickr — CC BY 4.0.
Tecnologia 3 min di lettura

Meta sospende l’account Instagram di No Kings durante le proteste, poi si scusa

Il profilo della coalizione anti Trump è rimasto invisibile per un’ora e mezza durante la giornata dedicata al voto anticipato. Meta ha attribuito il blocco a un errore dei sistemi automatici. Gli organizzatori, però, non hanno potuto accedere all’account per diverse ore.

Meta ha sospeso sabato 17 ottobre l'account Instagram principale della coalizione No Kings, nel pieno della quarta giornata nazionale di proteste contro Donald Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca. Secondo un portavoce della coalizione, la pagina è stata oscurata intorno alle 13:30 di Washington, le 19:30 in Italia, e gli amministratori hanno perso l'accesso nel momento di massima mobilitazione. La notizia è stata riferita in diretta da Antonia Hylton, giornalista di MS NOW, proprio mentre nei cinquanta Stati si svolgevano quasi 3.000 eventi per promuovere il voto anticipato alle elezioni di metà mandato.

"Mentre partecipavo a quella bella manifestazione, il mio team mi ha avvertito che Meta, l'azienda di Mark Zuckerberg, aveva sospeso l'account Instagram della coalizione No Kings", ha raccontato a MeidasTouch Ezra Levin, cofondatore del gruppo progressista Indivisible e tra gli organizzatori delle proteste. "Non potevamo accedere, non potevamo pubblicare e nessuno poteva vedere la pagina". Secondo Levin, la pagina è rimasta oscurata per circa un'ora e mezza, mentre molti partecipanti stavano ancora organizzando le proprie manifestazioni. Quando è tornata visibile al pubblico, gli amministratori continuavano a non poter accedere né pubblicare contenuti.

La spiegazione di Meta e le richieste degli organizzatori

"Anche se l'account Instagram di No Kings è tornato online, gli amministratori restano bloccati e non possono pubblicare. Meta deve ripristinare immediatamente il pieno accesso", ha scritto su X l'avvocato Norm Eisen, già consigliere per l'etica della Casa Bianca durante la presidenza di Barack Obama. Secondo gli organizzatori, l'impossibilità di gestire l'account si è protratta per circa 4 ore.

Il portavoce di Meta Andy Stone ha risposto con un messaggio su X: "Quando gli account pubblicano, condividono o commentano con una frequenza molto elevata, possono attivarsi i sistemi automatici. È quello che è successo all'account Instagram di No Kings nelle ore precedenti alla giornata di mobilitazione. Purtroppo quell'intervento automatico è stato chiaramente un errore. Ora tutto funziona come dovrebbe e ci scusiamo sinceramente".

L'organizzazione ha però chiesto una spiegazione più approfondita e garanzie che l'episodio non si ripeta. La Casa Bianca, da parte sua, ha liquidato le proteste con una battuta sul nome del movimento, che significa "Nessun re". Secondo la portavoce Lauren Bis, il fatto che gli organizzatori invitino a votare alle prossime elezioni "dimostra che dovrebbero cambiare nome".

Il richiamo al caso brasiliano

Levin ha accostato l'episodio alla controversia che già coinvolge Meta in Brasile. "Ricorda in modo impressionante quello che abbiamo visto in Brasile proprio questa settimana. Un tribunale si è pronunciato contro Meta per aver favorito i candidati autoritari in quel Paese. Potremmo assistere a qualcosa di simile anche qui, ma state tranquilli: non smetteremo di organizzarci contro questo regime".

Il riferimento è al provvedimento con cui, il 15 ottobre, un giudice del Tribunale Superiore elettorale brasiliano ha ordinato a Meta di garantire un trattamento paritario ai due candidati al ballottaggio presidenziale del 25 ottobre, Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro. La decisione è arrivata dopo un ricorso della campagna di Lula, che accusava le piattaforme dell'azienda di penalizzare i suoi contenuti. Il giorno successivo il tribunale ha confermato l'ordine all'unanimità.

Il provvedimento, tuttavia, non accerta un favoritismo intenzionale da parte di Meta, come potrebbe suggerire la dichiarazione di Levin. Il giudice ha precisato infatti che, nell'esame preliminare, non erano emersi elementi sufficienti per attribuire le anomalie della generazione di immagini con l'intelligenza artificiale a una scelta deliberata o a una condotta sistematica. L'azienda respinge le accuse di parzialità politica.

La vicenda americana si inserisce piuttosto nei rapporti controversi tra Meta e Trump. Nel 2025 l'azienda aveva accettato di pagare 25 milioni di dollari per chiudere la causa con cui il presidente contestava la sospensione dei suoi account dopo l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Ora il temporaneo blocco di No Kings ha riacceso da sinistra le preoccupazioni degli organizzatori sul ruolo delle piattaforme nella comunicazione politica durante la campagna elettorale.

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