Anthropic, l'azienda che sviluppa i modelli di intelligenza artificiale Claude, ha depositato ieri il prospetto per la quotazione in Borsa. I suoi titoli potrebbero debuttare al Nasdaq con la sigla ANT già prima del Giorno del Ringraziamento, che quest'anno cade il 26 novembre. L'azienda non ha indicato quanto intende raccogliere, ma secondo le indiscrezioni punterebbe a circa 100 miliardi di dollari, per una valutazione complessiva di 2.000 miliardi: sarebbe la più grande offerta pubblica iniziale della storia.
Nello stesso documento, però, Anthropic avverte i futuri azionisti di rischi che Axios li ha definiti come i più estremi mai descritti in un prospetto di quotazione: dalla possibilità che la sua tecnologia metta in pericolo l'umanità al protrarsi dello scontro con l'Amministrazione Trump.
Il record della raccolta fondi appartiene oggi a SpaceX, la società di Elon Musk, che a giugno ha ottenuto quasi 86 miliardi di dollari, includendo le azioni aggiuntive previste dall'opzione concessa alle banche dopo il collocamento. La valutazione iniziale era di 1.770 miliardi. Collocati a 135 dollari, i titoli hanno debuttato a 150, ma sono poi scesi anche sotto il prezzo dell'offerta prima di risalire.
Le stime sul reale valore di Anthropic, intanto, oscillano. Secondo Reuters, alcuni investitori attuali e potenziali la valutano ora intorno ai 1.500 miliardi di dollari, contro i circa 2.000 miliardi di una settimana fa. A maggio la valutazione era di 965 miliardi.
A guidare il collocamento saranno due giganti di Wall Street come Goldman Sachs e Morgan Stanley, affiancate da altre 20 banche. Anthropic aveva depositato i documenti in via riservata all'inizio di giugno, poche settimane dopo OpenAI. Quest'ultima ha successivamente dichiarato di non prevedere la quotazione prima del prossimo anno e, secondo le indiscrezioni, starebbe raccogliendo altri 30 miliardi di dollari da investitori privati. Matt Kennedy, analista di Renaissance Capital, società specializzata in quotazioni, ha detto a Reuters che Anthropic si sta presentando su un mercato "molto più difficile rispetto all'estate".
Oltre 90 pagine di rischi, anche per l'umanità
Il prospetto si apre con una lettera in cui Anthropic definisce l'IA "una delle tecnologie più importanti della storia umana", capace di accelerare la ricerca scientifica e avvicinare la scoperta di cure per malattie gravi. Oltre 90 pagine, circa un terzo del documento, sono però dedicate ai fattori di rischio.
L'azienda scrive che sistemi di IA sufficientemente avanzati, se sviluppati e gestiti senza adeguate protezioni, supervisione e misure di sicurezza, potrebbero "porre rischi catastrofici o esistenziali per l'umanità" e tentare di manipolare le persone. Avverte che i modelli stanno diventando più difficili da sorvegliare man mano che imparano ad aggirare i controlli e che la velocità con cui svolgono compiti in autonomia potrebbe superare la capacità umana di verificarne il lavoro.
Riconosce inoltre che i modelli di IA, compresi i propri, hanno mostrato comportamenti assimilabili al ricatto e tentativi di opporsi allo spegnimento. Anthropic ricorda anche che, durante alcuni test di sicurezza informatica, quattro suoi modelli sono riusciti ad accedere senza autorizzazione a sistemi reali di soggetti esterni. In un caso, un modello ha utilizzato una password trovata per ottenere l'accesso come amministratore, raccogliere altre credenziali, modificare le impostazioni del sistema e consultare i dati personali di una persona.
L'azienda aveva già reso noti gli incidenti tra luglio e settembre, attribuendoli a un errore nella configurazione degli ambienti di prova predisposti da un partner esterno, che aveva lasciato ai modelli l'accesso a internet. Anthropic sostiene di non aver trovato prove che i sistemi abbiano perseguito obiettivi diversi da quelli assegnati o cercato di sottrarsi alla supervisione. Episodi simili sono comunque al centro di un'indagine più ampia che coinvolge anche OpenAI.
L'azienda ammette che il suo successo dipende in gran parte dalla capacità di sviluppare l'IA più avanzata e che questa corsa può entrare in conflitto con la sicurezza. Le capacità dei modelli, scrive, potrebbero progredire "più rapidamente della nostra capacità di sviluppare, validare e implementare" le relative protezioni. Anche la scelta di rallentare lo sviluppo o rinunciare a opportunità commerciali per ragioni di sicurezza "potrebbe non massimizzare il valore per gli azionisti".
Per Axios, la quotazione rischia così di diventare un vero e proprio referendum sull'intero settore dell'IA, ed una volta quotata, Anthropic dovrà rispondere a investitori che chiederanno sempre modelli migliori di quelli dei concorrenti.
Lo scontro con l'Amministrazione Trump
Anthropic avverte inoltre che le sue posizioni sulla sicurezza dell'IA potrebbero esporla a interventi "sproporzionati o selettivi". Il prospetto non nomina Donald Trump né la sua Amministrazione, ma Axios interpreta questi passaggi come un riferimento allo scontro in atto con la Casa Bianca.
"Il contesto politico, il nostro confronto con i decisori pubblici e le nostre posizioni pubbliche sulla regolamentazione e sulla sicurezza dell'IA potrebbero esporci a un controllo più severo, a reazioni politiche o a interventi regolatori sproporzionati", si legge nel documento.
L'azienda scrive che le proprie attività politiche e le dichiarazioni dei suoi manager l'hanno già esposta, e potrebbero continuare a esporla, a indagini e interventi governativi che concorrenti in condizioni analoghe potrebbero non subire. Le decisioni delle autorità potrebbero quindi incidere sui modelli che Anthropic può rendere disponibili, sui mercati in cui opera, sui clienti che serve e sulla disponibilità dei partner a continuare a collaborare.
I fronti aperti sono diversi. Quest'anno il Pentagono ha classificato Anthropic come un rischio per la propria catena di approvvigionamento, dopo che l'azienda si era rifiutata di eliminare i limiti all'impiego dei suoi modelli nelle armi completamente autonome e nella sorveglianza di massa sul territorio statunitense.
La controversia ha dato origine a due procedimenti distinti, relativi a provvedimenti fondati su norme diverse. Ad agosto un giudice federale in California ha annullato una delle designazioni. Il 25 settembre, invece, la Corte d'Appello federale del circuito di Washington ha confermato, con due voti favorevoli e uno contrario, un'altra designazione del Pentagono. Il 13 ottobre Anthropic ha chiesto che la sentenza di Washington venga riesaminata dalla corte in composizione plenaria.
Secondo il prospetto, la vicenda potrebbe penalizzare le vendite alle agenzie governative e ai partner commerciali. Il Dipartimento della Difesa avrebbe inoltre valutato di ricorrere al Defense Production Act, la legge che attribuisce al governo poteri sulle produzioni considerate essenziali per la sicurezza nazionale, per costringere Anthropic a rimuovere quei limiti.
Un altro scontro riguarda i controlli sulle esportazioni. Il 12 giugno il Dipartimento del Commercio ha temporaneamente imposto restrizioni all'accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 da parte di cittadini stranieri, anche se presenti negli Stati Uniti, invocando ragioni di sicurezza nazionale. Per rispettare l'ordine, Anthropic ha sospeso l'accesso ai due modelli per tutti i clienti. Le restrizioni sono state poi revocate il 30 giugno a seguito di un accordo con il governo.
Il prospetto contempla però il rischio che vengano reintrodotte, con possibili conseguenze sulle vendite all'estero, sull'espansione dei centri di elaborazione dati e sulla disponibilità dei modelli.
A questi rischi si aggiungono un'indagine in corso da parte della Federal Trade Commission, l'agenzia federale che tutela i consumatori e la concorrenza, le nuove regole federali sull'IA, compreso il sistema di verifica dei modelli prima del rilascio voluto dalla Casa Bianca e un possibile esame antitrust degli accordi con Amazon, Google, Microsoft e Broadcom.
Secondo Axios, lo scontro riguarda tanto le persone quanto le scelte politiche. Gli alleati di Trump considerano l'amministratore delegato Dario Amodei una figura centrale del "doomerism", il filone di pensiero che mette in guardia dagli scenari catastrofici legati all'IA. Ai loro occhi, questo movimento è distante dagli americani comuni ed eccessivamente concentrato sulla sicurezza.
I funzionari dell’Amministrazione Trump hanno inoltre lamentato più volte quella che ritengono una scarsa trasparenza dell'azienda, accusata di non comunicare tempestivamente gli incidenti legati all'IA. Anthropic ha quindi cercato di ricucire i rapporti, affidando al cofondatore Tom Brown il compito di lavorare con i funzionari dell’Amministrazione. A settembre Amodei è stato anche ricevuto alla Casa Bianca.
Nel prospetto, tuttavia, l'azienda non si impegna a modificare le posizioni che l'hanno messa nel mirino del governo. Ricorda di aver svolto attività politica, sostenuto organizzazioni politiche e preso posizione pubblicamente sulla regolamentazione dell'IA: iniziative che prevede di proseguire.
Una perdita da 80 miliardi, in gran parte contabile
Nel primo semestre del 2026 Anthropic ha registrato una perdita netta di 80,75 miliardi di dollari, a fronte di ricavi per 16,29 miliardi, equivalenti a 6,6 milioni per dipendente. Il risultato negativo dipende però in gran parte da una voce contabile legata alle obbligazioni convertibili in azioni: la perdita operativa è stata di 693 milioni.
Il prospetto non riporta i risultati del terzo trimestre, già circolati, che potrebbero essere inseriti in una versione aggiornata prima della definizione del prezzo di collocamento. Secondo Axios, le grandi aziende dell'IA continuano comunque ad aver bisogno di nuovi capitali, perché i ricavi, per quanto elevati, non tengono il passo delle spese.
Anthropic si è impegnata a spendere centinaia di miliardi di dollari in servizi cloud e noleggio di apparecchiature, mentre i clienti possono ridurre rapidamente l'utilizzo dei suoi prodotti. Alcuni contratti prevedono pagamenti minimi indipendenti dalla domanda effettiva.
Il mancato rispetto di determinati obblighi potrebbe inoltre far scattare clausole di inadempimento anche su altri contratti, imporre il rimborso anticipato dei debiti e compromettere l'accesso alle risorse di calcolo. L'azienda ammette di aver sottostimato in passato il proprio fabbisogno, ma avverte anche del rischio opposto: sovrastimare la domanda futura la costringerebbe a pagare infrastrutture costose e poco utilizzate.
