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Trump firma le nuove sanzioni alla Russia
Donald Trump accoglie il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy alla Casa Bianca, il 28 luglio 2026. Credito: Daniel Torok / The White House — opera del governo degli Stati Uniti, foto ritagliata.
Politica estera 55 min di lettura

Trump firma le nuove sanzioni alla Russia

Il presidente ha firmato la legge intitolata a Lindsey Graham, che gli consente dazi fino al 100% su chi compra petrolio e gas russi. Lo stesso giorno il Dipartimento di Stato ha approvato una vendita di sistemi antiaerei a Kyiv da 2,68 miliardi. La Cina protesta.

Donald Trump ha firmato venerdì il cosiddetto Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act, ovvero la legge che introduce un nuovo pacchetto di misure contro Mosca con l'obiettivo di aumentare la pressione economica sulla Russia e spingerla a chiudere la guerra in Ucraina. La Camera dei Rappresentanti l'aveva approvata il 16 settembre con 262 voti contro 159, con un sostegno bipartisan ma anche l'opposizione di una parte dei democratici, mentre ad agosto il Senato l'aveva approvata con 86 voti contro 11. La legge porta il nome del senatore repubblicano Lindsey Graham, tra i principali promotori delle nuove sanzioni e uno dei più convinti sostenitori dell'Ucraina al Congresso, morto l'11 luglio a 71 anni per una dissezione aortica.

Le sanzioni contro Mosca

L'obiettivo è ridurre le entrate con cui la Russia finanzia la guerra, colpendo soprattutto il settore energetico e chi continua ad acquistare petrolio e gas russi. Il presidente potrà imporre dazi fino al 100% sui beni provenienti dai Paesi che figurano tra i cinque maggiori acquirenti di petrolio o gas naturale russo. Per il gas è prevista un'eccezione: le misure non si applicano se gli acquisti di un Paese rappresentano meno del 15% delle esportazioni annue complessive di gas della Russia e quel Paese sta compiendo passi significativi per ridurli. Le merci importate direttamente dalla Russia negli Stati Uniti potranno invece essere sottoposte a dazi fino al 500%.

Le sanzioni personali previste colpiscono anche il presidente russo Vladimir Putin, alti funzionari russi, vertici militari e degli apparati di sicurezza e soggetti stranieri che sostengono l'industria bellica di Mosca. Il provvedimento prevede inoltre misure contro la Banca Centrale russa e contro grandi istituti controllati dallo Stato, tra cui Sberbank, VTB e Gazprombank. Nel settore energetico vengono colpiti anche progetti russi di gas naturale liquefatto e nuovi progetti energetici nell'Artico.

Un capitolo specifico riguarda la cosiddetta flotta ombra, la rete di petroliere utilizzata per continuare a esportare materie prime russe aggirando le restrizioni internazionali. Le misure possono colpire le navi impiegate per eludere le sanzioni, i soggetti che le gestiscono o sostengono e le operazioni che facilitano il trasporto di petrolio russo sottoposto a restrizioni.

Sanzioni alla Russia
Washington punta i dazi contro chi compra l'energia di Mosca
Trump ha firmato la legge che porta il nome di Lindsey Graham: il presidente potrà colpire con dazi fino al 100% i grandi acquirenti di petrolio e gas russi. Lo stesso giorno il Dipartimento di Stato ha approvato una possibile vendita di sistemi di difesa aerea a Kyiv, ma senza i Patriot che l'Ucraina chiede.
I due nuovi dazi che la legge consente al presidente
Chi compra energia russa
100%
Merci dalla Russia
500%
Fino al 100% sulle merci dei Paesi che sono tra i cinque maggiori acquirenti di petrolio o gas russo.
Fino al 500% sui beni importati direttamente dalla Russia negli Stati Uniti.
Quanto pagherebbe l'importatore americano per un bene da 100 dollari
Dazio al 100%
 
Dazio al 500%
 
Valore del beneDazio massimo
In sintesi
Il Senato ha approvato la legge il 7 agosto con 86 voti contro 11, la Camera il 16 settembre con 262 voti contro 159. Trump l'ha firmata il 18 settembre.
Ad agosto i cinque maggiori clienti della Russia per petrolio, gas e carbone sono stati Cina, India, Turchia, Unione europea ed Egitto (dati CREA).
La vendita di difesa aerea all'Ucraina vale 2,68 miliardi di dollari e non comprende intercettori Patriot: Zelensky ne chiede 300 entro l'inverno.
Il voto al Congresso
I democratici si sono divisi: al Senato tre su quattro hanno votato sì, alla Camera poco più di uno su quattro
Senato
Camera
Tocca un gruppo per evidenziarlo in entrambe le aule. Pieno: favorevoli. Chiaro: contrari. Grigio: assenti o seggi vacanti. Al Senato i democratici includono i due indipendenti che votano con loro.
Alla Camera la maggioranza dei democratici ha votato contro: temono che la legge dia a Trump poteri troppo ampi sui dazi.
Chi compra l'energia russa
Tra i grandi clienti di Mosca, Cina e India pagano da sole l'80% del conto
Acquisti di petrolio, gas e carbone russi ad agosto 2026, in miliardi di euro. Sono i Paesi più esposti ai nuovi dazi.
La legge si applica ai singoli Paesi e guarda agli acquisti dei dodici mesi precedenti: l'elenco ufficiale lo stabilirà l'amministrazione, che può anche concedere deroghe. Qui l'Unione europea è conteggiata come blocco. Le linee indicano i flussi, non le rotte.
Le sanzioni
La legge colpisce Putin, le banche di Stato e la flotta che aggira i divieti
Più di metà del petrolio russo via mare viaggia già su petroliere sanzionate
Quote del petrolio russo trasportato via mare ad agosto 2026, per tipo di nave.
Le decisioni chiave spettano tutte a Trump
ChiQuali Paesi colpire
QuantoCon quale aliquota
QuandoSe e quando concedere una deroga
È il punto che preoccupa parte dei democratici. A febbraio la Corte Suprema ha stabilito, con 6 voti contro 3, che la legge sulle emergenze economiche del 1977 (IEEPA) non consente al presidente di imporre dazi. La legge proroga anche le sanzioni contro l'Iran.
La difesa aerea ucraina
Kyiv chiede 300 intercettori Patriot, ma il nuovo pacchetto americano non ne contiene nessuno
0intercettori Patriot chiesti da Zelensky per l'inverno
0quelli inclusi nel pacchetto approvato
Ogni sagoma è un intercettore richiesto. I Patriot sono la principale difesa ucraina contro i missili balistici russi: Trump ha promesso di provare ad aiutare Kyiv, ma ha spiegato che le forniture scarseggiano anche per gli Stati Uniti, impegnati nella guerra con l'Iran.
Che cosa contiene la vendita approvata il 18 settembre
0mld $
Valore massimo stimato della possibile vendita
Una corsa contro l'inverno
Chi paga
La quota americana verrebbe conteggiata come contributo degli Stati Uniti al Fondo per la Ricostruzione dell'Ucraina, con un rimborso uno a uno.
Fonti: Congresso degli Stati Uniti, Casa Bianca, Dipartimento di Stato, CREA (dati di agosto 2026), Axios. Mappa: Natural Earth.

Il potere che la legge consegna a Trump

La legge attribuisce al presidente un margine molto ampio nell'applicazione delle nuove misure: Trump può decidere quali Paesi colpire, con quale aliquota e quando concedere una deroga. È uno dei punti contestati da una parte dei democratici, che sono preoccupati per l'estensione dei poteri presidenziali in materia commerciale.

Il tema è particolarmente sensibile dopo la sentenza di febbraio con cui la Corte Suprema, con sei voti contro tre, ha stabilito che l'International Emergency Economic Powers Act del 1977 non autorizza il presidente a imporre dazi. Trump aveva reagito introducendo un sovrapprezzo globale del 10% sulle importazioni sulla base di un'altra disposizione, la Section 122 del Trade Act del 1974.

Per mesi l'Amministrazione Trump era rimasta prudente sull'ipotesi di nuove sanzioni contro Mosca, ma in estate ha cambiato orientamento e sostenuto il compromesso bipartisan approvato dal Congresso. La Casa Bianca ha presentato l'autorità tariffaria come uno strumento per aumentare la pressione sulla Russia e favorire la conclusione della guerra.

Alla difesa aerea ucraina mancano ancora i Patriot

Nella stessa giornata il Dipartimento di Stato ha approvato una possibile vendita all'Ucraina di sistemi e attrezzature per la difesa aerea per 2,68 miliardi di dollari. Kyiv ha chiesto missili indicati nella notifica come "S-300 Clone" e GAM-67, sistemi missilistici antiaerei a gittata estesa con guida laser, lanciatori e relativi kit di modifica e radar RPS 202 per il contrasto ai droni. Secondo il Dipartimento di Stato, il pacchetto rafforza la capacità ucraina di fronteggiare le minacce attuali e future.

L'acquisto sarà finanziato attraverso una combinazione di contributi europei e fondi del programma Foreign Military Financing stanziati durante la precedente Amministrazione. La quota statunitense verrebbe conteggiata come contributo di capitale degli Stati Uniti al Fondo per la Ricostruzione dell'Ucraina attraverso un meccanismo di rimborso uno a uno. La vendita deve però ancora superare l'esame del Congresso.

Da settimane il governo ucraino denuncia soprattutto la penuria di intercettori per i sistemi Patriot, che restano l'unica arma nell'arsenale di Kyiv in grado di abbattere i missili balistici russi. Il problema rischia di aggravarsi con l'inverno: gli analisti prevedono che nei mesi freddi Mosca intensifichi gli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine.

Il 28 luglio, durante l'incontro alla Casa Bianca, Volodymyr Zelensky ha chiesto a Trump un pacchetto d'emergenza di intercettori Patriot in vista dell'inverno. Il presidente ucraino ha poi precisato ad Axios di puntare a ottenerne 300 entro la stagione fredda. Trump, contrariamente a quanto riportato in una prima versione di questo articolo, non ha respinto la richiesta: secondo Zelensky, ha promesso di provare ad aiutarlo, spiegando però che le forniture sono difficili anche per il fabbisogno americano legato alla guerra con l'Iran.

Nello stesso incontro Trump ha confermato la disponibilità a concedere all'Ucraina le licenze per produrre gli intercettori Patriot sul proprio territorio, una soluzione che richiederebbe comunque anni per raggiungere volumi significativi. Il pacchetto approvato venerdì dal Dipartimento di Stato, però, non comprende sistemi Patriot né i relativi intercettori o licenze di produzione.

La Cina si riserva di rispondere

La Cina si oppone alle sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti e si augura che gli Stati Uniti "si avvicinino" a Pechino. Il Ministero del Commercio cinese ha risposto così alla firma, da parte del presidente Donald Trump, della legge che introduce nuove sanzioni contro la Russia e consente dazi fino al 100% sulle merci dei Paesi che comprano petrolio russo. Nel comunicato il Ministero afferma di opporsi alle misure adottate senza un mandato delle Nazioni Unite e alle sanzioni secondarie, cioè quelle rivolte a chi intrattiene rapporti commerciali con un Paese colpito.

"La Cina ha sempre condotto normali rapporti commerciali e di cooperazione economica con gli altri Paesi, basandosi sui principi di uguaglianza e mutuo vantaggio", si legge nella nota. "Tale cooperazione non è diretta contro terze parti e non dovrebbe essere soggetta a interferenze o pressioni da parte loro." Il Ministero aggiunge che continuerà a seguire con attenzione le prossime mosse americane e che si riserva "il diritto di adottare tutte le misure necessarie" per proteggere la sovranità nazionale, gli interessi di sviluppo del Paese e i diritti delle imprese cinesi.

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