Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Gli Stati Uniti aprono agli affari con Mosca senza aspettare la fine della guerra in Ucraina
Vladimir Putin durante l'incontro con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner al Cremlino, il 5 settembre 2026. Credito: Daniel Torok / The White House — opera del governo degli Stati Uniti, pubblico dominio negli USA.
Politica estera 2 min di lettura

Gli Stati Uniti aprono agli affari con Mosca senza aspettare la fine della guerra in Ucraina

Secondo il New York Times, Washington ha proposto a Mosca di avviare progetti economici senza aspettare la fine della guerra. Finora Donald Trump aveva presentato gli affari come il premio per la pace, non come un incentivo a trovare un accordo.

Gli Stati Uniti hanno proposto alla Russia di concludere accordi commerciali senza attendere la fine della guerra in Ucraina, rovesciando la linea seguita finora dalla Casa Bianca di Trump, secondo cui la ripresa dei rapporti economici sarebbe arrivata soltanto come ricompensa per la cessazione delle ostilità. Lo scrive il New York Times, citando due persone vicine ai negoziati. Secondo un funzionario americano sentito dal quotidiano newyorkese, avviare progetti economici prima della fine del conflitto servirebbe invece a dimostrare la serietà delle intenzioni degli Stati Uniti di "voler rilanciare" i rapporti con Mosca.

Un rappresentante dell'Amministrazione Trump ha spiegato che Washington punta a creare ulteriori incentivi affinché le élite russe spingano Putin verso la pace. Concludere intese commerciali prima della fine della guerra, sostiene, potrebbe aiutare a convincere i falchi più ostili agli Stati Uniti nell'entourage di Vladimir Putin che Donald Trump intende davvero costruire un nuovo rapporto con la Russia. Secondo il New York Times, però, il cambio di rotta riflette anche la ricerca di nuove strade per fermare il conflitto, dopo lo stallo dei colloqui sull'eventuale ritiro delle forze ucraine dalle aree del Donbass ancora controllate da Kyiv.

Dal "prima la pace" al cambio di linea

La posizione di Trump era molto diversa nell'agosto 2025, alla vigilia dell'incontro con Putin in Alaska. Pur definendo "enorme" il potenziale economico della Russia, il presidente presentava allora gli affari come una conseguenza di un accordo di pace: "Vogliono fare affari, ma non ne faranno finché non avremo risolto la guerra". La dichiarazione è riportata anche nella trascrizione ufficiale delle sue parole a bordo dell'Air Force One.

Il cambio di linea arriva mentre il Congresso si sta muovendo invece nella direzione opposta. Questa settimana ha infatti approvato un nuovo pacchetto di dure sanzioni contro Mosca, che dopo il via libera della Camera dei Rappresentanti del 16 settembre è stato trasmesso a Trump per la firma. Il provvedimento colpisce settori chiave dell'economia russa e amplia i poteri presidenziali sui dazi contro i Paesi che acquistano energia dalla Russia.

"Tutto indica che gli Stati Uniti stiano valutando concessioni più ampie alla Russia", ritiene Balázs Jarábik, analista politico, ex diplomatico slovacco e partner di R.Politik. A suo giudizio, Washington sta indicando la possibilità che alcune intese potrebbero procedere se Mosca mostrerà moderazione in Ucraina. "In precedenza Washington rifiutava del tutto di firmare accordi del genere prima dell'entrata in vigore di un cessate il fuoco", ha osservato.

Non è ancora chiaro quali affari siano però concretamente sul tavolo. Dopo l'incontro del 5 settembre tra Putin e gli inviati speciali di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov aveva riferito che, oltre alla guerra in Ucraina, erano state discusse "in dettaglio" questioni economiche e la prospettiva di grandi progetti russo-americani di reciproco vantaggio.

Condividi
Redazione
Autore

Redazione

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.