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Cuba di nuovo al buio: è il sesto blackout da quando Trump ha tagliato le forniture di greggio
Le luci notturne di Cuba viste dai satelliti JPSS durante il blackout nazionale del 22 marzo 2026. Credito: CSU/CIRA & NOAA/NESDIS — pubblico dominio.
Politica estera 31 min di lettura

Cuba di nuovo al buio: è il sesto blackout da quando Trump ha tagliato le forniture di greggio

La rete elettrica dell'isola è collassata venerdì per la sesta volta da gennaio, lasciando al buio più di nove milioni di persone. Da quando Washington ha imposto il blocco energetico è arrivata una sola petroliera, battente bandiera russa, a marzo.

La rete elettrica cubana è collassata di nuovo venerdì, lasciando senza corrente più di nove milioni di persone in tutta l'isola. È il sesto blackout nazionale da gennaio, quando la pressione degli Stati Uniti sulle forniture di petrolio a Cuba ha aggravato una crisi energetica che si fa già profonda. Il Ministero dell'Energia e delle Miniere ha annunciato l'interruzione sul proprio account X e ha fatto sapere di aver avviato i "protocolli di ripristino del servizio".

Secondo le autorità cubane, il guasto è partito dalle linee di trasmissione nella parte occidentale del Paese, provocando il cedimento del sistema fino alla provincia di Matanzas e successivamente è stata scollegata anche la sezione orientale. Il quotidiano ufficiale Granma ha riferito che condizioni meteorologiche "instabili" hanno ulteriormente aggravato la situazione. Al tramonto la corrente era tornata al 5% degli utenti dell'Avana, circa 862.000 in totale, mentre nelle province di Camagüey, Pinar del Río e Granma sono state create piccole "micro-isole" di distribuzione e riattivati i sistemi che alimentano ospedali e strutture di emergenza.

Una crisi energetica aggravata dalla stretta americana

I collassi della rete elettrica sono diventati sempre più frequenti negli ultimi due anni, sullo sfondo della grave crisi economica che attraversa l'isola, e si sono intensificati da gennaio con la stretta statunitense sulle forniture energetiche. Il 29 gennaio Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha dichiarato un'emergenza nazionale nei confronti del governo cubano e istituito un meccanismo per imporre dazi ai Paesi che vendono o forniscono petrolio all'isola, direttamente o indirettamente. Le misure tariffarie adottate in base a quell'ordine sono state successivamente revocate il 20 febbraio, ma la pressione americana sulle forniture di petrolio a Cuba è proseguita.

Le restrizioni e le altre misure statunitensi hanno contribuito a ostacolare l'importazione sia del combustibile necessario alle centrali termoelettriche sia dei pezzi di ricambio per un'infrastruttura in molti casi obsoleta. Da gennaio è arrivata così una sola grande petroliera carica di greggio, la russa Anatoly Kolodkin, autorizzata da Washington a raggiungere Cuba alla fine di marzo. Esperti delle Nazioni Unite hanno criticato la stretta americana, definendola una violazione del diritto internazionale e mettendo in guardia dalle sue conseguenze umanitarie.

Gli ultimi due blackout nazionali prima di quello di venerdì risalivano all'inizio di agosto, dopo altre interruzioni totali o parziali in luglio e marzo e diversi guasti regionali. Anche quando la rete nazionale riesce a reggere, i cubani devono affrontare abitualmente interruzioni di corrente che possono superare le trenta ore consecutive. Ernesto Soberón Guzmán, rappresentante permanente di Cuba alle Nazioni Unite, ha parlato il mese scorso di una "punizione collettiva" in un'intervista alla CBS.

Gli effetti vanno ben oltre l'illuminazione: trasporti ridotti, orari di lavoro accorciati, voli cancellati e pesanti conseguenze sui servizi sanitari, oltre alle difficoltà nelle attività quotidiane che dipendono dall'elettricità, dalla cottura dei cibi all'approvvigionamento idrico, fino a internet e alla telefonia.

Crisi energetica a Cuba
Cuba si spegne per l’ottava volta quest’anno
Venerdì la rete elettrica è crollata di nuovo e ha lasciato al buio più di nove milioni di persone. Da gennaio gli Stati Uniti hanno quasi azzerato le forniture di petrolio all’isola.
Blackout nazionali nel 2026
8
Persone al buio venerdì
9milioni
Il primo il 16 marzo, l’ultimo il 18 settembre.
Oltre nove milioni: quasi tutta la popolazione dell’isola.
Venerdì 18 settembre
Un guasto sulle linee di Matanzas spegne l’isola in pochi minuti
Cuba
Ovest
Est
Nel primo pomeriggio scatta la linea a 220 kV tra Matanzas e Cienfuegos, poi quella tra Matanzas e Santa Clara. L’ovest resta al buio, pochi minuti dopo cade anche l’est fino a Guantánamo. Al tramonto si accendono micro-isole elettriche a Pinar del Río, Camagüey e Granma.
Ricostruzione della sequenza secondo l’Unión Eléctrica. I punti luminosi sono illustrativi: la loro densità segue la distribuzione della popolazione. Linee di trasmissione in forma schematica.
Il calendario del 2026
Otto collassi totali in sei mesi, tre dei quali in appena otto giorni di luglio
Ogni quadrato è un giorno. Tocca un giorno colorato o usa le frecce per leggere i dettagli.
Blackout nazionali: 16 e 21 marzo; 6, 10 e 14 luglio; 2 e 3 agosto; 18 settembre. Tra il secondo e il terzo sono passati 107 giorni; a luglio tre collassi in otto giorni, ad agosto due in meno di 24 ore.
Il petrolio che manca
Da gennaio a Cuba è arrivata una sola grande petroliera
16 su 232
I giorni di importazioni coperti dal carico della petroliera russa Anatoly Kolodkin, al ritmo del 2025, sui 232 trascorsi dall’ordine esecutivo di Trump.
La Kolodkin ha portato circa 730.000 barili di greggio, arrivando a Matanzas il 31 marzo. Nel 2025 Cuba ne importava in media 45.400 al giorno: il carico vale circa 16 giorni di importazioni e circa 6 giorni di consumi.
Fonte: Ministero dell’Energia e delle Miniere di Cuba, Unión Eléctrica, AP, Reuters, EFE, EIA, Casa Bianca. Mappa: Natural Earth.
Importazioni 2025: media gennaio-ottobre (Reuters). Consumi: EIA, 2024. Carico della Kolodkin: circa 730.000 barili (AP).

La pressione di Washington e le opzioni militari

L'Amministrazione americana sta intanto esaminando riservatamente una serie di opzioni per una possibile azione militare contro Cuba. Tra le ipotesi discusse figurava anche un assalto aereo guidato dall'Esercito, con migliaia di soldati della 101ª Divisione aviotrasportata, indicata dalle fonti della CBS come l'unica unità addestrata per un'operazione di quel tipo. L'opzione sarebbe stata illustrata durante un briefing alla fine di giugno. I funzionari citati dall'emittente hanno tuttavia precisato che quelle discussioni non indicavano che Trump o il Pentagono avessero deciso di procedere con un intervento militare di questo tipo.

Il Segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che Washington preferisce una soluzione diplomatica, con una transizione pacifica verso un nuovo governo guidato da tecnocrati e disposto ad avviare riforme economiche, ma secondo la CBS il processo è rimasto fermo nonostante le pressioni della Casa Bianca in questo senso. Trump ha già indicato come possibile modello per Cuba l'operazione con cui gli Stati Uniti hanno rovesciato e arrestato l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, seguita dall'insediamento di una leadership più collaborativa nei confronti di Washington.

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