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Trump chiede di votare alle midterm come se fosse lui sulla scheda: per i repubblicani è un rischio
Joyce N. Boghosian, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Elezioni 4 min di lettura

Trump chiede di votare alle midterm come se fosse lui sulla scheda: per i repubblicani è un rischio

Alla convention di Dallas il presidente ha promesso 5.000 dollari a ogni adulto se il partito terrà il Congresso. Ma la sua approvazione è sotto il 40 per cento e i prezzi restano il primo problema.

Il presidente ha chiesto agli elettori di comportarsi alle elezioni di metà mandato del 3 novembre come se fosse lui sulla scheda. Lo ha detto mercoledì sera (la notte tra mercoledì e giovedì in Italia) a Dallas, alla prima convention di metà mandato nella storia del partito repubblicano, dove ha anche promesso un pagamento di 5.000 dollari a ogni americano adulto se i repubblicani manterranno la maggioranza alla Camera e al Senato. Secondo un'analisi di Stephen Collinson pubblicata sulla CNN, è una scommessa rischiosa: il presidente ha un'approvazione sotto il 40 per cento e raccoglie più giudizi negativi che positivi su quasi tutti i temi principali. I democratici, partito all'opposizione e non particolarmente amato dagli elettori, non chiedono di meglio che trasformare il voto in un giudizio su di lui per distogliere l'attenzione dalle proprie debolezze.

Nel discorso di insediamento del 2025 il presidente aveva promesso di "abbassare rapidamente i costi e i prezzi" e un mandato che sarebbe stato ricordato per "le guerre in cui non entriamo mai". A Dallas ha invitato a "finire il lavoro che abbiamo iniziato con i due anni più grandi nella storia della presidenza", ma di quella lista di impegni resta poco di realizzato. Gli americani sono ancora in collera per i prezzi di cibo, case e sanità. La benzina sta salendo per la guerra in Iran, che il presidente ha dichiarato più volte di aver vinto e che ora dice non finirà prima delle elezioni. Poche ore dopo il discorso il prezzo medio ha raggiunto 4,28 dollari al gallone, circa 3,8 litri, secondo l'AAA, l'associazione degli automobilisti americani, il livello più alto dal 2 giugno.

Molti strateghi repubblicani preferirebbero che il presidente ora si facesse da parte, per lasciare ai candidati lo spazio di costruire campagne locali e attaccare i singoli avversari. Lui invece ha annunciato un giro serrato di comizi nei collegi più contesi e si è presentato come oratore principale in entrambe le serate della convention, ribattezzata "Trumpapalooza". "In realtà sono davvero in corsa. Non lo sappiamo, ma lo siamo. Voglio dire, corriamo insieme", ha detto mercoledì sera. Il governatore democratico dell'Illinois JB Pritzker, mercoledì in Texas, ha detto che il presidente "spera che un evento sfarzoso in prima serata vi faccia dimenticare" che la sua guerra commerciale fa salire i costi della spesa per le famiglie e che la guerra in Iran sta rovinando allevatori e agricoltori.

Per questo alcuni repubblicani in bilico hanno evitato l'evento di Dallas, mentre molti candidati dei collegi contesi alla Camera e delle sfide chiave per il Senato erano presenti. Dopo dieci anni di dominio sul partito, però, non esiste una piattaforma repubblicana alternativa su cui i candidati possano correre e il presidente ha già allontanato la maggior parte dei dissidenti del movimento MAGA, dallo slogan "Make America Great Again".

Nel 2016 e nel 2024 il presidente ha vinto proprio perché ha fatto della campagna una questione personale: l'immagine dell'outsider e del vincitore, i modi spesso grossolani e soprattutto l'ascolto del malessere economico di cittadini che si sentivano abbandonati dalla globalizzazione e disprezzati dalle élite. Oggi sembra interessarsi meno a quel malessere. Alcuni conservatori sono frustrati perché il presidente, un miliardario che accumula ricchezza personale mentre è in carica, non mostra empatia verso gli americani che considerano la sua "età dell'oro" economica un miraggio e prende in giro il tema del costo della vita, il più importante di queste elezioni.

A Dallas il presidente ha sostenuto di aver ridotto la criminalità, fermato l'immigrazione illegale, stroncato il traffico di fentanyl, arricchito gli americani con i tagli alle tasse e abbassato i costi sanitari. In parte è vero, anche se i metodi usati potrebbero allontanare gli elettori moderati. L'affermazione di aver tagliato rapidamente i prezzi invece non corrisponde ai fatti. Il suo rifiuto di capire la rabbia bipartisan contro i data center per l'intelligenza artificiale è il tipo di segnale di pericolo che il Trump del 2016 avrebbe probabilmente colto.

Il "dividendo" da 5.000 dollari sembra più un tentativo di distrarre che di rivendicare un successo. Il pagamento avrebbe difficoltà a passare al Congresso e aggiungerebbe probabilmente mille miliardi di dollari o più al debito pubblico. Nuovi sondaggi CNN sulle sfide per il Senato in Maine e Michigan, che potrebbero decidere chi controllerà la camera alta l'anno prossimo, mostrano che circa due terzi dei probabili elettori in ciascuno stato disapprovano l'operato del presidente e che gli arrabbiati o insoddisfatti superano di gran lunga i soddisfatti o entusiasti. L'economia e il costo della vita sono nettamente il primo tema in entrambi gli stati e con un margine di oltre due a uno gli elettori dicono di stare economicamente peggio rispetto a due anni fa. Altri sondaggi mostrano che gli elettori bocciano anche i dazi e la guerra in Iran, mentre le retate dell'Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia federale per l'immigrazione e i rimpatri, hanno allontanato molti elettori indipendenti, anche se la promessa di mettere in sicurezza il confine con il Messico era stata una delle ragioni della sua vittoria.

I post del presidente sui social degli ultimi giorni, una finestra sulle sue preoccupazioni fuori copione, non parlano del prezzo della spesa. Parlano del cambio dei nomi di laghi e oceani sulle mappe, della rivendicazione che "la Luna è nostra" e di un'idea per la divisa da cerimonia della Space Force, la forza armata spaziale. Anche i grandi progetti monumentali raccontano una presidenza concentrata sull'eredità personale più che sui problemi economici degli americani. Non è chiaro, scrive Collinson, che al presidente importi davvero di ciò che irrita gli elettori persuadibili.

Il presidente ha storicamente raggiunto elettori che altri politici non riuscivano a intercettare e ha spezzato la coalizione democratica tra la classe operaia bianca degli stati della Rust Belt, la vecchia regione industriale del Midwest. Presentarsi un'ultima volta come il flagello delle élite, dei media tradizionali e dei cambiamenti sociali e culturali detestati dalla sua base potrebbe non salvare la maggioranza repubblicana in una o entrambe le camere, ma potrebbe limitare le perdite. Il partito, del resto, ha fatto la sua scelta da tempo: è arrivato al potere grazie al movimento di Trump e non può più separarsi da lui in modo credibile.

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