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Petrolio sopra i 100 dollari, la crisi delle raffinerie spinge in alto benzina e diesel
Foto di Zbynek Burival / Unsplash
Politica estera 21 min di lettura

Petrolio sopra i 100 dollari, la crisi delle raffinerie spinge in alto benzina e diesel

L'escalation con l'Iran e i colli di bottiglia nella raffinazione fanno salire i prezzi dell'energia. Negli Stati Uniti il diesel tocca un nuovo record.

Il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile oggi, per la prima volta dal 24 luglio. Il Brent, riferimento internazionale, ha oltrepassato la soglia poco dopo le 3 del mattino sulla costa orientale degli Stati Uniti, le ore 9 in Italia, per poi salire fino a 101,18 dollari. Il greggio americano WTI ha raggiunto 96,26 dollari, il livello più alto dall'inizio di giugno.

Il rialzo è arrivato dopo una nuova escalation militare in Medio Oriente. Ieri il Comando Centrale statunitense ha annunciato di avere distrutto 5 petroliere iraniane dopo che i Guardiani della Rivoluzione avevano tentato per due volte, nei due giorni precedenti, di colpire con missili balistici una nave da guerra americana. Teheran ha risposto attaccando una base statunitense in Giordania e diverse navi nell'area dello Stretto di Hormuz. Nelle stesse ore gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno colpito infrastrutture energetiche e altre strutture in Arabia Saudita, provocando incendi negli impianti petroliferi.

Prima della guerra il Brent quotava intorno ai 73 dollari: rispetto a quel livello, oggi vale quasi il 40% in più. Dall'inizio dell'anno il rialzo è di circa il 65%. Il massimo del 2026 resta quello del 30 aprile, quando il Brent toccò 126,41 dollari nella fase più acuta della crisi. Prima del conflitto, circa un quinto dei flussi energetici mondiali transitava attraverso lo Stretto di Hormuz, ma da allora il traffico è crollato e rimane molto al di sotto dei livelli precedenti alla guerra.

Brent, dollari al barile, 2026
101,18$
Massimo di oggi, 9 settembre. Il Brent ha superato la soglia dei 100 dollari alle 9 del mattino in Italia, per la prima volta dal 24 luglio.
+40% rispetto alla vigilia della guerra
27 febbraio: 72,48 $
+65% da inizio anno
2 gennaio: 61 $
9 settembre101,18 $
Cinque petroliere iraniane distrutte, attacchi Houthi in Arabia Saudita
Chiusure di seduta selezionate; 30 aprile, 23 luglio e 9 settembre: massimo intraday. Tocca il grafico per leggere i valori.
Il collo di bottiglia
Le raffinerie lavorano sei milioni di barili al giorno in meno del normale
Con impianti fermi in Medio Oriente e Russia e la Cina che tiene i carburanti per il mercato interno, manca capacità per trasformare il greggio in benzina e diesel. Il prezzo dei prodotti raffinati sale più di quello del petrolio.
Greggio lavorato dalle raffinerie nel mondo · milioni di barili al giorno
Normalein questo periodo
86
Oggisettembre 2026
80
Mancano all'appello 6 milioni di barili al giorno, il 7% della capacità normale (dati Kpler).
Esportazioni di diesel dal Golfo Persico · rispetto a un anno fa
Un anno fasettembre 2025
100%
Oggisettembre 2026
20%
Le esportazioni sono crollate dell'80%.
Margine di raffinazione · dollari al barile tra greggio e prodotti finiti
59$
quasi ×3 rispetto a inizio anno
Marathon Petroleum, Phillips 66 e Valero hanno chiuso ieri ai massimi storici.
Alla pompa
Negli Stati Uniti il diesel ha superato il record del 2022. La benzina non ancora
Media nazionale AAA, dollari al gallone (3,79 litri). Le tacche segnano i precedenti record: quello assoluto del giugno 2022 e, per la benzina, quello del weekend del Labor Day, battuto lunedì scorso.
Benzina media nazionale, 9 settembre
Record Labor Day
4,22$
Diesel media nazionale, 9 settembre
Record assoluto
5,94$
Il punto
Il greggio è ancora sotto il picco di aprile, ma i carburanti no: con le raffinerie a corto di capacità, il diesel costa più che nel 2022, quando il petrolio valeva anche di più. È il prezzo che pesa su trasporti, agricoltura e distribuzione delle merci, e alimenta i timori di recessione.
Fonte Prezzi del Brent: Reuters, CNBC, EIA (chiusure di seduta 2026). Carburanti: AAA, medie nazionali al 9 settembre 2026. Raffinazione ed esportazioni di diesel: Kpler via MarketWatch. Margine di raffinazione: MarketWatch, 8 settembre 2026.

Il collo di bottiglia delle raffinerie

A complicare ulteriormente la situazione è la scarsità di capacità di raffinazione. Gli impianti che trasformano il greggio in benzina, diesel e altri prodotti stanno lavorando a livello globale intorno agli 80 milioni di barili al giorno, contro gli 86 milioni normalmente registrati in questo periodo dell'anno, ha spiegato a MarketWatch Matt Smith, analista della piattaforma di dati Kpler. Diversi impianti in Medio Oriente e Russia sono fuori servizio, mentre in Cina la domanda di greggio si è indebolita e Pechino sta privilegiando il mercato interno dei carburanti. A pesare sono anche scorte sempre più ridotte. Le esportazioni di diesel dal Golfo Persico sono crollate dell'80% rispetto a un anno fa.

Negli Stati Uniti la media nazionale della benzina è salita a 4,22 dollari al gallone. Nel fine settimana del Labor Day gli automobilisti americani avevano già pagato il carburante più caro mai registrato per quella festività: la media nazionale aveva superato per la prima volta i 4 dollari, battendo il precedente primato del 2012, pari a 3,82 dollari. Il diesel, essenziale per autotrasporto, agricoltura e distribuzione delle merci, ha nel frattempo raggiunto il nuovo record di 5,94 dollari al gallone.

"Prezzi più alti di benzina e diesel fanno naturalmente temere una recessione", ha detto a MarketWatch Rob Thummel, gestore di portafoglio di Tortoise Capital. Secondo Thummel, gli elevati margini di raffinazione sono destinati a durare e i prezzi alla pompa potrebbero restare alti ancora per qualche tempo.

I raffinatori guadagnano, i consumatori pagano

A beneficiare della situazione sono soprattutto i raffinatori americani, che lavorano a pieno regime e continuano a esportare carburanti verso gran parte del mondo. Il margine tra il costo del greggio e il valore dei prodotti raffinati viaggia intorno ai 59 dollari al barile, quasi il triplo rispetto all'inizio dell'anno. Anche per questo ieri aziende come Marathon Petroleum, Phillips 66 e Valero Energy hanno chiuso tutte ai massimi storici, in controtendenza rispetto ai principali indici azionari statunitensi.

Gli analisti di Eurasia Group ritengono che la domanda sostenuta, la scarsità di prodotti raffinati e il perdurare delle tensioni in Medio Oriente possano mantenere il petrolio sopra i 100 dollari ancora per molto tempo. Il gruppo vede inoltre poche possibilità di una soluzione a breve dei conflitti che stanno alimentando la crisi energetica. Lunedì però Donald Trump aveva scritto su Truth Social che i prezzi del petrolio sarebbero "calati bruscamente" non appena gli Stati Uniti vinceranno la guerra contro l'Iran. Il presidente aveva previsto che la benzina sarebbe scesa prima a 3 dollari al gallone e, successivamente, sotto i 2 dollari.

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