La prima convention di metà mandato organizzata da un grande partito americano in più di quarant'anni si apre mercoledì 9 settembre all'American Airlines Center di Dallas, in Texas, e molti dei repubblicani che dovrebbero riempirla hanno già fatto sapere che non ci saranno. Il presidente Donald Trump parlerà in tutte e due le serate e ha promesso che sarà "il più grande comizio di tutti". Tra i dirigenti e i consulenti del partito prevale invece il timore che l'evento faccia più danni che benefici alla campagna per il voto di metà mandato.
Le convention servono a incoronare ogni quattro anni il candidato alla presidenza e a presentarlo agli elettori. Una convention a metà mandato non ha una funzione simile. Quando il piano venne annunciato un anno fa, l'idea sembrava quella di affidare a Trump un discorso rivolto a tutto il paese, dato che il partito del presidente in carica perde quasi sempre seggi in queste elezioni. Ora che il presidente è impopolare, i repubblicani non sono più sicuri di volerlo mettere davanti agli elettori indecisi.
Ed Kilgore ha scritto sulla rivista New York che i consulenti repubblicani sono convinti di dover mettere di fatto Trump sulla scheda per portare al voto la sua base, dopo il risultato delle elezioni di metà mandato del 2018 e delle elezioni suppletive degli ultimi anni. L'effetto negativo sugli elettori indecisi viene considerato un problema secondario, perché senza una base mobilitata i repubblicani non sarebbero comunque vicini alla vittoria.
"Nessuno capisce perché stiamo facendo una convention di metà mandato", ha detto un consulente repubblicano a Puck. "È solo un altro spettacolo che Trump metterà in scena per ricordare agli elettori che è lì e forse loro non vogliono che glielo si ricordi."
Le due serate si sovrappongono alle prime due partite della stagione della NFL, il campionato di football americano che è lo sport più seguito del paese. Gli oratori di punta finiranno così in concorrenza diretta con le partite. La convention cade anche nei due giorni che precedono il venticinquesimo anniversario dell'11 settembre. Il programma diffuso dal comitato nazionale repubblicano prevede per la sera del 10 una commemorazione con i figli e le famiglie dei soccorritori. L'11 settembre le immagini dei dirigenti repubblicani in festa a Dallas la sera prima finiranno accanto a quelle delle cerimonie.
Il Texas è stato scelto anche perché Ken Paxton, candidato repubblicano in una delle sfide decisive per il Senato, ha bisogno di aiuto contro il democratico James Talarico, che i sondaggi danno in vantaggio. Ai candidati la trasferta costa però due giorni lontano dalla campagna elettorale, da passare a Dallas con il caldo di inizio settembre. Una persona vicina alla Casa Bianca ha detto che arrivare a Dallas non è facile e che l'evento andava organizzato in Florida o a Washington. Un dirigente del comitato nazionale repubblicano ha spiegato che la città è stata scelta soprattutto perché in grado di ospitare un evento di quelle dimensioni. Gli inviti sono partiti solo nelle ultime settimane, quando molti parlamentari avevano già preso altri impegni.
Il comitato repubblicano che finanzia le campagne per la Camera chiede a ogni deputato 25.000 dollari per sé e un accompagnatore, come ha rivelato Puck. È la tariffa più bassa: quella più alta arriva a 100.000 dollari. Non sono soldi personali dei parlamentari, perché il conto lo pagano i donatori, come ha spiegato un deputato repubblicano. Il comitato nazionale sta raccogliendo anche denaro da sponsor aziendali, che finisce in un'organizzazione senza scopo di lucro non obbligata a rendere pubblici i propri finanziatori.
A una settimana dall'apertura la maggior parte dei candidati e dei parlamentari repubblicani non aveva ancora deciso se andare. Politico ne ha contattati più di 70 e ha scoperto che i più non intendono partecipare o stanno ancora valutando, mentre decine di altri non hanno voluto dire cosa faranno. Quarantacinque hanno spiegato perché salteranno l'appuntamento. Alcuni hanno impegni presi prima che la convention venisse fissata a giugno, come raccolte fondi ed eventi nei collegi. Altri hanno matrimoni o questioni familiari. Altri ancora hanno criticato gli importi a cinque cifre chiesti dal partito. I vertici del Congresso ci saranno quasi tutti, a cominciare dal presidente della Camera Mike Johnson e dal leader della maggioranza al Senato John Thune.
Trump non troverà comunque un palazzetto vuoto. Gli organizzatori hanno deciso di far entrare più sostenitori comuni di quanti ne erano previsti all'inizio, perché non hanno trovato abbastanza dirigenti e donatori disposti a partecipare. Il comitato nazionale repubblicano ha annunciato due serate dedicate ai candidati nelle corse più importanti e alle voci dei cittadini che vogliono portare avanti la rivoluzione del presidente.
Il programma iniziale prevedeva il discorso principale del vicepresidente JD Vance mercoledì e quello di Trump giovedì alle 21, ora della costa est (le 3 del mattino di venerdì in Italia). Ora il presidente parlerà anche mercoledì, subito dopo Vance. Alcuni dirigenti repubblicani hanno detto di temere che tanta attenzione sulla presidenza sia controproducente, mentre la Casa Bianca è impegnata nella guerra con l'Iran e fatica a far scendere i prezzi. Il timore è che nel suo discorso Trump si vanti della sala da ballo che ha fatto costruire alla Casa Bianca e liquidi il problema del carovita, invece di insistere sui punti più popolari del programma repubblicano.
Joe Gruters, presidente del comitato nazionale repubblicano, chiama l'evento "Trumpapalooza". Altri dirigenti si sono mostrati rassegnati: i candidati repubblicani hanno ormai legato del tutto il loro destino a quello del presidente, quindi cambia poco se parlerà per un quarto d'ora del suo arco di trionfo.
