Prima delle primarie di maggio, i vertici repubblicani del Senato avevano già avvertito Donald Trump: se avesse appoggiato il procuratore generale del Texas Ken Paxton contro il senatore uscente John Cornyn e Paxton avesse vinto, sarebbe spettato alla macchina politica del presidente finanziare la costosa campagna elettorale necessaria a rendere competitivo un candidato così controverso. Paxton ha vinto, ma più di tre mesi dopo MAGA Inc., il super PAC di Trump con oltre 400 milioni di dollari in cassa, non ha ancora aperto i cordoni della borsa. "Continuano a dire che spenderanno, ma non l'hanno fatto", ha detto alla CNN una fonte repubblicana coinvolta nelle discussioni.
Il candidato democratico James Talarico, deputato statale alla sua prima candidatura per una carica elettiva a livello statale, ha così avuto gli spazi pubblicitari quasi tutti per sé. Dall'inizio di giugno i democratici hanno speso circa 31,5 milioni di dollari in pubblicità, contro i 4,7 milioni dei repubblicani, secondo AdImpact. Quasi tutta la spesa democratica proviene dalla campagna di Talarico, che grazie a una robusta raccolta fondi ha trasmesso migliaia di spot per farsi conoscere dagli elettori, insistendo soprattutto sul costo della vita. Sabato ha diffuso anche il primo spot negativo contro Paxton, incentrato sulle accuse di corruzione che hanno segnato la sua carriera politica.
La campagna del repubblicano, con le casse quasi svuotate dal ballottaggio delle primarie, ha speso poco più di 150mila dollari. "Siamo un po' indietro in TV", ha ammesso lo stesso Paxton a Newsmax. Paxton si porta dietro una lunga serie di scandali, tra cui l'impeachment approvato dalla Camera del Texas nel 2023 per accuse di corruzione e abuso d'ufficio, dalle quali il Senato statale lo ha poi assolto.
I sondaggi mostrano una corsa serrata, potenzialmente decisiva per il controllo del Senato: nell'ultima rilevazione del Texas Politics Project, condotta tra il 5 e il 13 agosto, Talarico è al 42% e Paxton al 39%. Uno stratega repubblicano ha spiegato alla CNN che il principale problema di Paxton è la scarsa presa sui "repubblicani non MAGA", che difficilmente voteranno Talarico ma potrebbero decidere di restare a casa. Un altro operatore del partito ha definito la situazione "frustrante da guardare", perché molti sapevano fin dall'inizio che Paxton sarebbe stato un candidato più debole di Cornyn. Lo stesso Cornyn, interpellato sulla possibilità di fare campagna per Paxton, ha risposto con un secco "no".
I primi soldi e gli attacchi contro Talarico
Negli ultimi giorni, però, qualcosa ha iniziato a muoversi. Giovedì Trump ha partecipato a Houston a una raccolta fondi per il Comitato Nazionale Repubblicano, che dopo una sentenza della Corte Suprema del 30 giugno può coordinare in misura più ampia le proprie spese con le campagne elettorali dei candidati. “Aiuterò Ken Paxton e passerò molto tempo in Texas”, ha promesso il presidente ai giornalisti prima della partenza. Venerdì, intanto, un gruppo esterno che sostiene Paxton ha lanciato una campagna pubblicitaria da 800 mila dollari, mentre il presidente del comitato senatoriale repubblicano, Tim Scott, ha assicurato che la corsa al Senato in Texas sarà “molto ben finanziata”.
Cominciano ad arrivare anche gli spot d'attacco. Almeno quattro organizzazioni, tra cui un super PAC vicino al senatore Ted Cruz, stanno prendendo di mira Talarico per il suo voto contrario a una legge del 2025 che vieta la vendita di terreni in Texas a cittadini di Paesi considerati una minaccia per la sicurezza, a partire dalla Cina. "La Cina comunista si sta comprando il Texas perché Talarico ci ha svenduto", recita uno degli spot. Lo staff elettorale democratico ha replicato ricordando un viaggio di Paxton in Cina nel 2019. "C'è una ragione se i repubblicani lo chiamano 'Commie Ken'", ha dichiarato il portavoce di Talarico, JT Ennis.
Talarico, Cuban e il piano contro i monopoli sanitari
Talarico, intanto, cerca di allargare il terreno dello scontro. Sabato, a Fort Worth, durante un'intervista dal vivo condotta dalla giornalista di Fox News Jessica Tarlov, ha presentato insieme al miliardario Mark Cuban, ex proprietario dei Dallas Mavericks e fondatore di Cost Plus Drugs, un piano in tre punti contro i grandi gruppi della sanità: smembrare le società accusate di far salire i prezzi, consentire ai pazienti di cercare i farmaci meno costosi e dedurne il costo, e lasciare ai medici, anziché alle compagnie assicurative, la scelta delle cure.
L'esempio indicato da Talarico è CVS, che secondo il candidato democratico "controlla l'ospedale dove paghi per le cure, la farmacia dove paghi i farmaci e l'assicurazione che decide quanto paghi". Talarico ha spiegato di essere guidato anche dalla propria fede cristiana, osservando che nel Nuovo Testamento Gesù trascorre gran parte del suo tempo non soltanto a predicare, ma anche a guarire. L'alleanza con Cuban è significativa anche perché appena una settimana prima l'imprenditore aveva elogiato l'iniziativa di Trump per abbassare i prezzi dei farmaci.
