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Per il 73% degli americani Trump trascura i problemi più importanti del paese
Daniel Torok, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Sondaggi 12 min di lettura

Per il 73% degli americani Trump trascura i problemi più importanti del paese

Un sondaggio CNN registra un gradimento del 34%, il minimo della carriera del presidente. Pesano la guerra con l'Iran, l'inflazione e la benzina. Cala anche l'entusiasmo dei repubblicani.

Il 73% degli adulti americani ritiene che il presidente Donald Trump non stia prestando abbastanza attenzione ai problemi più importanti del paese, la quota più alta mai registrata, mentre il 27% pensa che abbia le priorità giuste. È il risultato di un nuovo sondaggio realizzato per la CNN dall'istituto demoscopico SSRS, che arriva mentre i giudizi sulla guerra con l'Iran peggiorano e il malcontento per l'economia resta diffuso.

Il gradimento complessivo del presidente è al 34% e ha eguagliato il minimo della sua carriera, toccato alla fine del primo mandato dopo l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Il dato conferma il calo emerso negli ultimi sondaggi. La metà degli americani disapprova con forza il suo operato, il valore più alto dei suoi due mandati. Solo il 15% lo approva con la stessa convinzione, il minimo mai registrato.

Tra i repubblicani il gradimento è sceso al nuovo minimo del 78% e solo il 19% si dice entusiasta per il resto del secondo mandato, contro il 38% della scorsa primavera.

Sondaggio · Stati Uniti

Due americani su tre bocciano Trump su economia e guerra in Iran

Il 65% degli adulti americani dice che le politiche del presidente hanno peggiorato le condizioni economiche del paese e il 67% che le sue decisioni militari in Iran hanno danneggiato gli Stati Uniti. Rilevazione CNN/SSRS, 23-27 luglio 2026.

Il giudizio

Il 67% boccia le scelte sull’Iran, il 65% quelle economiche

Quota di adulti americani per ciascuna risposta: giudizio negativo a sinistra, nessun effetto al centro, giudizio positivo a destra. Ogni barra somma al 100 per cento.

Decisioni militari in Iran
67% 21%
Politiche economiche
65% 22%
Hanno danneggiato / peggiorato Nessun effetto Hanno aiutato / migliorato
Fonte CNN/SSRS polling. Sondaggio condotto dal 23 al 27 luglio 2026 su un campione nazionale casuale di 1.225 adulti americani, intervistati online o al telefono con un intervistatore; margine di errore ±3,2 punti percentuali. La linea tratteggiata indica il 50 per cento delle risposte.

I giudizi peggiori riguardano tre temi legati tra loro: il 28% approva la gestione della situazione in Iran, il 25% quella dell'inflazione e il 21% quella dei prezzi della benzina, con sacche di dissenso anche tra i suoi sostenitori. Circa due terzi degli americani pensano che le politiche di Trump abbiano peggiorato le condizioni economiche e che le sue decisioni militari in Iran abbiano danneggiato gli Stati Uniti. Circa tre quarti dicono che il presidente non è in contatto con i problemi che le persone comuni affrontano ogni giorno.

Una maggioranza crescente di americani si aspetta un conflitto militare di lungo periodo, ma solo un quarto circa ritiene che Trump abbia un piano chiaro per gestire la situazione, in calo dal 40% dell'inizio della guerra. Il 62% dice che Trump non è un leader mondiale efficace, contro il 54% dei primi mesi del secondo mandato.

Appena un quarto pensa che la guerra sia valsa il prezzo pagato in vite americane e denaro, con i più giovani particolarmente scettici.

La ricaduta economica più concreta del conflitto è il prezzo della benzina: il 74% degli americani dice che l'aumento gli ha causato almeno qualche difficoltà (a marzo era il 63%). Meno di un quarto crede che il presidente abbia un piano per affrontare il problema, mentre il 71% ritiene che Trump non abbia fatto abbastanza per ridurre i prezzi dei beni di uso quotidiano, in crescita dal 58% di un anno fa.

L'approvazione più alta sui singoli temi si ferma al 41% e riguarda la gestione del diritto di voto e dell'integrità delle elezioni, il tema su cui i suoi sostenitori si sono compattati di più. Il 39% approva la gestione dell'immigrazione, che all'inizio del secondo mandato era un punto relativamente positivo, mentre il 35% approva quella del governo federale.

Dopo due recenti sparatorie mortali in cui sono stati coinvolti agenti dell'ICE, l'agenzia federale che esegue gli arresti e le espulsioni degli immigrati, gli americani ritengono, con uno scarto di 20 punti, che l'agenzia stia rendendo le città meno sicure, non più sicure. Con uno scarto di 34 punti giudicano che i cambiamenti nelle agenzie sanitarie come la FDA e i CDC, che si occupano di farmaci e salute pubblica, stiano lasciando la popolazione meno protetta, mentre il paese affronta un focolaio del parassita cyclospora e un aumento dei casi di morbillo.

Il 58% degli americani si dice insoddisfatto o arrabbiato per i cantieri avviati da Trump a Washington, tra cui la costruzione di una nuova sala da ballo alla Casa Bianca e la ristrutturazione della Reflecting Pool, la vasca monumentale della capitale. Solo il 17% esprime un giudizio positivo, mentre per il 25% la questione non conta. Circa due terzi degli americani pensano inoltre che Trump non metta il bene del paese davanti al proprio tornaconto personale.

Al momento del secondo insediamento quasi metà degli americani riteneva probabile che Trump avrebbe evitato i conflitti di interesse tra l'azienda di famiglia e il suo ruolo di presidente; oggi solo il 23% pensa che ci sia riuscito almeno in parte. Il 57% giudica negativo il fatto che l'anno scorso, da presidente in carica, abbia guadagnato più di 2 miliardi di dollari tra criptovalute, royalty e investimenti immobiliari; per il 7% è un fatto positivo e per il 36% non conta molto. Più di 6 americani su 10 dicono che Trump è andato troppo oltre nel perseguire i propri interessi privati mentre è alla Casa Bianca e nei progetti di ristrutturazione della residenza presidenziale e di altri luoghi simbolo di Washington. Quasi altrettanti pensano lo stesso dei cambiamenti imposti a istituzioni culturali come il Kennedy Center e lo Smithsonian.

I progetti non sono popolari nemmeno tra i repubblicani: il 43% li giudica positivamente e per il 35% non hanno importanza. La maggior parte degli elettori repubblicani considera irrilevanti anche i guadagni del presidente, ma tra chi ha un'opinione prevale il giudizio negativo.

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