Il controllo della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti si deciderà in 37 distretti concentrati in sei regioni del Paese e ai democratici ne servono 19 per conquistare la maggioranza. Lo ha calcolato Kyle Kondik, analista del Center for Politics dell'Università della Virginia, in un'analisi pubblicata su Sabato's Crystal Ball, il sito di previsioni elettorali di cui è direttore editoriale.
Rispetto al 2024 ai democratici servirebbero appena tre seggi in più per arrivare a 218, la soglia della maggioranza, ma il ridisegno dei distretti elettorali ha cambiato i conti. Le nuove mappe dovrebbero far guadagnare seggi ai democratici in un paio di stati e ai repubblicani in diversi altri. Il Crystal Ball classifica ogni distretto come Safe (sicuro per un partito), Likely (probabile), Leans (leggermente favorevole) o Toss-up (in bilico).
Nelle valutazioni aggiornate al 10 settembre i democratici sono almeno leggermente favoriti in 208 seggi e i repubblicani in 206. Dei 21 seggi in bilico, 17 sono oggi dei repubblicani e 4 dei democratici. Due distretti, in Texas e in Alabama, si sono appena spostati verso i democratici.
Kondik ha individuato 37 distretti divisi in sei regioni, che comprendono tutti i 21 seggi in bilico e 16 dei 21 in cui un partito è leggermente favorito. Togliendo questi distretti e assegnando a ciascun partito gli altri seggi in cui è almeno leggermente favorito, entrambi i partiti partono da 199. Ai democratici servono quindi 19 dei 37 seggi delle sei regioni, a meno di conquistarne altrove qualcuno in cui oggi sono sfavoriti.
La regione con più distretti è quella che Kondik chiama "El Norte", dal nome di una delle undici culture regionali del Nordamerica descritte da Colin Woodard nel libro American Nations. Comprende undici distretti tra Arizona, California, Colorado, New Mexico e Texas, in un'area con una forte presenza di ispanici. Qui si vedrà quanto i democratici riusciranno a recuperare dopo lo scarso risultato di Kamala Harris tra gli elettori ispanici nel 2024. Nella regione pesano anche le due mappe ridisegnate più importanti del ciclo elettorale: quella repubblicana del Texas e quella democratica della California. Ai democratici servono 7 distretti su 11. Sei pendono già verso di loro.
Nel 34° distretto del Texas, a maggioranza ispanica e ridisegnato dai repubblicani, nel 2024 Donald Trump ha vinto con 10 punti di margine. Il Crystal Ball lo ha appena spostato da Toss-up a Leans Democratic: il deputato democratico Vicente Gonzalez è ora leggermente favorito. La scelta si basa soprattutto sull'attesa di un ritorno degli elettori ispanici del sud del Texas verso i democratici. I sondaggi nel distretto indicano però una sfida equilibrata: una recente rilevazione indipendente della Texas Southern University dà Gonzalez al 45 per cento e l'ex militare repubblicano Eric Flores al 42.
Tra New Jersey, New York e Pennsylvania orientale i distretti decisivi sono otto e ai democratici ne servono quattro. Qui ci sono due dei tre distretti in cui nel 2024 ha vinto Harris ma è stato eletto un deputato repubblicano: il 17° di New York di Mike Lawler e il 1° della Pennsylvania di Brian Fitzpatrick. Fitzpatrick resta leggermente favorito e sta conducendo una campagna molto aggressiva contro il democratico Bob Harvie, amministratore della contea di Bucks. Nelle tre sfide in bilico della Pennsylvania, contro i repubblicani Rob Bresnahan, Ryan Mackenzie e Scott Perry, i democratici dovrebbero fare almeno qualche progresso. I democratici Laura Gillen e Tom Suozzi rappresentano la contea di Nassau, amministrata da Bruce Blakeman, candidato repubblicano a governatore di New York, che potrebbe aiutare i loro sfidanti. Per Kondik però, se hanno vinto nel 2024, dovrebbero farcela anche quest'anno.
Ohio e Michigan hanno tre distretti decisivi ciascuno e ai democratici ne servono tre. In due sfide peserà molto la qualità dei candidati. In Ohio il repubblicano Max Miller cerca di salvare il seggio dopo le accuse di violenza domestica, in un distretto che non dovrebbe essere competitivo ma lo è. In Michigan William Lawrence, candidato democratico dell'ala più a sinistra del partito, sfida il repubblicano Tom Barrett in un distretto in bilico: in un anno come questo dovrebbe passare ai democratici, ma potrebbe non succedere.
Tra Iowa e Wisconsin ai democratici servono due distretti su quattro. Kondik chiama la regione "Driftless and Beyond", dalla Driftless Area (una zona soprattutto del sud-ovest del Wisconsin che nell'ultima era glaciale non fu coperta dai ghiacciai). Politicamente l'area si è allontanata dai democratici, che però nel 2018 avevano ancora tutti e quattro questi seggi, con confini diversi, prima di perderli tra il 2020 e il 2022. Con i confini attuali sono distretti abitati soprattutto da bianchi, che hanno votato due volte per Barack Obama e poi tre volte per Trump.
Virginia e North Carolina sono tra i primi stati a chiudere i seggi e il loro voto darà un primo indizio sulla notte elettorale. Anche qui ai democratici servono due distretti su quattro. Nel 2022 la vittoria senza troppe difficoltà di Abigail Spanberger, allora deputata democratica e oggi governatrice della Virginia, fu un buon segnale per il partito, che poi limitò le perdite alla Camera. Nel 2024 il margine democratico più basso del previsto nella contea di Loudoun anticipò invece la sconfitta di Harris. La sfida che i democratici devono quasi obbligatoriamente vincere è quella nel 2° distretto della Virginia, dove si ripete il confronto del 2022 tra la repubblicana Jen Kiggans e l'ex deputata democratica Elaine Luria.
Nell'ultima regione, che Kondik chiama "Floribama", ai democratici basta vincere uno dei quattro distretti in gioco tra Florida e Alabama. In Florida la mappa ridisegnata dai repubblicani punta a strappare ai democratici fino a quattro seggi. I deputati democratici Kathy Castor e Jared Moskowitz restano però in partita, anche se i loro distretti sono stati vinti da Trump con circa 10 punti di margine. I democratici potrebbero difendere anche il nuovo 22° distretto, nel sud della Florida, che per ora pende leggermente verso i repubblicani.
In Alabama il deputato democratico Shomari Figures difende un distretto ridisegnato dai repubblicani e vinto da Trump con 14 punti di margine, che il Crystal Ball ha appena spostato da Likely Republican a Leans Republican. Alcuni sondaggi diffusi dai democratici lo danno praticamente alla pari con il deputato statale repubblicano Rhett Marques. Kondik lo considera comunque sfavorito, perché i sondaggi interni resi pubblici tendono a premiare chi li diffonde, ma da deputato uscente dovrebbe ricevere l'aiuto del partito nazionale. In tutto il Sud l'affluenza degli afroamericani potrebbe essere relativamente alta, anche in risposta alla sentenza Callais della Corte Suprema, che ha permesso ai repubblicani di smantellare alcuni distretti democratici con molti elettori afroamericani. Tra questi c'era il vecchio distretto di Figures, anche se quello nuovo è ancora afroamericano per circa il 40 per cento.
Fuori dalle sei regioni la sfida più seguita è quella della democratica Marie Gluesenkamp Perez nel 3° distretto dello stato di Washington, che il Crystal Ball vede leggermente favorita e altri analisti a volte considerano in bilico. Restano fuori anche altri seggi che pendono verso i democratici, come il 2° distretto del Nebraska, oggi repubblicano e senza deputato uscente in corsa. Se i repubblicani ne vincessero qualcuno, andrebbero meglio del previsto. I democratici andrebbero invece oltre le attese vincendo qualche seggio considerato probabilmente repubblicano, come diversi distretti di Colorado e Florida. Tra questi c'è quello del democratico Darren Soto, ridisegnato in Florida e vinto da Trump con 18 punti di margine, che più avanti potrebbe diventare più competitivo.
Tutte queste valutazioni si basano ancora sulla nuova mappa del Missouri, che assegna ai repubblicani 7 seggi su 8. I repubblicani volevano usarla nonostante il referendum sulla mappa previsto a novembre, che di norma congela una legge fino al voto, ma la scorsa settimana la Corte Suprema del Missouri li ha fermati. Martedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di intervenire, riportando di fatto lo stato alla mappa del 2022 e del 2024, ma poi un tribunale federale di grado inferiore ha deciso che va usata quella nuova. Giovedì mattina la questione era ancora aperta. Se la nuova mappa venisse accantonata, i democratici guadagnerebbero un seggio: il distretto di Emanuel Cleaver passerebbe da sicuro per i repubblicani a sicuro per i democratici, mentre quello della repubblicana Ann Wagner diventerebbe solo probabilmente repubblicano.
Facendo i conti regione per regione, Kondik stima che i democratici possano arrivare tra circa 225 e 229 seggi. Si chiede però se la stima non sia troppo prudente. Il calcolo presuppone che i democratici non possano avanzare troppo nei distretti vinti da Trump con un margine a doppia cifra, mentre per i repubblicani ci sono molti segnali d'allarme, legati soprattutto al basso indice di approvazione del presidente e alle difficoltà che il partito al governo incontra di solito alle elezioni di metà mandato.
