Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Gli elettori poco interessati alla politica si sono spostati verso i Dem
Photo by Jesse Paul / Unsplash
Sondaggi 23 min di lettura

Gli elettori poco interessati alla politica si sono spostati verso i Dem

Nel 2024 avevano dato a Trump 13 punti di vantaggio, oggi preferiscono i Dem di 2. Chi non ha votato due anni fa ma è deciso a farlo martedì è nettamente democratico.

Gli elettori che seguono poco la politica, quelli che due anni fa hanno dato la vittoria a Donald Trump, si sono spostati verso i democratici più di qualsiasi altro gruppo. Nel 2024 il presidente li aveva conquistati con 13 punti di vantaggio su Kamala Harris. Oggi, tra quelli che probabilmente andranno a votare alle midterm di martedì 3 novembre, i democratici sono avanti di 2 punti nel voto per il Congresso: uno spostamento di 15 punti in un gruppo che valeva circa un quarto dell'elettorato del 2024. La metà più coinvolta degli elettori, nello stesso periodo, si è spostata di appena 4 punti.

Sono i risultati di un'analisi del sondaggista G. Elliott Morris, pubblicata sulla sua newsletter Strength In Numbers. Morris ha usato due sondaggi nazionali: uno su 5.240 adulti condotto tra il 5 e il 29 ottobre da Wave Polling and Research, l'istituto che dirige, e uno su 2.028 adulti realizzato tra il 13 e il 19 ottobre con la società di sondaggi Verasight. Per misurare il coinvolgimento ha considerato quattro criteri: dire che si voterà di sicuro, avere più del 50 per cento di probabilità di votare secondo un modello basato sulle midterm passate, seguire le notizie politiche almeno una volta al giorno e rispondere correttamente a due semplici domande sulla politica. Chi non soddisfa almeno due di questi criteri è considerato un elettore poco coinvolto.

Nei dati di Morris, Harris aveva vinto di circa 3 punti tra i tre quarti più coinvolti degli elettori del 2024. Trump però aveva vinto di 13 punti nel quarto meno coinvolto e tanto è bastato. Secondo Morris questi elettori non avevano scelto il movimento MAGA: avevano votato contro il partito al governo in un periodo di prezzi alti. Ora però al governo ci sono Trump e i repubblicani.

Verso il voto del 3 novembre
Gli elettori poco coinvolti, decisivi per Trump nel 2024, ora preferiscono i democratici
Chi segue poco la politica si è spostato verso i democratici più di qualsiasi altro gruppo. Lo mostra l'analisi del sondaggista G. Elliott Morris su due sondaggi nazionali di ottobre.
Dal 2024 a oggi
Tre gruppi che nel 2024 preferivano Trump sono passati dall'altra parte
Ogni punto va dal vantaggio di Trump nel 2024 alle intenzioni di voto di oggi per il Congresso. Oltre la linea tratteggiata, il gruppo preferisce i democratici.
2024, presidenziali Oggi, voto per il Congresso
Elettori poco coinvolti: da Trump +13 nel 2024 a democratici +2 oggi, uno spostamento di 15 punti. Chi non ha votato nel 2024: da Trump +4 a democratici +20 (+32 pesando la probabilità di voto). Elettori meno informati: da Trump +8 a democratici +12, uno spostamento di 19 punti.
← Repubblicani avantiDemocratici avanti →
Margini in punti percentuali. La linea tratteggiata pesa i non votanti per la probabilità di andare alle urne.
Il confronto
La metà più coinvolta degli elettori si è spostata di appena 4 punti
Spostamento verso i democratici rispetto al 2024, in punti.
Metà più coinvolta: 4 punti. Elettori poco coinvolti: 15. Elettori meno informati: 19. Chi non ha votato nel 2024: 24.
Il punto
Secondo Morris, nel 2024 questi elettori non hanno scelto il trumpismo: hanno votato contro il partito al governo mentre i prezzi erano alti. Ora al governo ci sono Trump e i repubblicani.
Gli elettori di Trump
Dentro la coalizione di Trump
Gli elettori di Trump poco coinvolti approvano molto meno il suo operato
Quote tra chi ha votato Trump nel 2024; le approvazioni escludono chi non sa rispondere. A destra, la distanza dei poco coinvolti dai più coinvolti.
Più coinvolti Poco coinvolti
Approvano l'operato di Trump: 86% dei più coinvolti, 63% dei poco coinvolti. Approvano la gestione di prezzi e inflazione: 66% e 35%. Vogliono un Congresso che aiuti il presidente: 80% e 48%. Si sono pentiti del voto del 2024: 10% e 21%.
Il problema per i repubblicani
Nella coalizione di Trump gli elettori poco coinvolti pesano di più
Tre elettori di Trump su dieci sono poco coinvolti, contro meno di uno su cinque tra gli elettori di Harris.
Tra gli elettori di Trump poco coinvolti, più di uno su cinque dice che martedì resterà a casa o voterà democratico. Tra i più coinvolti lo dice il 5%.
Chi non ha votato
Chi non ha votato nel 2024
Tra i non votanti, i vicini ai democratici sono più decisi ad andare alle urne
Vicini ai democratici Vicini ai repubblicani
Dice che voterà di sicuro: 34% dei vicini ai democratici, 20% dei vicini ai repubblicani. Dà alla propria motivazione un voto di 10 su 10: 25% e 8%.
Più sono decisi a votare, più scelgono i democratici
Vantaggio democratico tra chi non ha votato nel 2024, secondo l'intenzione di andare alle urne. Sondaggio Wave, circa 800 non votanti.
Voteranno di sicuro: democratici +48 (72% contro 24%). Probabilmente voteranno: +15. Incerti o non voteranno: +12.
La barra sottile indica il margine di errore: circa 15 punti tra chi dice che voterà di sicuro, un gruppo di circa 160 intervistati.
Il voto anticipato in North Carolina va nella stessa direzione
Quota dei democratici registrati sui voti anticipati dei due partiti espressi da chi non aveva votato nel 2022, a metà ottobre.
2022: 58,0%. 2026: 74,6%.
A Houston, in Texas, i democratici che nel 2022 non avevano votato partecipano al voto anticipato con un tasso di 10 punti più alto rispetto ai repubblicani nella stessa situazione.
Quanto ne sanno
Conoscenza della politica
Chi conosce meno la politica si è spostato di più verso i democratici
Spostamento verso i democratici rispetto al voto del 2024, in punti, secondo le risposte a domande su quale partito controlla il Congresso.
Sondaggio di ottobre Sondaggio Wave
Meno informati: 19 punti nel sondaggio di ottobre, 15 nel sondaggio Wave. Più informati: 7 e 3.
Tra gli elettori di Trump che non sanno chi controlla il Congresso, quasi uno su tre vuole votare democratico
Quota di elettori di Trump del 2024 che vuole votare un democratico per la Camera.
Sondaggio di ottobre Sondaggio Wave
Sbagliano entrambe le domande: 30% (sondaggio Wave: 32%). Rispondono bene a entrambe: 6% (4%).
FonteG. Elliott Morris, Strength In Numbers (30 ottobre 2026): sondaggio Wave Polling and Research su 5.240 adulti (5-29 ottobre) e sondaggio di ottobre Strength In Numbers/Verasight su 2.028 adulti (13-19 ottobre). Voto 2024 dei non votanti: Pew Research Center, studio sugli elettori verificati.
MetodoÈ poco coinvolto chi non soddisfa almeno due di quattro criteri: dire che voterà di sicuro, avere più del 50% di probabilità di votare secondo un modello basato sulle midterm passate, seguire la politica almeno una volta al giorno, rispondere bene a due domande sulla politica.
NotaI margini sono arrotondati; gli spostamenti sono quelli calcolati da Morris e possono differire di un punto dalla differenza tra i margini mostrati. Le persone meno coinvolte rispondono meno ai sondaggi: tra tutti i non votanti il margine di errore è di circa 7 punti nel sondaggio Wave e 9 in quello di ottobre.

Lo spostamento più forte riguarda gli americani che nel 2024 non hanno votato affatto. Due anni fa preferivano Trump, 44 per cento contro 40, secondo lo studio sugli elettori verificati del Pew Research Center, uno dei principali istituti di ricerca demografica e sociale degli Stati Uniti. Oggi preferiscono i democratici per la Camera con 20 punti di vantaggio (21 nel sondaggio Wave, 18 in quello con Verasight). Se si pesano in base alla probabilità che ciascuno vada davvero a votare, il vantaggio democratico sale a 32 punti.

I cambiamenti maggiori tra gli elettori poco coinvolti arrivano dagli stessi elettori di Trump. Escludendo chi non sa rispondere, l'86 per cento dei suoi elettori più coinvolti approva il suo operato, contro il 63 per cento di quelli poco coinvolti. Sui prezzi e sull'inflazione la distanza è ancora più ampia: approva il 66 per cento dei più coinvolti e appena il 35 per cento dei meno coinvolti. Nel sondaggio di ottobre il 21 per cento degli elettori di Trump poco coinvolti dice di essersi pentito del voto del 2024, circa il doppio rispetto ai più coinvolti (10 per cento).

Gli elettori di Trump poco coinvolti si dividono a metà, 52 contro 48 per cento, tra chi vuole un Congresso che faccia da contrappeso al presidente e chi ne vuole uno che lo aiuti ad approvare il suo programma. Tra i più coinvolti l'80 per cento vuole un Congresso che lo aiuti. Per i repubblicani è un problema serio: 3 elettori di Trump su 10 sono poco coinvolti, contro meno di uno su cinque tra quelli di Harris. Più di uno su cinque tra gli elettori di Trump poco coinvolti dice che martedì resterà a casa o voterà democratico, contro il 5 per cento dei più coinvolti.

La maggior parte di chi non ha votato nel 2024 non andrà alle urne nemmeno alle midterm, ma tra chi lo farà i democratici hanno un vantaggio. Il 34 per cento dei non votanti vicini ai democratici dice che voterà di sicuro, contro il 20 per cento di quelli vicini ai repubblicani. Il 25 per cento dei primi dà alla propria motivazione un voto di 10 su 10, contro l'8 per cento dei secondi: un rapporto di tre a uno.

Chi non vota di solito tende a sopravvalutare la propria probabilità di andare alle urne. Nella Cooperative Election Study del 2022, una grande indagine accademica che verifica la partecipazione degli intervistati sulle liste elettorali, meno della metà (47 per cento) di chi aveva saltato il voto del 2020 e diceva che avrebbe votato di sicuro alle midterm lo ha fatto davvero. Repubblicani e democratici però sopravvalutavano in modo simile: hanno votato il 45 e il 44 per cento di chi lo aveva promesso. Per questo, secondo Morris, una differenza tra i partiti in chi dice di voler votare si traduce probabilmente in una differenza in chi vota davvero.

I non votanti più decisi ad andare alle urne sono anche i più democratici. Nel campione Wave, che comprende circa 800 persone che non hanno votato nel 2024, i democratici sono avanti di 48 punti, 72 a 24 per cento, tra chi dice che voterà di sicuro. Il vantaggio scende a 15 punti tra chi dice che probabilmente voterà e a 12 tra chi è incerto o pensa di non votare, gruppo in cui quasi un terzo è indeciso. Tra i non votanti sicuri di votare che scelgono un partito, il 75 per cento sceglie i democratici. È una quota molto vicina a quella dei democratici registrati tra chi ha già votato in anticipo in North Carolina senza aver votato nel 2022: 74,6 per cento, contro il 58 per cento nello stesso momento del 2022. Morris avverte che il confronto non è perfetto, perché un dato riguarda le intenzioni di voto nazionali e l'altro l'iscrizione a un partito in un solo Stato. Anche a Houston, in Texas, i democratici che nel 2022 non avevano votato stanno partecipando al voto anticipato con un tasso di 10 punti più alto rispetto ai repubblicani nella stessa situazione. Nel sondaggio Wave il 43 per cento dei non votanti che seguono la politica più volte al giorno dice che voterà di sicuro, contro il 4 per cento di chi non la segue quasi mai.

Nel sondaggio di ottobre gli elettori del 2024 che sbagliano almeno una delle due domande su quale partito controlla il Congresso avevano votato Trump con 8 punti di vantaggio, mentre ora preferiscono i democratici per la Camera di 12 punti: uno spostamento di 19 punti, contro i 7 di chi risponde correttamente a entrambe. Il sondaggio Wave, con domande diverse, trova uno spostamento di 15 punti tra i meno informati e di 3 tra i più informati. Il 30 per cento degli elettori di Trump che sbagliano entrambe le domande vuole votare un democratico per la Camera, contro il 6 per cento di chi le indovina entrambe; nel sondaggio Wave le quote sono 32 e 4 per cento. Chi non risponde correttamente a nessuna delle due domande si è spostato di 26 punti verso i democratici, chi risponde bene a entrambe di 5.

Secondo il modello di Morris, il quinto di adulti con la probabilità di votare più alta si è spostato di un solo punto verso i democratici rispetto al 2024, mentre il penultimo quinto si è spostato di 14. Chi dice che probabilmente voterà si è spostato di 14 punti, il doppio di chi dice che voterà di sicuro.

I dati hanno però un limite importante: le persone meno coinvolte sono anche le meno disposte a rispondere ai sondaggi. Il margine di errore sul vantaggio democratico tra tutti i non votanti è di circa 7 punti nel sondaggio Wave e di 9 in quello di ottobre. Tra i circa 160 non votanti che dicono di voler votare di sicuro (circa 80 nel sondaggio di ottobre) sale a circa 15 punti nel sondaggio Wave e a 19 nell'altro.

Alcuni istituti stabiliscono chi è un probabile elettore in base alla partecipazione alle elezioni passate, un criterio che esclude gran parte degli elettori democratici descritti da Morris. Se i non votanti vicini ai democratici andranno alle urne nella misura che dichiarano, quei sondaggi potrebbero non intercettarli. Tra gli esperti americani prevale comunque l'idea che i sondaggi favorevoli ai democratici siano affidabili. In queste settimane Trump sembra mobilitare più gli avversari che i propri sostenitori.

Per Morris lo spostamento degli elettori poco coinvolti mostra che la vittoria di Trump nel 2024 non era un successo del trumpismo, ma la reazione prevedibile contro il partito al governo dopo un periodo di inflazione alta. Gli elettori che gli hanno dato il potere si sono allontanati da lui con un'intensità tre volte superiore a quella dei più coinvolti. Gli americani che non hanno votato nel 2024 ma intendono farlo quest'anno sono più democratici perfino degli elettori più attenti alla politica.

Condividi
Lorenzo Ruffino
Autore

Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.