Alla Casa Bianca si è diffuso un clima cupo a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, in cui i repubblicani rischiano di perdere il controllo di entrambe le camere del Congresso. Lo ha raccontato il New York Times, che ha raccolto le testimonianze di 16 funzionari ed ex funzionari dell'amministrazione e di alleati del presidente Donald Trump. Negli ultimi mesi la Casa Bianca è stata scossa da un ricambio continuo del personale, dalle tensioni tra le correnti interne e dall'ansia per quello che succederebbe se i repubblicani perdessero la maggioranza al Congresso.
Il presidente si è chiuso in un gruppo sempre più ristretto di fedelissimi. La più vicina è Natalie Harp, un'assistente di 35 anni che nelle ultime settimane ha lasciato la sua scrivania fuori dallo Studio Ovale per lavorare nella sala da pranzo privata di Trump, accanto all'ufficio. È la stanza in cui il presidente guarda la televisione, telefona e sfoglia pile di articoli stampati e documenti che occupano quasi tutto lo spazio. Quando non è lì, Harp siede alle spalle del presidente mentre lavora alla sua scrivania.
L'altro fedelissimo è Bill Pulte, direttore della Federal Housing Finance Agency, l'agenzia federale che vigila sul settore dei mutui per la casa. Pulte produce immagini e meme generati con l'intelligenza artificiale che finiscono sui social del presidente e prepara anche dei cartelloni: di recente ne ha realizzato uno con il senatore repubblicano dell'Ohio Jon Husted, di cui Trump aveva elogiato il fondoschiena, che il presidente ha poi esibito a bordo dell'Air Force One, l'aereo presidenziale. Durante i viaggi verso i comizi Pulte entra spesso nella cabina di Trump per mostrargli meme, cartelloni e documenti sul mercato dei mutui. Un funzionario dell'amministrazione lo ha paragonato a un giullare di corte.
In vista del voto Trump si nutre di articoli lusinghieri, video che mettono in cattiva luce i suoi avversari, foto in cui appare al meglio e quella che un funzionario ha chiamato "A.I. slop", cioè contenuti scadenti prodotti con l'intelligenza artificiale. Il presidente ha liquidato i sondaggi che mostrano la sua impopolarità e reagisce con rabbia e incredulità agli articoli critici, che lo fanno precipitare nel malumore.
Lo scorso fine settimana Trump si è messo davanti al programma del comico Bill Maher per vedere l'intervista a Karoline Leavitt, sua ex portavoce e collaboratrice di fiducia che ha lasciato l'incarico ad agosto. Si è però infuriato per il monologo di apertura, in cui Maher ha parlato dei rapporti tra il presidente e Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali, e ha ricordato una cena cordiale avuta alla Casa Bianca a ottobre con una battuta: "Non avrei potuto essere trattato meglio nemmeno se fossi stato russo". Sull'Air Force One Trump ha dettato a Harp un post di circa 1.300 parole, pubblicato su Truth Social domenica sera, poco dopo il rientro alla Casa Bianca. "Non sei trasformativo, sei un perdente! Non ho mai guardato molto il tuo show, ma non lo guarderò mai più", ha scritto.
Molti candidati repubblicani impegnati in sfide combattute hanno cercato di prendere le distanze dalle politiche del presidente, dal suo comportamento e dalle accuse di aver usato l'amministrazione per favorire interessi personali. Alcuni consiglieri politici e gruppi repubblicani esterni hanno avvertito lo staff della Casa Bianca che i comizi di Trump negli stati in bilico con le sfide più incerte potrebbero fare più danni che benefici. I consiglieri del presidente conoscono questi timori ma li hanno in gran parte ignorati: come Trump, sono convinti che debba essere lui il centro della campagna. La strategia è concentrarsi sugli stati repubblicani e spingere l'affluenza.
Trump è convinto che il suo peso nel Partito Repubblicano basti a compensare un clima politico sfavorevole e vuole trasformare le midterm in un referendum su sé stesso. A ottobre ha tenuto comizi quasi ogni giorno e anche questa settimana ne ha in programma in tutto il paese, compreso uno in Ohio mercoledì. Nei suoi interventi c'è stato spazio per alcuni dei messaggi sull'economia che i repubblicani speravano di sentire, ma sono stati spesso oscurati dalle proteste, dai commenti del presidente sul fisico maschile e dai suoi sfoghi contro i democratici. Tra questi c'è Barack Obama, che aveva detto che le dorature con cui Trump ha ristrutturato la Casa Bianca sembravano "un Cheesecake Factory aperto da Saddam Hussein". Lunedì, durante un comizio in Mississippi, il presidente ha risposto che la Cheesecake Factory (una catena di ristoranti) "è un'azienda di grande successo".
Trump si lamenta spesso, in privato e in pubblico, di quanto stia lavorando. "Mi sto facendo il culo. Fareste meglio ad andare a votare", ha detto all'inizio del mese in un comizio in Tennessee. Leavitt ha detto a Maher che il presidente "ha un modo tutto suo di sfidare la storia". Parlando con i suoi alleati Trump si è vantato delle folle ai suoi comizi e ha fatto notare che il vicepresidente JD Vance, considerato il favorito per la candidatura repubblicana nel 2028, non attira molte persone agli eventi in cui è lui l'ospite principale. La Casa Bianca ha difeso il vicepresidente: "Donald Trump è la persona che lavora di più nel paese, seguito da JD Vance", ha detto la portavoce Danielle Alvarez.
Per diversi funzionari che lavoravano alla Casa Bianca tra il 2017 e il 2021, le ultime settimane ricordano il primo mandato, segnato da incarichi brevi e burrascosi e da continue lotte interne. Verso la fine di quel mandato Trump faticava a governare durante la pandemia, attaccava tutti mentre crollava nei sondaggi e poi diffuse tra i suoi sostenitori la falsa tesi delle elezioni del 2020 truccate, fino all'assalto al Congresso del 6 gennaio. Questa volta però è tornato al potere con la volontà di vendicarsi e con una squadra di fedelissimi rimasti con lui negli anni in cui era isolato politicamente. Ha ordinato al dipartimento di Giustizia una campagna di ritorsioni contro chi considera suoi nemici. Ha avviato una stretta federale contro gli immigrati irregolari che ha coinvolto anche cittadini americani e in alcuni casi ha portato a scontri mortali. Ha continuato a ignorare le norme etiche che regolano la presidenza.
Con le midterm Trump vuole dimostrare di avere ancora una base elettorale solida ed evitare i controlli e i limiti che porterebbe un Congresso a maggioranza democratica, dove i Dem stanno già preparando le loro indagini. I consiglieri vicini alla Casa Bianca si preparano a perdere almeno la Camera e si aspettano che, a seconda del risultato, il presidente cambi la sua squadra, come hanno fatto in passato altri presidenti dopo elezioni difficili.
Una scelta del presidente ha già creato molto imbarazzo. In autunno Trump aveva voluto come nuova portavoce Katie Zacharia, una commentatrice televisiva: frustrato dalla lentezza nella ricerca di un sostituto per Leavitt, aveva visto alcuni suoi interventi in tv e l'aveva nominata prima che si concludessero le verifiche formali. Zacharia non aveva alleati interni e non veniva invitata alle riunioni quotidiane dello staff convocate da Susie Wiles, la capa di gabinetto che coordina il lavoro della Casa Bianca. Dopo un debutto difficile in sala stampa è stata licenziata dopo appena cinque giorni.
Alcuni osservatori hanno letto quella nomina come un segno del calo di influenza di Wiles, al punto che hanno cominciato a circolare i nomi di possibili successori. Trump ha smentito di essere insoddisfatto di lei o di volerla sostituire. "Susie è qui", ha detto ai giornalisti all'inizio del mese, "e resterà qui per molto tempo".
