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I Dem vogliono i messaggi di Trump con l'intelligenza artificiale
Joyce N. Boghosian, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Politica interna 2 min di lettura

I Dem vogliono i messaggi di Trump con l'intelligenza artificiale

Raskin e Garcia vogliono capire se l'assistente di Musk abbia influenzato le scelte della Casa Bianca, a partire dall'attacco al Venezuela. È un'anteprima delle indagini dopo le midterm

I due principali deputati democratici delle commissioni Giustizia e Vigilanza della Camera hanno chiesto al presidente Donald Trump di conservare tutte le sue conversazioni con i chatbot di intelligenza artificiale. Vogliono capire se Grok, l'assistente sviluppato dall'azienda di Elon Musk, abbia avuto un ruolo nelle decisioni della Casa Bianca. La richiesta è contenuta in una lettera indirizzata al presidente e ottenuta da Politico.

A firmarla sono Jamie Raskin, deputato del Maryland, e Robert Garcia, deputato della California. Raskin è il democratico più alto in grado nella commissione Giustizia, Garcia in quella di Vigilanza, l'organo della Camera che ha il compito di controllare l'operato del governo federale e delle sue agenzie. Oggi i democratici sono in minoranza alla Camera. Se però riconquisteranno la maggioranza alle elezioni di midterm della prossima settimana, Raskin dovrebbe diventare presidente della commissione Giustizia e Garcia di quella di Vigilanza. La lettera è quindi un'anteprima di quello che potrebbe succedere dopo il voto e si aggiunge alle altre indagini che i democratici stanno preparando in vista di una vittoria.

Raskin e Garcia chiedono al presidente di conservare "any prompts", cioè qualunque domanda o istruzione scritta ai chatbot, insieme alle risposte ricevute. La richiesta non riguarda solo Grok ma anche ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic. Vale per tutte le conversazioni avvenute mentre Trump svolgeva i suoi compiti "costituzionali, previsti dalla legge o comunque ufficiali o cerimoniali". I due deputati vogliono anche un incontro informativo sul tema con la Casa Bianca entro le 17 dell'11 novembre, ora di Washington (le 23 in Italia).

La lettera nasce da un articolo del Time, secondo cui Trump aveva chiesto a Grok consigli su come svolgere alcuni dei suoi compiti da presidente. Tra le altre cose, gli aveva chiesto di prevedere come avrebbero reagito i venezuelani alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Nella lettera Raskin e Garcia ricordano che poche settimane dopo Trump ha ordinato all'esercito americano di attaccare il Venezuela e di catturare Maduro, senza l'autorizzazione del Congresso.

Il punto che i democratici vogliono chiarire è se un assistente di intelligenza artificiale, sviluppato da un'azienda privata che fa capo a Musk, abbia contribuito a orientare le scelte politiche della Casa Bianca, compresa una decisione militare presa senza il voto del Congresso. Conservare le conversazioni del presidente con i chatbot è la condizione per poterle esaminare in un'eventuale indagine, se dopo il 3 novembre i democratici avranno la maggioranza alla Camera.

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