Il governatore repubblicano dell'Alaska, Mike Dunleavy, ha lasciato intendere che potrebbe non trasmettere al Senato il certificato del risultato delle elezioni se a vincere dovesse essere la candidata democratica Mary Peltola. Durante un'intervista a NewsNation, giovedì 29 ottobre, gli è stato chiesto se avrebbe certificato una sua vittoria anche con le indagini ancora in corso sul presunto reclutamento di un candidato omonimo del senatore repubblicano uscente, Dan Sullivan. Dunleavy non ha dato garanzie a questo proposito.
In Alaska la certificazione del risultato passa per due firme: il risultato lo certifica inizialmente la direttrice della Divisione elettorale dello Stato, e successivamente il governatore invia al Senato un proprio certificato. Dunleavy controlla direttamente soltanto il secondo passaggio, ma trattenere quel certificato potrebbe nondimeno ostacolare l'insediamento di Peltola al Senato.
"Indagheremo. Rispetteremo la legge", ha risposto il governatore, aggiungendo che eventuali condotte illegali "potrebbero di fatto incidere sull'insediamento di qualcuno al Senato degli Stati Uniti". Dunleavy ha spiegato che occorrerà confrontarsi con i vertici del Senato e raccogliere altri elementi prima di decidere "se mandare qualcuno oppure no" a Washington a rappresentare l'Alaska. Incalzato sul motivo per cui non rispondesse con un sì netto, ha dichiarato: "Ci assicureremo di non mandare qualcuno che ha vinto truffando a Washington". Peltola nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.
Le indagini sul candidato omonimo di Sullivan
Il caso nasce da un'inchiesta del New York Times, secondo cui alcuni collaboratori di Peltola avrebbero contribuito a reclutare un altro Dan Sullivan per sottrarre voti al senatore uscente, facendo leva sulla confusione tra i due nomi. Dopo la pubblicazione dell'inchiesta, mercoledì 28 ottobre il presidente Donald Trump ha accusato i democratici e la campagna di Peltola di frode e spergiuro, mentre giovedì James Comer, deputato repubblicano del Kentucky e presidente della Commissione Vigilanza della Camera, ha aperto un'indagine sulle accuse.
Il governatore Dunleavy ha a sua volta incaricato il Dipartimento di Pubblica Sicurezza dell'Alaska di accertare se il reclutamento abbia violato la legge statale. Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha invece avviato un'azione legale per ottenere un rinvio della certificazione in un caso preciso: se Sullivan perdesse, ma risultasse vincitore attribuendogli tutti i voti andati all'omonimo e rifacendo di conseguenza il conteggio delle preferenze. Trump ha dichiarato di aver ordinato personalmente l'iniziativa. La giudice federale Sharon Gleason sta esaminando il ricorso con procedura accelerata, mentre lo stesso Stato dell'Alaska ne ha chiesto il rigetto, definendolo "privo di ogni base giuridica".
Il Dipartimento della Giustizia ha inoltre emesso diversi mandati di comparizione nell'ambito dell'indagine penale sul presunto coinvolgimento della campagna di Peltola e il vicepresidente JD Vance ha accusato il comitato elettorale della candidata democratica di cercare di "rubare un seggio al Senato agli elettori dell'Alaska".
La replica di Peltola e il cambio di governatore
Giovedì sera è arrivata la risposta della campagna democratica. "La minaccia di Dunleavy di ribaltare la volontà degli elettori dell'Alaska incarna ciò che gli abitanti dello Stato detestano della politica di parte e spiega perché lui sia il governatore meno popolare di tutto il Paese", ha dichiarato in una nota un portavoce del comitato "Alaskans for Mary".
"Mary non si farà intimidire da Dunleavy, da Sullivan o dai loro alleati di Washington, che cercano di rubare questa elezione agli abitanti dell'Alaska prima ancora che i voti siano conteggiati", ha aggiunto. Secondo il portavoce, Peltola vincerà le elezioni grazie alla sua proposta di soluzioni per contrastare le "politiche di Sullivan che fanno salire i prezzi".
Il mandato di Dunleavy come governatore scade il 7 dicembre, meno di due settimane dopo la data che lo Stato ha indicato come target per la certificazione dei risultati. Nei sondaggi per la successione è in testa il candidato democratico Jonathan Kreiss-Tomkins: un'eventuale controversia sulla certificazione potrebbe quindi protrarsi oltre l'insediamento della nuova amministrazione.
