Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Leone XIV è il primo Pontefice in carica a votare in un'elezione americana
Papa Leone XIV saluta i fedeli durante la visita all'abbazia di Santa Maria de Montserrat, in Catalogna, il 10 giugno 2026. Credito: Sergio López Prieto / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0.
Elezioni 3 min di lettura

Leone XIV è il primo Pontefice in carica a votare in un'elezione americana

Il Vaticano conferma che il pontefice nato a Chicago ha votato alle elezioni di metà mandato, senza rivelare per chi. La notizia arriva proprio mentre Trump continua ad attaccare il voto per corrispondenza.

Papa Leone XIV ha votato per corrispondenza alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Lo ha confermato oggi la Santa Sede, senza ovviamente rivelare per chi abbia votato. Nato a Chicago con il nome di Robert Francis Prevost, Leone XIV è il primo Pontefice della storia a partecipare a un'elezione statunitense. Secondo Axios, potrebbe anche essere il primo papa in assoluto ad aver votato in un'elezione al di fuori della Chiesa.

Come riferisce Vatican News, la Sala Stampa vaticana ha spiegato che Leone ha sempre esercitato il diritto di voto come cittadino statunitense quando ne aveva i requisiti e che, "in continuità con questa lunga pratica di partecipazione civica", ha inviato la propria scheda a Chicago. La nota sottolinea inoltre la convinzione del Pontefice che partecipare ai processi democratici sia un diritto e un dovere dei cittadini. Il Vaticano ha ricordato che Prevost, diventato cittadino peruviano durante gli anni trascorsi nel Paese come missionario e vescovo, ha votato anche in Perù.

La scheda per il voto via posta era stata richiesta il 3 ottobre. L'emittente radiofonica WJOL di Joliet lo aveva rivelato per la prima volta il 23 ottobre ed il Chicago Sun-Times aveva poi riportato la conferma di Kim Fladhammer, capo di gabinetto dell'ufficio del cancelliere della contea di Will: "Robert Francis Prevost" figurava effettivamente nell'elenco degli elettori che avevano chiesto di votare per posta. Il Pontefice risulta iscritto nelle liste elettorali a un indirizzo di New Lenox, circa 66 km a sud-ovest di Chicago. La sua scheda è destinata all'ufficio elettorale della contea, a Joliet.

Le sfide sulla scheda e i precedenti

Tra le competizioni per cui Leone XIV ha potuto esprimere il proprio voto ci sono la corsa del governatore democratico dell'Illinois JB Pritzker per la rielezione, quella per il seggio al Senato lasciato da Dick Durbin e la sfida per la Camera tra il deputato democratico Jonathan Jackson, figlio del defunto reverendo Jesse Jackson, e il rivale repubblicano Christian Maxwell. Nel 2024 Jackson aveva vinto nel suo distretto con un ampio margine.

Prima di diventare Papa, Prevost aveva partecipato sia alle primarie democratiche sia a quelle repubblicane. Secondo il Sun-Times, aveva votato alle primarie democratiche del 2008 e del 2010 e a quelle repubblicane del 2012, 2014 e 2016, oltre che alle elezioni generali del 2012, 2014, 2018 e 2024. Non aveva invece partecipato alle primarie dell'Illinois dello scorso marzo. Nello Stato gli elettori non si registrano come appartenenti a un partito e, a ogni tornata, possono scegliere liberamente a quale primaria partecipare.

Le tensioni con Trump

L'annuncio arriva nel pieno di una campagna elettorale molto tesa, dopo che il presidente Donald Trump ha più volte messo in dubbio l'affidabilità del voto per posta. I rapporti tra il presidente e il Pontefice sono, inoltre, a dir poco difficili da mesi. Il 12 aprile, su Truth Social, Trump aveva definito Leone XIV come "terribile in politica estera" e "debole sul crimine". Nelle settimane precedenti, il Papa aveva ripetutamente condannato la guerra in Iran e invitato chi vi si opponeva a contattare i propri rappresentanti al Congresso per dire: "Non vogliamo la guerra, vogliamo la pace". Sulla guerra e sul trattamento degli immigrati, Leone XIV si è scontrato anche con il vicepresidente JD Vance, di fede cattolica.

Considerato più moderato del predecessore Francesco nei toni con cui affronta temi come l'immigrazione, Leone ha comunque definito "disumane" le operazioni dell'ICE, l'agenzia federale responsabile dei controlli sull'immigrazione all'interno degli Stati Uniti. Ha inoltre condannato chi invoca il nome di Dio per giustificare la guerra, dopo che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva fatto ricorso ad argomenti religiosi per sostenerla.

Mercoledì il Pontefice ha incontrato alcuni attivisti dell'area di Chicago che assistono gli immigrati nel centro dell'ICE di Broadview, in Illinois, mentre è ancora in convalescenza dopo l'intervento del 13 ottobre al Policlinico Gemelli, durante il quale gli è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro a causa di un tumore. È stato dimesso dall'ospedale il 17 ottobre.

Condividi
Redazione
Autore

Redazione

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.