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Wall Street presenta il conto alle Big Tech che spendono miliardi sull’IA
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Economia 27 min di lettura

Wall Street presenta il conto alle Big Tech che spendono miliardi sull’IA

Il Nasdaq chiude il peggior mese da marzo 2025, con Intel che crolla del 29%. Amazon, Google, Microsoft e Meta prevedono una spesa complessiva per l'IA di oltre 720 miliardi di dollari quest’anno.

Le vendite dei titoli legati all’intelligenza artificiale si sono intensificate oggi, nell’ultima seduta di ottobre. Gli investitori temono che le ingenti spese delle grandi aziende tecnologiche, sempre più finanziate a debito, non generino guadagni sufficienti a giustificare prezzi azionari così elevati. Il Nasdaq, l’indice a forte componente tecnologica, ha chiuso in calo del 2,86%, registrando la peggiore seduta da giugno e scendendo a circa l’8% sotto il recente massimo. L’S&P 500 ha perso l’1,82% e il Dow Jones l’1,09%. In una sola giornata, il settore tecnologico ha bruciato oltre mille miliardi di dollari di valore in Borsa.

Intel ha perso quasi il 29%, il peggior calo giornaliero da oltre cinquant’anni, dopo aver annunciato previsioni sui ricavi e sugli utili dell’ultimo trimestre dell’anno inferiori alle attese. L’azienda ha segnalato un rallentamento delle vendite di computer, frenate dal forte rincaro dei chip di memoria, la cui domanda è alimentata dal boom dell’IA. "Nel breve periodo dobbiamo affrontare difficoltà produttive, carenze nelle forniture, una crisi senza precedenti nel settore delle memorie e il conseguente calo della domanda di PC", ha detto agli investitori l’amministratore delegato Lip-Bu Tan.

Il crollo ha ridotto di oltre 15 miliardi di dollari il valore complessivo delle quote detenute da due dei maggiori azionisti di Intel: il governo americano e Nvidia. La partecipazione del governo vale comunque ancora il 280% in più rispetto alla somma investita per acquistarla. Le vendite hanno colpito l’intero settore dei semiconduttori. AMD ha perso quasi l’11%, Qualcomm, Arm e Marvell circa il 10%, Nvidia il 4% e Broadcom il 5%. Sandisk ha ceduto il 13%, nonostante risultati trimestrali superiori alle attese. L’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha così chiuso in calo del 7,2%.

Sotto pressione anche le cosiddette neocloud, società fortemente indebitate che costruiscono e affittano alle aziende di intelligenza artificiale le infrastrutture informatiche necessarie per sviluppare e far funzionare i loro modelli. Nel mese di ottobre, CoreWeave ha perso il 37% e Nebius quasi il 35%.

Secondo il Financial Times, inoltre, Blackstone avrebbe comunicato ai propri investitori che Anthropic potrebbe ottenere dalle agenzie di rating un giudizio sul debito inferiore alla soglia dell’investment grade, che identifica gli emittenti ritenuti più affidabili nel rimborso. Le obbligazioni al di sotto di questa soglia sono considerate speculative e comportano un rischio maggiore per chi le acquista. All’inizio della settimana, Anthropic aveva depositato i documenti per la sua quotazione in Borsa.

Wall Street e intelligenza artificiale
I colossi della tecnologia bruciano cassa per l’IA, e Wall Street presenta il conto
Nell’ultima seduta di ottobre il Nasdaq ha perso il 2,86%, la peggior giornata da giugno, e il settore tecnologico ha bruciato oltre mille miliardi di dollari in Borsa. Gli investitori temono che le spese per l’intelligenza artificiale, sempre più finanziate a debito, non rendano abbastanza.
Venerdì 30 ottobre, la seduta di Wall Street
Intel
−28,6%
Settore tecnologico
1.000mld $
Il calo peggiore dal 1974
Oltre mille miliardi in un giorno
Quanto hanno perso indici e titoli nella seduta
Intel ha perso più del doppio di Sandisk, il secondo peggiore tra questi titoli, e dieci volte il Nasdaq. Per far entrare la barra di Intel nel grafico, la scala è stata raddoppiata.
Che cosa spaventa gli investitori
Tre colossi su quattro spendono in investimenti più di quanto incassano
Cassa prodotta dalle attività e investimenti nel trimestre luglio–settembre, in miliardi di dollari. Quando gli investimenti superano la cassa, il livello scende sotto lo zero.
Oltre720
miliardi di dollari: quanto spenderanno nel 2026 Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta in data center e altri investimenti. Circa il triplo di due anni fa.
Cassa che resta Cassa assorbita dagli investimenti Cassa che manca
In cima a ogni colonna la cassa prodotta, accanto al livello il saldo. Tocca una colonna per i dettagli.
Saldo = cassa delle attività operative meno investimenti, secondo la definizione di ciascun gruppo (cassa libera). Microsoft: investimenti in contanti, che con i leasing salgono a 45,2 miliardi. Amazon: al netto di vendite e incentivi. I totali possono non tornare per gli arrotondamenti.
Per pagare la corsa all’IA i colossi chiedono soldi al mercato
Tre operazioni annunciate questa settimana, in miliardi di dollari. L’area di ogni quadrato è proporzionale alla somma.
Somma raccolta Ordini ricevuti da Microsoft
Meta: aumento di capitale fino a 95 miliardi (35 con offerte pubbliche, fino a 60 con vendite progressive). SpaceX: finanziamento da 40 miliardi per i chip. Microsoft: obbligazioni per almeno 25 miliardi, con ordini per oltre 100.
E gli impegni già firmati valgono molto di più
Affitti e altri obblighi contrattuali futuri indicati dai gruppi, in miliardi di dollari.
Alphabet: oltre 1.000 miliardi. Meta: circa 825 miliardi.
A ottobre i capitali sono usciti dall’IA e sono andati verso i settori difensivi
Variazione di ottobre, in percentuale. Nove degli undici settori dell’S&P 500 hanno chiuso il mese in rialzo.
Energia oltre +11%; servizi di pubblica utilità e beni di consumo di base oltre +9%; servizi di comunicazione quasi −14%. CoreWeave −37%; Nebius quasi −35%.
Il rendimento del Treasury decennale è tornato sotto il 5% dopo il picco del 5,36% del 7 ottobre, il più alto dal 2002: tassi più bassi favoriscono utility e beni di consumo di base.
Il petrolio è salito del 57% dall’inizio della guerra con l’Iran
Prezzo del Brent, in dollari al barile. Il rincaro ha spinto l’energia, il settore migliore del mese.
Il punto
«Si spende adesso e gran parte del ritorno arriverà fra anni»
David Tsui, analista del credito di S&P Global Ratings, al New York Times
FonteReuters, CNBC e CNN per le chiusure del 30 ottobre; bilanci trimestrali di Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon (luglio–settembre 2026); New York Times, Financial Times, EPFR Global.
NotaIl valore bruciato dal settore tecnologico è una stima riportata dalla stampa. Semiconduttori: indice di Philadelphia.

Investimenti record, ma la liquidità non basta più

Nelle ultime due settimane Amazon, Microsoft, Alphabet, la società madre di Google, e Meta hanno indicato che quest'anno spenderanno complessivamente oltre 720 miliardi di dollari in centri di elaborazione dati e altri investimenti: circa il triplo rispetto a due anni fa. Tutte prevedono di spendere ancora di più nel 2027. Sono somme tanto ingenti che il boom dell'intelligenza artificiale contribuisce in misura rilevante alla tenuta dell'economia americana.

Secondo il New York Times, però, per la maggior parte di questi gruppi gli investimenti assorbono ormai più liquidità di quanta ne generino le attività operative. Per tutti tranne Microsoft il flusso di cassa libero, cioè la liquidità che resta dopo le spese della gestione corrente e gli investimenti, è diventato negativo. Per finanziare questa espansione, le aziende ricorrono così a prestiti, emettono obbligazioni e, in alcuni casi, vendono nuove azioni. Lunedì Meta ha annunciato un piano per raccogliere fino a 95 miliardi di dollari con il più grande aumento di capitale della sua storia: circa 35 miliardi attraverso offerte pubbliche e fino ad altri 60 miliardi con vendite progressive sul mercato.

Lo stesso giorno SpaceX ha comunicato di aver ottenuto un finanziamento da 40 miliardi di dollari per assicurarsi chip specializzati. L'operazione prevede che una società veicolo gestita dal fondo Apollo acquisti le apparecchiature e le conceda a SpaceX in leasing per circa cinque anni. Oracle e SpaceX hanno aumentato spesa e debito al punto che i loro investimenti si avvicinano a quelli di concorrenti molto più grandi.

"Si spende adesso e gran parte del ritorno arriverà fra anni", ha detto al Times David Tsui, analista del credito nel settore tecnologico di S&P Global Ratings, che prevede ancora diversi anni di incertezza. Le aziende tecnologiche sono impegnate in "una sfida per le quote di mercato da cui dipende la loro sopravvivenza" e sono "disposte a perdere soldi pur di diventare il fornitore dominante di un mercato che pensiamo varrà migliaia di miliardi di dollari", ha spiegato al quotidiano Will Sommer, economista della società di ricerca Gartner.

La pubblicazione dei risultati trimestrali ha penalizzato in Borsa quasi tutti i cosiddetti hyperscaler, vale a dire i grandi gruppi che guidano la costruzione delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Alphabet ha registrato per il secondo trimestre consecutivo un flusso di cassa libero negativo. I ricavi dei servizi cloud sono più che raddoppiati, ma quelli della ricerca online, principale fonte di liquidità del gruppo, hanno deluso le attese, alimentando il timore che i chatbot erodano il mercato pubblicitario.

Gli investimenti di Alphabet sono più che raddoppiati, raggiungendo i 51 miliardi di dollari nel trimestre, e il gruppo ha indicato impegni futuri per oltre mille miliardi fra affitti e altri obblighi contrattuali. Giovedì il titolo ha perso il 12,6%, nella peggiore seduta della sua storia: un crollo che ha cancellato circa 500 miliardi di dollari di capitalizzazione e portato il bilancio da inizio anno in territorio negativo. Venerdì ha ceduto un altro 1,4%. Dal picco di maggio ha perso circa il 30%, entrando in bear market, espressione che indica una discesa di almeno il 20% rispetto al massimo recente.

Meta ha perso il 7% la settimana scorsa, dopo aver comunicato un flusso di cassa libero negativo per la prima volta da poco dopo la quotazione del 2012. Il gruppo ha inoltre indicato impegni futuri per oltre 800 miliardi di dollari, circa 825 secondo Reuters. "Vogliamo assicurarci di aver costruito una capacità di calcolo sufficiente a servire quello che pensiamo sarà più di un miliardo di persone", ha detto agli investitori l'amministratore delegato Mark Zuckerberg, che punta a fare di Muse, l'agente personale di intelligenza artificiale del gruppo, una fonte rilevante di ricavi e profitti. Anche i titoli di Meta e Oracle sono in bear market.

Amazon ha invece chiuso il trimestre con ricavi per 201,9 miliardi di dollari, in crescita del 12% rispetto a un anno prima, e un utile in lieve calo a 20,7 miliardi: entrambi i risultati sono stati leggermente inferiori alle attese. I ricavi dei servizi cloud sono aumentati del 39%, a 46 miliardi, il ritmo più sostenuto in quasi cinque anni, mentre la pubblicità ha deluso. Gli investimenti hanno superato i 75 miliardi, più del doppio rispetto a un anno prima, su un totale previsto per il 2026 di circa 220 miliardi. Il flusso di cassa libero degli ultimi dodici mesi è sceso a −42,4 miliardi.

L'amministratore delegato Andy Jassy ha detto che Amazon installa un chip per l'intelligenza artificiale ogni 14 secondi circa e che "i clienti assorbono la nuova capacità di calcolo quasi alla stessa velocità con cui la installiamo". Nel 2027, ha aggiunto, l'azienda prevede di spendere "sensibilmente di più". Giovedì sera, nelle contrattazioni successive alla chiusura di Wall Street, il titolo era arrivato a perdere il 10%; venerdì ha però recuperato gran parte del ribasso, chiudendo a −1,4%.

Microsoft rappresenta l'unica eccezione. I ricavi trimestrali sono cresciuti del 19%, a 92,3 miliardi di dollari, e gli utili del 32%, a 36,6 miliardi. I ricavi di Azure, la piattaforma del gruppo per i servizi cloud e di intelligenza artificiale, sono aumentati del 48%, a circa 33,2 miliardi. Gli investimenti sono saliti del 30%, a 45,2 miliardi, meno dei 50 miliardi attesi, anche a causa dei ritardi di alcuni fornitori. L'azienda prevede di mantenere un flusso di cassa libero positivo almeno fino alla prossima estate.

Eppure il titolo ha chiuso lo stesso in lieve calo giovedì, quando Microsoft ha annunciato un'emissione obbligazionaria da almeno 25 miliardi di dollari, la prima negli Stati Uniti dal 2017. Secondo Reuters, l'offerta ha raccolto ordini per oltre 100 miliardi. "L'asticella degli utili è molto alta", ha detto al Times Chris Galipeau, economista del Franklin Templeton Institute. "Abbiamo visto cosa succede quando le aziende non la superano".

Gli investitori cercano riparo in altri settori

Il resto del mercato ha retto meglio. Venerdì gli investitori hanno spostato parte dei capitali verso settori difensivi, come i beni di consumo di base e la sanità. Walmart e Coca-Cola sono salite di oltre l'1%, mentre Exxon Mobil e Chevron hanno toccato i massimi storici dopo aver pubblicato risultati trimestrali con utili in forte crescita. In ottobre il settore dei servizi di comunicazione, su cui pesano Alphabet e Meta, ha perso quasi il 14%. Nove degli undici settori dell'S&P 500 hanno invece chiuso il mese in rialzo e, secondo EPFR Global, i fondi azionari statunitensi hanno registrato afflussi per circa 60 miliardi di dollari.

Il settore energetico ha guadagnato oltre l'11%, sostenuto dal rincaro del petrolio. Oggi il Brent è arrivato a 113 dollari al barile, contro poco più di 102 a fine settembre e circa 72 prima dell'inizio della guerra con l'Iran, a fine febbraio. Le società dei servizi di pubblica utilità e quelle dei beni di consumo di base, le cui quotazioni sono sensibili all'andamento dei tassi, sono salite di oltre il 9%. A favorirle ha contribuito la discesa del rendimento dei titoli di Stato americani decennali, tornato questa settimana sotto il 5% dopo aver raggiunto il 5,36% il 12 ottobre, il livello più alto dal 2002.

"Gli investitori stanno spostando parte del capitale investito nell'IA verso settori più difensivi, in attesa di vedere come andrà a finire", ha detto al Times Malik Ahmed Khan, analista di Morningstar. "Ci sono rischi reali per l'economia e il mercato se ne sta accorgendo", ha dichiarato alla CNBC Keith Buchanan, gestore di portafoglio di Globalt. Sullo sfondo restano le incertezze legate alle elezioni di metà mandato di martedì e alla guerra con l'Iran. Un'eventuale accelerazione dell'inflazione potrebbe inoltre riportare in rialzo i rendimenti obbligazionari, aumentando i costi di finanziamento e frenando anche l'espansione dell'intelligenza artificiale.

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