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I prezzi crescono meno che con Biden, ma la benzina affonda Trump nei sondaggi
Patrick Witty, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Economia 25 min di lettura

I prezzi crescono meno che con Biden, ma la benzina affonda Trump nei sondaggi

Dal suo secondo insediamento i prezzi sono saliti del 5,4%, contro oltre il 20% del mandato di Biden, ma benzina, caffè e giocattoli sono rincarati molto di più. E il 73% degli elettori boccia il presidente sul prezzo del carburante.

Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, il 20 gennaio 2025, i prezzi negli Stati Uniti sono aumentati del 5,4%, contro oltre il 20% accumulato nei 4 anni della presidenza di Joe Biden. L’inflazione procede in maniera decisamente più lenta, ma gli elettori sembrano lo stesso intenzionati a punire il presidente come avevano punito il suo predecessore. Secondo un’analisi di Yahoo Finance, a pesare sono soprattutto alcuni rincari particolarmente evidenti, legati alla guerra in Iran e ai dazi. È il caso, ad esempio, della benzina e del gasolio da riscaldamento, aumentati di oltre il 30% da marzo, dopo l’inizio del conflitto e la chiusura dello Stretto di Hormuz.

Nessun altro tema mette attualmente Trump in difficoltà quanto il prezzo del carburante. Nell'ultimo sondaggio New York Times/Siena, condotto tra il 12 e il 19 ottobre su 3.494 elettori, il 73% disapprova il suo operato sui prezzi della benzina e soltanto il 24% lo approva: è il risultato peggiore tra tutti i temi esaminati. Il malcontento supera ampiamente i confini dell’elettorato democratico: esprimono un giudizio negativo il 77% degli indipendenti, il 42% dei repubblicani e il 43% di chi ha votato Trump nel 2024.

Il 75% degli elettori giudica le condizioni dell’economia mediocri o pessime e una netta maggioranza attribuisce a Trump la responsabilità della situazione. Nella stessa rilevazione, l’approvazione complessiva del presidente è al 34% tra gli elettori registrati e al 36% tra quelli considerati probabili votanti delle elezioni di metà mandato. Secondo Nate Cohn, responsabile dell’analisi politica del New York Times, il 34% è il livello più basso registrato da un presidente alla vigilia delle elezioni di metà mandato dai tempi di Harry Truman, nel 1946.

Benzina e midterm
Con Trump la benzina costa ormai quanto con Biden, e gli elettori presentano il conto
La guerra in Iran ha fatto salire il prezzo alla pompa del 40% in un anno. A ventuno mesi dall’insediamento, la media del secondo mandato ha raggiunto quella di Biden, e sul carburante Trump incassa il giudizio peggiore.
Prezzo medio di un gallone di benzina normale negli Stati Uniti
Il prezzo di oggi supera il picco toccato con Obama nel maggio 2011 e resta sotto il record di giugno 2022, con Biden. Valori a prezzi correnti, senza correzione per l’inflazione.
Quattro anni contro ventuno mesi
La benzina del secondo mandato costa in media quanto quella di Biden
Prezzo medio mensile di un gallone di benzina normale, in dollari. Le linee tratteggiate indicano la media di ciascun mandato. Tocca o passa sul grafico per leggere i valori.
Prezzo mensileMedia del mandato
Media del mandato di Biden: 3,455 dollari al gallone. Media del secondo mandato di Trump: 3,449 dollari.
La causa
La guerra ha chiuso lo Stretto di Hormuz, la via del petrolio del Golfo
Dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele del 28 febbraio, l’Iran ha bloccato il passaggio delle petroliere.
IranArabia SauditaEmiratiOmanGolfo PersicoGolfo di OmanStretto di Hormuz
20%del petrolio consumato nel mondo passava dallo stretto prima della guerra
+46%il prezzo della benzina negli Stati Uniti tra la settimana prima della guerra e il 19 ottobre
Il paradosso dell’inflazione
Nel complesso i prezzi corrono meno che con Biden, ma alcuni rincari si vedono di più
Variazione dell’indice dei prezzi al consumo dall’inizio di ciascun mandato.
Prezzi al consumo: +21,4% nei quattro anni di Biden, +6,1% nei primi venti mesi di Trump. Caffè quasi +23%, giocattoli +7,8%, uova −3,82% al mese in media.
Indice CPI-U: gennaio 2021–gennaio 2025 per Biden, gennaio 2025–settembre 2026 per Trump.
Lo scontrino del secondo mandatoPrezzi che gli elettori notano di più
Il conto alle urne
Sui prezzi della benzina tre elettori su quattro bocciano Trump
Giudizio sull’operato del presidente sui prezzi della benzina: è il tema su cui va peggio.
24%Approva
73%Disapprova
In grigio chi non si esprime.
Disapprovano il 77% degli indipendenti, il 42% dei repubblicani e il 43% di chi ha votato Trump nel 2024. L’approvazione complessiva del presidente è al 34% tra gli elettori registrati, il livello più basso alla vigilia di un voto di metà mandato dal 1946.
Disapprovano anche fuori dall’elettorato democratico
34%
Fonte AAA (prezzi del 25 ottobre 2026 e 2025, record e picchi giornalieri); EIA, prezzo medio mensile della benzina normale (ottobre 2026: media delle settimane fino al 19); Yahoo Finance su dati EIA (medie dei mandati) e BLS (caffè, giocattoli, uova); BLS, indice CPI-U; IEA (quota di petrolio dallo Stretto di Hormuz); sondaggio New York Times/Siena, 12–19 ottobre 2026, 3.494 elettori. Mappa: Natural Earth. Prezzi correnti, non corretti per l’inflazione.

"Stiamo facendo una fortuna"

Il presidente, intanto, afferma di interessarsi poco dei prezzi del carburante e rivendica invece i guadagni ottenuti dal settore energetico. Sabato 24 ottobre, durante un comizio a Perry, in Georgia, ha sostenuto che il settore petrolifero e del gas statunitense stia incassando "centinaia di miliardi di dollari per quello che è successo in Medio Oriente", perché gli acquirenti "vengono in Texas, in Oklahoma e in Louisiana e si comprano il nostro petrolio".

Trump ha raccontato che i suoi collaboratori gli avevano consigliato di non parlare dei guadagni legati al caro petrolio, mentre gli americani pagano di più per il carburante. Ha detto di immaginare già i titoli dei giornali, pronti ad accusarlo di vantare quegli introiti mentre la popolazione è in difficoltà. “Ma io ho detto: non me ne frega niente, lo dico lo stesso. Stiamo guadagnando un sacco”, ha aggiunto. Il presidente rivendica questi guadagni da settimane, in una serie di comizi quasi quotidiani. Già il 14 ottobre, in Arizona, aveva affermato che, grazie al caro petrolio, il Paese stava guadagnando “più soldi che mai”.

Trump ha anche sostenuto che oggi gli americani stiano oggi pagando la benzina meno che durante le presidenze di Biden e Barack Obama. Ma secondo l’American Automobile Association (AAA), il 25 ottobre un gallone di benzina normale, circa 3,8 litri, costava in media 4,29 dollari: circa venti centesimi in meno rispetto a un mese prima, ma 1,23 dollari in più rispetto a un anno prima, quando il prezzo era di 3,06 dollari. L’aumento è di circa il 40%. Il livello attuale supera il picco di circa 3,98 dollari raggiunto nel maggio 2011, durante la presidenza Obama, pur restando sotto il record di 5,02 dollari toccato con Biden nel giugno 2022. Il gasolio costa invece circa 6,35 dollari al gallone, dopo aver stabilito a settembre il massimo storico. Sono tutti confronti a prezzi correnti, senza correzione per l’inflazione.

Il prezzo medio della benzina durante il secondo mandato di Trump è ormai quasi uguale a quello registrato nei quattro anni della presidenza Biden. Secondo i calcoli di Yahoo Finance, basati sui dati dell’Energy Information Administration, l’agenzia federale che raccoglie le statistiche sull’energia, dal 20 gennaio 2025 la benzina è costata in media 3,449 dollari al gallone, contro i 3,455 dollari del mandato di Biden. In campagna elettorale, Trump aveva invece promesso in quasi ogni discorso di portare il prezzo a 2 dollari al gallone e di mettere fine all’inflazione.

“Congratulazioni alle grandi compagnie petrolifere per la loro presidenza di grande successo e di profitti record”, ha scritto con sarcasmo il governatore democratico della California, Gavin Newsom, commentando questi dati. La senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren ha ricordato che Trump “aveva promesso di abbassare i costi dal primo giorno”, ma invece “ha cominciato una guerra che ha fatto salire i prezzi di tutto, dalla benzina alla spesa”.

Caffè, giocattoli e uova

Gli altri rincari che pesano sul giudizio degli elettori riguardano soprattutto i prodotti colpiti dai dazi. Nel secondo mandato di Trump il prezzo del caffè è aumentato di quasi il 23%. Sul rincaro hanno inciso le tariffe doganali, molte delle quali sono state eliminate alla fine del 2025, dopo le proteste dei consumatori. I giocattoli, che durante la presidenza Biden erano scesi di prezzo del 4,6%, sono rincarati del 7,8%. Anche le calzature hanno registrato rapidi aumenti per effetto dei dazi sulle importazioni dalla Cina e da altri paesi asiatici. "Forse i bambini avranno due bambole invece di trenta. E forse le due bambole costeranno un paio di dollari in più del normale", aveva ammesso Trump il 30 aprile 2025.

Altri prezzi si sono mossi nella direzione opposta. Secondo l’analisi di Yahoo Finance, le uova, rincarate in media del 2,57% al mese durante la presidenza Biden, nel secondo mandato di Trump sono scese in media del 3,82% al mese. I dazi restano comunque fortemente impopolari: nella media dei sondaggi raccolti dal Silver Bulletin, il 62,7% degli americani disapprova la gestione del commercio e dei dazi da parte del presidente, mentre il 32,8% la approva.

Negli ultimi giorni la Casa Bianca ha annunciato misure per far fronte al rincaro dei carburanti. Il 19 ottobre Trump ha promesso 8 miliardi di dollari di aiuti agli agricoltori per l’acquisto di gasolio. Giovedì 22 ottobre ha annunciato anche il ricorso al Defense Production Act, una legge del 1950 che permette al presidente di sostenere la produzione di beni ritenuti essenziali per la sicurezza nazionale. Trump continua inoltre a promettere che i prezzi scenderanno con la fine della guerra. Nei giorni scorsi ha accusato l’Iran di fare “tutto il possibile per far salire il prezzo del petrolio prima delle elezioni di metà mandato”.

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