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Trump esalta l'eccezionalismo americano al Mount Rushmore per i 250 anni degli Stati Uniti
Daniel Torok, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Politica interna 3 min di lettura

Trump esalta l'eccezionalismo americano al Mount Rushmore per i 250 anni degli Stati Uniti

Alla vigilia dei 250 anni dell'indipendenza il presidente ha esaltato l'eccezionalismo americano e ha descritto gli avversari come una minaccia comunista, con lo sguardo alle elezioni di novembre

Donald Trump ha celebrato la vigilia dei 250 anni dell'indipendenza degli Stati Uniti con un discorso a Mount Rushmore, il monumento nazionale del South Dakota dove sono scolpiti nel granito i volti di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. Il presidente ha descritto gli Stati Uniti come la nazione di maggior successo mai esistita nella storia e allo stesso tempo ha definito i suoi avversari politici comunisti "senza Dio" e "malvagi". Il discorso è durato circa mezz'ora ed è iniziato poco dopo le 23 di venerdì sulla costa est degli Stati Uniti (le 5 del mattino di sabato in Italia), prima dei fuochi d'artificio sopra il monumento.

Trump ha definito il comunismo "la più grande minaccia per il nostro paese, incluse la Prima guerra mondiale, la Seconda guerra mondiale, Pearl Harbor o persino l'11 settembre" e "l'esatto opposto della vita, della libertà e della ricerca della felicità: è morte, tirannia e ricerca del male". Ha avvertito che nel paese c'è "una recrudescenza della minaccia comunista", alimentata anche da "nuovi arrivati nel nostro paese che abbracciano idee totalmente opposte al nostro stile di vita e al nostro grande successo". Poi ha posto un'alternativa secca: "Potete essere fedeli a Karl Marx o potete essere fedeli all'America. Potete essere comunisti o potete essere patrioti. Non potete essere entrambe le cose". In chiusura ha detto che "il Partito Comunista è fatto di immigrati irregolari, criminali e di tutti quelli che non vogliono lavorare" e ha promesso che "l'America non sarà mai un paese comunista".

Da settimane Trump usa l'etichetta di comunista contro diversi candidati democratici in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, in cui i repubblicani partono sfavoriti almeno alla Camera. L'attacco punta soprattutto all'ala socialista-democratica del Partito Democratico, che sta crescendo nelle primarie e trova ascolto tra gli elettori progressisti. Sulle elezioni Trump ha detto: "Possiamo perdere le elezioni di metà mandato solo se ci permettiamo di perderle, se siamo sciocchi, stupidi e imprudenti". Ha chiesto al Congresso di approvare il SAVE America Act, la legge da lui voluta che imporrebbe regole più severe di identificazione degli elettori rendendo più difficile votare, e di abolire il filibuster, la regola che al Senato richiede una maggioranza di 60 voti su 100 per approvare la maggior parte delle leggi. Se il Congresso farà queste due cose, ha detto, "non perderemo un'elezione per 100 anni".

"L'identità di una nazione è il destino di una nazione", ha detto Trump nella prima parte del discorso, quella dedicata all'eccezionalismo americano: gli Stati Uniti sono "la repubblica più antica della terra", con "il popolo più libero della terra" e la Costituzione "più giusta e duratura". Secondo il presidente negli ultimi anni c'è stato "un tentativo innegabile" di cambiare il carattere del paese, di "alienarci dalla nostra storia" e di "rendere impossibile persino rispondere alla domanda: cosa significa essere americano". Sull'appartenenza alla nazione ha detto: "Non dovete essere nati qui, ma dovete amare ciò che abbiamo costruito, dovete amare il nostro paese".

Trump aveva già parlato a Mount Rushmore esattamente sei anni prima, il 3 luglio 2020, alla fine del suo primo mandato, mentre il paese era attraversato dalla pandemia e dalle proteste seguite alla morte di George Floyd. Allora aveva messo in guardia da un "nuovo fascismo di estrema sinistra". Sei anni dopo, dallo stesso palco, il nemico ideologico è cambiato.

Una tempesta con fulmini e grandine grande come palline da ping pong ha colpito il monumento poche ore prima del discorso, costringendo gli spettatori a ripararsi e fermando il programma per oltre due ore. Prima di atterrare Trump ha sorvolato due volte Mount Rushmore con il nuovo Air Force One, il Boeing 747 regalato dal governo del Qatar e valutato circa 400 milioni di dollari. I fuochi d'artificio erano i primi al monumento da sei anni: sul terreno federale sono in gran parte sospesi dal 2009 per il rischio di incendi e Trump li aveva già riportati, tra le critiche, nel 2020. L'evento è stato organizzato da Freedom 250, l'organizzazione creata dall'amministrazione per le celebrazioni dell'anniversario.

Alla vigilia della visita la Casa Bianca ha rilanciato l'idea di aggiungere il volto di Trump al monumento. "Non ci sarebbe aggiunta migliore all'iconico Mount Rushmore del 45° e 47° presidente degli Stati Uniti, Donald Trump", ha detto al Washington Post la portavoce Taylor Rogers. Cinque settimane fa il presidente ha pubblicato sul suo social Truth Social fotomontaggi del proprio volto accanto ai quattro presidenti. I responsabili del monumento sostengono però da anni che sulla montagna non c'è più roccia scolpibile e nel discorso Trump non ha toccato l'argomento.

Sabato il presidente parlerà di nuovo a Washington, sul National Mall, prima di uno spettacolo pirotecnico da record con più di 850.000 fuochi d'artificio. In chiusura del discorso a Mount Rushmore ha guardato proprio alle celebrazioni del 4 luglio: "Questo non è una fine, è solo l'inizio dell'età dell'oro dell'America".

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Lorenzo Ruffino
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Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

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