Un deputato repubblicano statale del Texas intende presentare una proposta di legge che stabilisca che cosa possa essere considerato una religione, con l'obiettivo dichiarato di escludere l'Islam dalla definizione. "Una delle prime cose che proveremo a fare è definire che cosa sia una religione", ha dichiarato al New York Times Alan Schoolcraft, rappresentante delle contee di Guadalupe e Gonzales, a est di San Antonio. Schoolcraft intende depositare il testo durante la sessione legislativa che si aprirà nel gennaio 2027. "L'Islam non è solo una religione. È molto più di una religione."
La nuova proposta arriva dopo mesi di iniziative delle istituzioni texane contro organizzazioni e progetti islamici. Il governatore Greg Abbott e il Procuratore Generale Ken Paxton, oggi candidato repubblicano al Senato, hanno aperto indagini su istituzioni musulmane in tutto lo Stato, cercato di bloccare un progetto immobiliare a est di Dallas e avviato accertamenti su un servizio di consulenza religiosa per i divorzi. Abbott ha persino minacciato di revocare i finanziamenti statali all'aeroporto di Dallas-Fort Worth, che progettava di installare postazioni per le abluzioni rituali dei passeggeri musulmani: il giorno successivo l'aeroporto ha rinunciato all'iniziativa.
Il governatore ha inoltre minacciato di sottrarre 530.000 dollari di contributi alla città di Grand Prairie per una festa privata in un parco acquatico organizzata in occasione di una ricorrenza islamica, poi cancellata dall'Amministrazione comunale. Abbott ha infine designato a livello statale i Fratelli Musulmani e il Council on American-Islamic Relations (CAIR), associazione nazionale per i diritti civili, come organizzazioni terroristiche straniere. La classificazione impedisce loro di acquistare terreni in Texas e non è stata adottata a livello federale nemmeno dall'Amministrazione di Donald Trump. Lo scorso dicembre la Florida di Ron DeSantis ha preso un provvedimento analogo.
Il punto di svolta è arrivato all'inizio del 2025, quando i membri dell'East Plano Islamic Center hanno presentato il progetto di un complesso residenziale costruito attorno a una nuova moschea, su terreni agricoli a est di Dallas. L'opposizione delle autorità statali a guida repubblicana è stata immediata e durissima: Paxton ha citato in giudizio il centro islamico e la società incaricata dello sviluppo per presunte violazioni delle norme sui titoli finanziari, Abbott ha ordinato ai Texas Rangers di indagare e ha dichiarato bloccata la costruzione.
Nello stesso periodo, i parlamentari texani hanno ampliato la presenza del cristianesimo nella vita pubblica dello Stato. A giugno il Consiglio Statale dell'Istruzione ha approvato un canone di letture obbligatorie dal kindergarten all'ultimo anno delle superiori che comprende una decina di passi della Bibbia: è il primo programma di questo tipo negli Stati Uniti. Una altra legge impone inoltre l'affissione dei Dieci Comandamenti nelle aule delle scuole pubbliche, mentre un'altra consente ai singoli distretti di istituire un momento quotidiano, a partecipazione volontaria, per la preghiera e la lettura della Bibbia o di altri testi religiosi.
Il Texas vuole decidere che cosa è una religione
A gennaio un deputato repubblicano depositerà una proposta di legge per stabilire che cosa possa essere considerato una religione, con l’obiettivo dichiarato di escludere l’Islam. I musulmani sono tra l’1 e il 2 per cento dei residenti dello Stato.
«L’Islam non è solo una religione. È molto più di una religione»
Alan Schoolcraft, deputato repubblicano alla Camera del Texas e cofondatore dello Sharia-Free Caucus, al New York Times
Le moschee non riempiono nemmeno un riquadro
Nelle quattro contee più popolose dell’area di Dallas-Fort Worth, la principale destinazione dei migranti musulmani, ogni riquadro qui sotto vale cento luoghi di culto. Le moschee censite nel 2020 ne riempiono meno di uno.
La griglia rappresenta le 76 moschee e tremila congregazioni evangeliche, la cifra minima indicata dai conteggi disponibili. Dati riferiti al 2020.
Lo stesso istituto, un trattamento diverso
Alcuni esponenti repubblicani sostengono che i musulmani vogliano costruire un sistema giudiziario parallelo e indicano l’Islamic Tribunal, una piccola organizzazione di Dallas fondata dieci anni fa. I suoi legali rispondono che quel tipo di guida religiosa è protetto dal Primo Emendamento esattamente come quello offerto da altre confessioni.
«Non siamo una corte»
Taher El-Badawi, fondatore dell’Islamic Tribunal. Il confronto con le altre confessioni è quello proposto dai legali dell’organizzazione.
Dopo otto anni di pausa, tutto in due anni
Sull’asse ogni tappa è alla sua data reale. Tocca un punto per leggere che cosa è successo.
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«È un modo per vincere la battaglia sulla libertà religiosa prima ancora che cominci, escludendo per definizione l’altra parte dalla categoria»
Asma T. Uddin, avvocata specializzata in libertà religiosa. Nel 2010, in un caso analogo in Tennessee, il Dipartimento di Giustizia era intervenuto affermando che l’Islam è una religione a tutti gli effetti e una moschea un luogo di riunione religiosa.
Chi decide che cosa sia una religione
Alcuni esponenti repubblicani texani sostengono ora che i musulmani vogliano creare un sistema giudiziario parallelo e indicano come esempio una piccola organizzazione di Dallas fondata dieci anni fa, l'Islamic Tribunal. Il gruppo offre consulenza religiosa alle donne che chiedono il divorzio, comprese quelle coinvolte in matrimoni violenti. Paxton ha chiesto di esaminarne i documenti, mentre l'organizzazione replica di avere sempre operato come un organismo confessionale che fornisce indicazioni volontarie e non vincolanti.
Uno dei suoi avvocati sostiene che questa forma di guida religiosa sia protetta dal Primo Emendamento, come quelle offerte dai tribunali rabbinici ebraici o dai tribunali ecclesiastici cattolici. "Non siamo una corte", ha detto Taher El-Badawi, fondatore dell'organizzazione. Ma ridefinire l'islam come ideologia politica piuttosto che come religione, costituirebbe una strategia legislativa senza precedenti, ha dichiarato al New York Times Asma T. Uddin, avvocata specializzata in libertà religiosa. "È un modo per vincere la battaglia sulla libertà religiosa prima ancora che cominci, escludendo per definizione l'altra parte dalla categoria."
Nel corso degli anni i tribunali americani hanno evitato di formulare una definizione univoca di religione. Nel 2010 un gruppo di proprietari terrieri di Murfreesboro, in Tennessee, ha cercato di bloccare la costruzione di una moschea sostenendo che non avesse diritto al trattamento riservato ai luoghi di culto perché l'islam non sarebbe una religione. All'epoca il Dipartimento di Giustizia dell'Amministrazione Obama era intervenuto con un memo in cui affermava che "secondo la Costituzione e le altre leggi federali, l'Islam è chiaramente una religione e una moschea è chiaramente un luogo di riunione religiosa". Ma non è per nulla chiaro se il Dipartimento di Giustizia dell'attuale Amministrazione Trump sarebbe pronto ad assumere oggi la stessa posizione.
Intanto la popolazione musulmana del Texas resta ridotta, pari all'1-2% dei residenti. Le cifre precise sono difficili da ottenere perché il censimento non raccoglie informazioni sulla religione, ma i sondaggi del Pew Research Center e le stime delle autorità statali la collocano tra le 300.000 e le 500.000 persone. Tra gli Stati più popolosi, soltanto New York e Illinois registrano una quota di musulmani più alta. L'area metropolitana di Dallas-Fort Worth è stata la principale destinazione dei migranti di religione islamica.
Secondo i dati del censimento sull'immigrazione internazionale dai Paesi a maggioranza musulmana, il numero di residenti arrivati da quelle nazioni è passato da circa 79.000 a più di 159.000 nel 2024, aumentando a un ritmo cinque volte superiore a quello della popolazione complessiva. Nelle quattro contee più popolose dell'area, il numero di moschee è così quasi triplicato in vent'anni, passando da 28 a 76 nel 2020; nella contea di Collin, a nord di Dallas, è quadruplicato, da tre a dodici. Restano però numeri minuscoli rispetto alle oltre 3.000 congregazioni evangeliche presenti nelle stesse quattro contee.
Dalle aggressioni nei negozi alla Convention repubblicana
Negli ultimi mesi in Texas si sono verificati diversi episodi di ostilità contro la comunità musulmana. L’11 aprile, al nuovo Ismaili Center di Houston, il primo centro ismailita degli Stati Uniti, un uomo di 29 anni avrebbe rivolto frasi offensive a un volontario e minacciato più volte di tornare per "uccidere tutti i musulmani e gli ebrei". Arrestato a maggio, è stato incriminato per il reato texano di minaccia terroristica, e successivamente rimesso in libertà dietro una cauzione di 30.000 dollari. L’uomo ha ammesso di essere stato nel centro, ma ha negato di aver pronunciato minacce di morte.
A Conroe, invece, una donna ha detto ad alcuni clienti musulmani di un supermercato che non erano "benvenuti in questo Stato né in questo Paese". Ha perso il lavoro, ma dopo la diffusione del video ha raccolto quasi 250.000 dollari in donazioni dai suoi sostenitori. A McKinney, un sobborgo di Dallas, un’altra donna ha invece afferrato un ex sindaco durante un’udienza del Consiglio comunale sull’ampliamento di una moschea e gli ha infilato nella camicia un foglio con un messaggio contro l’Islam.
Non meraviglia quindi che alla Convention statale del Partito Repubblicano texano, a giugno, quasi ogni intervento contenesse espressioni di ostilità verso i musulmani. Il contrasto alla sharia, l'insieme dei principi religiosi e giuridici dell'Islam, è stato indicato tra le priorità legislative della destra repubblicana. Nella sala espositiva aveva uno stand lo Sharia-Free Caucus, il nuovo gruppo parlamentare della Camera del Texas co-fondato da Schoolcraft. L'influencer anti-musulmana Amy Mekelburg ha mostrato un video in cui sosteneva che i ristoranti di barbecue texani stessero venendo sostituiti da "centri commerciali arabi", nell'ambito di una "campagna di conquista" coordinata.
Dall'inizio dello scorso anno, hanno raccontato alcuni consulenti repubblicani, per molti elettori conservatori l'Islam ha persino preso il posto del confine con il Messico come principale motivo di preoccupazione. "Non avrò pace finché ogni musulmano non se ne sarà andato da questo Stato", ha scritto sui social quest'estate Bo French, candidato repubblicano alla Railroad Commission, l'autorità che, nonostante il nome, regola il settore petrolifero e del gas in Texas.
L'attenzione verso l'Islam era comunque già emersa durante la prima campagna presidenziale di Trump. Nel 2015 la sindaca di Irving, Beth Van Duyne, ottenne visibilità nazionale attaccando la sharia e oggi siede al Congresso. Due anni dopo i repubblicani texani approvarono una prima legge presentata come una misura contro la sharia, parte di un'ondata di proposte promosse dal Center for Security Policy, un centro studi di Washington della destra radicale. In seguito il Partito Repubblicano ha concentrato la propria attenzione sull'immigrazione, sulla pandemia e sulle questioni di genere, mentre una parte dell'estrema destra ha continuato a diffondere il suo messaggio: per loro l'Islam non sarebbe una religione, ma un'ideologia politica terroristica da sradicare.
Alla fine di maggio circa 300 persone si sono riunite in un cinema di Dallas per assistere a un documentario presentato come una rivelazione sull'"effetto disastroso della diffusione dell'Islam in America". L'evento era sponsorizzato, tra gli altri, da un'organizzazione religiosa cristiana della zona, da un gruppo di conservatori ebrei e dalle sezioni del Partito Repubblicano di due contee texane. Il film descrive l'Islam come una forza capace di spostare a sinistra intere comunità e, allo stesso tempo, di minacciare la libertà delle donne. Come esempio del primo fenomeno cita l'elezione del sindaco di New York City di fede musulmana, Zohran Mamdani. "Il campo di battaglia è adesso e qui", ha detto durante l'evento Erick Stakelbeck, conduttore della Trinity Broadcasting Network.
Anthony Holm, consulente politico repubblicano, ha spiegato che i timori verso l'islam sono un'estensione delle paure degli elettori repubblicani per l'immigrazione irregolare e che questo aiuta a comprendere l'attivismo del governatore in questo ambito. "Qualunque cosa faccia è dettata dai sondaggi", ha detto a proposito di Abbott. Il governatore ha usato la designazione del CAIR come organizzazione terroristica anche per giustificare restrizioni nei confronti di altri gruppi islamici, mentre l'associazione sta contestando il provvedimento in tribunale. "Le ondate di islamofobia le conosciamo già", ha detto Shaimaa Zayan, della sezione di Austin del CAIR. "Ma questa è sicuramente la peggiore."
