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Perché i Repubblicani sono così attratti dal testosterone
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Società e Diritti 3 min di lettura

Perché i Repubblicani sono così attratti dal testosterone

Negli Stati dove si cerca di più il testosterone su Google Trump ha preso più voti. Per il 39 per cento dei repubblicani aumentarlo negli uomini è un bene

Negli Stati in cui si cercano di più su Google gli integratori per aumentare il testosterone, Donald Trump ha preso molti più voti. La correlazione tra le due cose è molto alta (0,85 su una scala che va da -1 a 1) e le ricerche sul testosterone bastano da sole a spiegare oltre il 70 per cento delle differenze tra uno Stato e l'altro nel voto per il presidente alle elezioni del 2024. È il primo di tre dati raccolti dal politologo Michael Tesler in un'analisi pubblicata su Good Authority, secondo cui l'idea del testosterone come misura della virilità sta facendo presa sull'elettorato repubblicano.

Il testosterone, il principale ormone sessuale maschile, è ormai entrato nel linguaggio della politica americana. L'amministrazione Trump sta cercando di rendere più facili da ottenere le prescrizioni e le terapie a base di questo ormone. La FDA, l'agenzia federale che autorizza e controlla i farmaci, sta rivedendo le regole sulle terapie sostitutive: tra le modifiche ci sono l'eliminazione del testosterone dall'elenco delle sostanze controllate e il cambiamento delle avvertenze riportate sulle confezioni.

A luglio il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato che i militari con più di 30 anni dovranno controllare ogni anno il proprio livello di testosterone, per restare "all'avanguardia della letalità". La settimana scorsa il Pentagono ha diffuso le linee guida cliniche del programma. I repubblicani hanno anche soprannominato "Low-T Talarico", cioè Talarico dal testosterone basso, il candidato democratico al Senato in Texas James Talarico, per presentarlo come poco virile.

L'attenzione del Partito Repubblicano per il testosterone riprende temi molto diffusi sui social network. Uno studio recente sui contenuti online dedicati al "low T", il testosterone basso, ha analizzato il marketing aggressivo con cui influencer e aziende del benessere vendono trattamenti ormonali. Secondo gli autori, questi messaggi fanno leva sulle insicurezze maschili nello stesso modo della cosiddetta manosphere, l'insieme di siti, forum e influencer che promuovono un modello di mascolinità tradizionale e ostile al femminismo, dove i livelli ormonali vengono presentati come una misura della virilità.

Il grafico sulle ricerche online mette a confronto gli Stati agli estremi. In Wyoming, West Virginia, South Dakota e Mississippi, dove le ricerche sugli integratori di testosterone sono più frequenti, Trump ha ottenuto in media circa 35 punti percentuali in più rispetto a Stati come Vermont, Massachusetts, New York e Washington, dove le ricerche sono più rare. Tesler avverte che correlazione non significa causalità e che bisogna essere prudenti nel trarre conclusioni da dati aggregati a livello di Stato. Il dato però suggerisce che l'interesse per il testosterone segua le linee di partito.

I sondaggi sui singoli elettori confermano questa tendenza. In una rilevazione di YouGov di luglio, il 39 per cento dei repubblicani considerava positivo aumentare il testosterone negli uomini, contro l'8 per cento che lo riteneva negativo. Tra i democratici invece prevaleva un giudizio negativo. La distanza tra i due partiti era ancora più ampia sulla proposta di sottoporre i militari con più di 30 anni a esami per la carenza di testosterone, offrendo una terapia ormonale volontaria a chi ha livelli bassi: il saldo tra favorevoli e contrari era di +29 punti tra i repubblicani e di -37 tra i democratici.

Il sondaggio mostra anche molta incertezza. La maggior parte degli elettori, che fossero democratici, repubblicani o indipendenti, non sapeva quali effetti abbia l'aumento del testosterone negli uomini oppure lo considerava né positivo né negativo. Un terzo degli intervistati non aveva un'opinione sui controlli ormonali nell'esercito. Per un tema politico così nuovo è un risultato prevedibile, ma chi un'opinione se l'è già fatta si divide secondo lo schema consueto della polarizzazione tra i due partiti.

Le diverse opinioni sul testosterone si inseriscono nella crescente divisione tra repubblicani e democratici sui ruoli di genere, che Tesler ha studiato insieme ai politologi Collette Marcelin e John Sides. Il terzo grafico usa una domanda del Public Religion Research Institute, un istituto di ricerca americano specializzato in sondaggi su religione e valori: nell'ultimo decennio è aumentata la quota di repubblicani secondo cui la società americana è diventata "troppo debole e femminile", mentre tra i democratici è diminuita. Nel 2024 era d'accordo con questa affermazione circa il 75 per cento dei repubblicani, contro meno del 20 per cento dei democratici.

Questo dato aiuta a capire l'interesse del Partito Repubblicano per il testosterone. Gli influencer della manosphere di tutto il mondo presentano il calo dei livelli di testosterone registrato negli ultimi decenni come una minaccia esistenziale alla mascolinità e descrivono la femminilità come qualcosa di cui un uomo dovrebbe vergognarsi. In questa lettura il testosterone diventa l'antidoto alla femminilizzazione della società americana. Per Tesler non sorprende quindi che l'idea dell'ormone come misura della virilità trovi ascolto tra gli elettori repubblicani, sempre più convinti che la mascolinità tradizionale sia minacciata da una società diventata troppo debole e femminile.

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