Il presidente ha detto ad Axios che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu gli ha chiesto un incontro alla Casa Bianca e che il faccia a faccia potrebbe avvenire già la prossima settimana, al suo ritorno dal vertice NATO. "Andiamo molto d'accordo. Sa chi è il capo", ha detto Trump riferendosi a se stesso. Sarebbe il primo incontro tra i due leader dal febbraio scorso, quando Netanyahu presentò nella Situation Room, la sala operativa della Casa Bianca, il suo piano per una guerra congiunta contro l'Iran. Da allora, con il conflitto iniziato il 28 febbraio, il primo ministro israeliano non è più tornato a Washington.
L'annuncio arriva dopo la telefonata di venerdì, in cui Netanyahu ha fatto a Trump gli auguri per i 250 anni dell'indipendenza americana. Secondo l'ufficio del primo ministro, Netanyahu ha detto che gli Stati Uniti sono "un garante della libertà globale" e i due leader hanno concordato di vedersi presto negli Stati Uniti. Un funzionario israeliano ha però spiegato che la prossima settimana potrebbe essere troppo presto per la visita, a causa del viaggio di Trump in Turchia per il vertice NATO del 7 e 8 luglio, e che l'incontro potrebbe slittare alla settimana successiva.
I toni cordiali coprono mesi di tensioni. Dall'incontro di febbraio molte persone vicine a Trump si sono progressivamente disilluse nei confronti di Netanyahu: secondo un funzionario americano, molti dei consiglieri più stretti del presidente pensano che "Bibi si sia sbagliato su tutto". A inizio giugno, in una telefonata, Trump definì Netanyahu "pazzo" per l'escalation militare israeliana in Libano e lo accusò di ingratitudine. Il presidente ha poi confermato al New York Post di aver usato quelle parole, dicendosi "un po' contrariato" dalle operazioni israeliane ma rivendicando "un ottimo rapporto" con il primo ministro. Le frizioni hanno allargato la spaccatura tra i repubblicani sulla guerra e su Israele, con commentatori vicini al movimento MAGA come Tucker Carlson che accusano Trump di essere succube di Netanyahu.
Negli ultimi due mesi gli obiettivi dei due leader si sono allontanati. Nonostante le riserve di Netanyahu, a giugno Trump ha firmato un memorandum d'intesa che proroga il cessate il fuoco con l'Iran e avvia nuovi negoziati sul nucleare. Il presidente ha anche spinto Israele a frenare le operazioni militari in Libano, diventate un ostacolo ai colloqui con Teheran, e a firmare il 26 giugno un accordo quadro con Stati Uniti e Libano che prevede un primo ritiro israeliano dal sud del Paese. L'8 giugno, in un'altra telefonata tesa, Trump aveva avvertito Netanyahu che riaprire una guerra su larga scala con l'Iran avrebbe potuto costare a Israele il sostegno americano: "Gli ho detto: stai molto attento a quello che fai, perché potresti ritrovarti da solo contro l'Iran molto presto", raccontò poi il presidente alla televisione israeliana Channel 12.
Per Netanyahu l'incontro alla Casa Bianca avrebbe un peso politico notevole: in Israele si vota a ottobre, il primo ministro sta avviando la campagna elettorale e i sondaggi al momento lo danno indietro. Venerdì Netanyahu ha anche definito "fake news" e "una completa invenzione" un articolo del New York Times secondo cui alcuni funzionari americani temevano un piano israeliano per colpire i principali negoziatori iraniani durante i colloqui.
Trump ha detto ad Axios di seguire il funerale di Ali Khamenei, la Guida suprema iraniana uccisa il primo giorno di guerra in un'operazione congiunta americano-israeliana. Il presidente ha sostenuto che gli iraniani "stanno implorando di fare un accordo", ma che le due parti hanno deciso di sospendere i colloqui per una settimana fino alla fine delle cerimonie funebri, con l'impegno reciproco a non spararsi. I leader iraniani "sono tutti lì", ha aggiunto, e basterebbe un colpo per eliminarli, ma gli Stati Uniti non lo faranno perché resterebbero senza interlocutori con cui negoziare. Trump si è detto sorpreso di vedere iraniani in lacrime al funerale, convinto che la gente odiasse Khamenei: "Forse sono lacrime finte".
