Donald Trump si è detto favorevole a bloccare le esportazioni di diesel dagli Stati Uniti, come chiedono diversi esponenti repubblicani degli Stati agricoli per contenere i prezzi del carburante. "Ho chiesto di non mandare il diesel all’estero. Ne produciamo molto", ha dichiarato martedì ai giornalisti durante l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Trump ha aggiunto di aver chiesto ai suoi collaboratori di valutare la misura e che questa potrebbe avere "un piccolo effetto" anche sul prezzo della benzina.
Trump endorses a ban on diesel exports: "I've called for that too. I've said, let's not send out the diesel." (Trump has in fact called for other nations to buy energy from the US!) pic.twitter.com/GVYILw1ou4
— Aaron Rupar (@atrupar) September 22, 2026
Finora la Casa Bianca aveva resistito alle richieste di limitare le esportazioni di carburante. L’apertura di Trump arriva mentre il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti, dopo aver superato il precedente record storico all’inizio del mese, è salito per la prima volta ben oltre i 6 dollari al gallone, pari a circa 3,8 litri. I rincari pesano su agricoltori e autotrasportatori e preoccupano i repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
Durante lo stesso incontro, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che l’Amministrazione sta valutando la fattibilità del blocco alla luce della capacità delle raffinerie e se l’eventuale divieto debba essere totale o parziale. Trump ha detto che una decisione arriverà presto, "in un senso o nell’altro". Secondo una stima della Brown University, dall’inizio della guerra con l’Iran i consumatori americani hanno già speso oltre 100 miliardi di dollari in più per benzina e diesel.
circa 1,72 $ al litro
circa 1,18 $ al litro
I repubblicani divisi
Anche il senatore dell’Iowa Chuck Grassley ha proposto di fermare le esportazioni, raccogliendo il sostegno di altri repubblicani eletti negli Stati agricoli. Lunedì si è espressa a favore della misura anche Ashley Hinson, deputata dell’Iowa e candidata repubblicana al Senato in una corsa molto difficile e competitiva. Nella sua dichiarazione, però, Hinson ha anche criticato la guerra con l’Iran voluta da Trump. La settimana scorsa anche il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, si era detto "aperto" a discutere l'ipotesi del blocco.
Tra i senatori repubblicani, però, non c’è una posizione comune. Lisa Murkowski, senatrice dell’Alaska, si è chiesta se valga la pena scuotere i mercati mondiali per un beneficio "di breve periodo" che, a suo giudizio, inciderebbe poco sui prezzi. Invece il senatore John Cornyn, del Texas, ha definito la proposta "una trovata". La settimana scorsa anche il Segretario all’Interno Doug Burgum aveva detto che l’Amministrazione avrebbe preso in considerazione il blocco se fosse servito ad abbassare i prezzi, "ma non è così".
Trump potrebbe ricorrere a poteri d’emergenza per imporre il blocco e superare le divisioni tra i repubblicani al Senato che rendono incerta la possibilità di approvazione di una norma in questo senso da parte del Congresso. Trattenere negli Stati Uniti il diesel destinato all’esportazione potrebbe aumentare l’offerta interna e ridurre i prezzi nel breve periodo. Economisti e analisti del settore avvertono però che la misura farebbe salire fortemente i prezzi nel resto del mondo, con possibili ricadute anche sull’economia americana. Gli Stati Uniti hanno imposto di rado divieti generalizzati alle esportazioni di energia, anche per il rischio di destabilizzare i mercati globali.
Mike Sommers, amministratore delegato dell’American Petroleum Institute, la principale associazione dell’industria petrolifera statunitense, ha sostenuto che limitare le esportazioni "finirebbe solo per aggravare ancora il problema". La soluzione, ha detto, è "più offerta e più flessibilità".
Il nodo delle raffinerie
Il prezzo della benzina resta "la questione principale a cui guarda il presidente", ha detto il consigliere per l’energia Jarrod Agen durante un evento organizzato da Axios. Martedì la media nazionale era di circa 4,48 dollari al gallone, contro i 3,18 di un anno prima. Alla domanda se Trump si stia assumendo la responsabilità dei rincari, Agen ha risposto che l’obiettivo di lungo periodo del presidente resta quello di impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari.
Secondo Agen, il greggio arriva sul mercato, ma il vero problema è la capacità di raffinazione, negli Stati Uniti, così come nel resto del mondo. "Se guardate alla capacità di raffinazione, quella della Russia è diminuita del 30-40% e anche la Cina non lavora a pieno regime", ha dichiarato. Agen ha prospettato quindi interventi sulle infrastrutture e il ricorso al Defense Production Act, la legge che consente al presidente di indirizzare la produzione industriale e che Trump ha già invocato in precedenza.
