Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Trump e Zelensky si vedono oggi all’ONU: sul tavolo la tregua in Ucraina e il gasolio
Trump firma il “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act”, il 18 settembre 2026. Credito: Joyce N. Boghosian / The White House — opera del governo degli Stati Uniti.
Politica estera 33 min di lettura

Trump e Zelensky si vedono oggi all’ONU: sul tavolo la tregua in Ucraina e il gasolio

Il presidente ucraino ha annunciato l'incontro dopo la telefonata di domenica: si terrà oggi a margine dell'Assemblea Generale. Il capo negoziatore di Kyiv dice ad Axios che i nodi negoziali aperti sono scesi da decine a uno o due.

Volodymyr Zelensky e Donald Trump si incontreranno oggi a New York, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo ha annunciato domenica il presidente ucraino, dopo una telefonata con Trump: “Una conversazione importante, nella quale abbiamo affrontato molte questioni. Abbiamo concordato di vederci a New York e questo incontro può cambiare molto. C’è uno slancio diplomatico”, ha scritto su X. Kyiv, ha aggiunto, è pronta “a compiere passi davvero seri” per arrivare a un’intesa che riduca le ostilità con Mosca. La notizia dell’incontro è stata riportata da Axios.

A preparare il vertice è stato Rustem Umerov, capo negoziatore ucraino e, dal 3 agosto, direttore del Servizio di Intelligence Estera dell’Ucraina, dopo essere stato Ministro della Difesa e Segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale. Umerov ha detto ad Axios di aver lavorato negli ultimi giorni con gli inviati della Casa Bianca proprio per organizzare l’incontro.

Il nuovo faccia a faccia arriva pochi giorni dopo due decisioni statunitensi che Kyiv chiedeva da mesi. Il 18 settembre Trump ha firmato il “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026”, la legge sulle sanzioni a Russia e Iran intitolata al senatore repubblicano Lindsey Graham, morto a luglio dopo aver lavorato al provvedimento per oltre un anno. Lo stesso giorno il Dipartimento di Stato ha approvato una possibile vendita all’Ucraina di sistemi e munizioni per la difesa aerea per 2,68 miliardi di dollari, la più consistente da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. L’operazione deve ancora completare l’iter congressuale previsto per le Foreign Military Sales.

La telefonata di domenica, però, non ha riguardato soltanto la diplomazia. Secondo una persona informata sul colloquio citata da Axios, Trump ha chiesto ripetutamente a Zelensky di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe, sostenendo che stiano contribuendo all’aumento dei prezzi mondiali del gasolio. “La parola gasolio è uscita molte volte durante la chiamata”, ha raccontato la fonte. Il giorno successivo Trump ha scritto su Truth Social che la Russia aveva perso il controllo della propria industria del gasolio, con numerose raffinerie colpite e almeno temporaneamente fuori servizio.

Ucraina e Stati Uniti
Zelensky incontra Trump a New York. Sul tavolo sanzioni, droni e gasolio
Il vertice all’Assemblea generale dell’Onu arriva dopo una settimana densa: una nuova legge di sanzioni contro Mosca, il via libera a 2,68 miliardi di dollari in difesa aerea per Kyiv e il più grande attacco di droni ucraini contro la capitale russa.
Questo incontro può cambiare molto. C’è uno slancio diplomatico
Volodymyr Zelensky, su X, dopo la telefonata con Trump
1
La settimana prima del vertice
Prima del vertice Washington concede a Kyiv due misure che chiedeva da mesi
18set
Trump firma la legge sulle sanzioni intitolata a Lindsey Graham
Il presidente potrà imporre dazi fino al 100% ai cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russi.
18set
Il Dipartimento di Stato approva una vendita di difesa aerea all’Ucraina
2,68miliardi di dollari
Missili, radar contro i droni e lanciatori mobili. La vendita deve ancora completare l’esame del Congresso.
19‑20set
L’Ucraina lancia il più grande attacco di droni contro Mosca
Avviene nell’ultimo giorno delle elezioni per la Duma. Colpita la raffineria della capitale.
20set
Trump e Zelensky si sentono al telefono e fissano l’incontro
Secondo Axios, Trump chiede più volte a Kyiv di fermare gli attacchi alle raffinerie russe.
22set
Il faccia a faccia a New York
A margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
2
L’attacco su Mosca
Più di un drone ucraino su quattro puntava sulla capitale russa
oltre1.600droni abbattuti in Russia da sabato
450diretti verso Mosca
3morti nella regione di Mosca, circa 20 feriti
Diretti verso MoscaVerso altre regioni1 punto = 10 droni
Traiettorie e punti d’arrivo sono indicativi: le autorità russe non hanno diffuso la ripartizione per regione. I numeri vengono dal sindaco di Mosca Sobyanin e dal governatore della regione Vorobyov e non sono verificabili in modo indipendente. Confini internazionalmente riconosciuti.
3
Il nodo del gasolio
Trump chiede di risparmiare le raffinerie russe mentre il gasolio americano tocca il record
Raffineria di Mosca (Kapotnya) 11,6milioni di tonnellate di greggio lavorato nel 2024. Ecco che cosa ne è uscito:
Dopo l’attacco del 20 settembre Hanno preso fuoco entrambe le unità di distillazione primaria, cioè tutta la capacità dell’impianto. La lavorazione è sospesa.
Quote della capacità di distillazione primaria. Secondo fonti di Reuters, la riparazione può richiedere settimane.
Prezzo del gasolio alla pompa negli Stati Uniti
Dollari al gallone, 2026. Linea: media settimanale EIA. Cerchio vuoto: media giornaliera AAA del 20 settembre. Tocca o passa sopra il grafico per i valori.
Il gasolio negli Stati Uniti è salito da 3,81 dollari al gallone (23 febbraio, EIA) al record di 6,51 dollari (20 settembre, media AAA).
Trump ha ragione solo in parte. Il primo balzo arriva con la guerra contro l’Iran; gli attacchi alle raffinerie russe si aggiungono in estate. Per l’Agenzia internazionale dell’energia aggravano una crisi nata nel Golfo, che resta la causa principale.
4
Il negoziato
Per Kyiv i nodi ancora aperti con Mosca sono scesi da decine a uno o due
Il numero degli ostacoli si è ridotto da decine a sostanzialmente uno o due nodi chiave
Rustem Umerov, capo negoziatore ucraino e dal 3 agosto direttore dell’intelligence estera, ad Axios.
2 nodi ancora aperti · tocca o passa sopra i riquadri rossi
I due nodi ancora aperti: il Donbas e la centrale nucleare di Zaporizhzhia.
Rappresentazione indicativa. Umerov non ha dato un numero preciso di ostacoli né ha detto quali siano i nodi rimasti: i due indicati sono quelli che Zelensky e l’inviato americano Kellogg hanno descritto come ancora irrisolti.
Mosca si dice pronta a valutare misure di de-escalation prima dell’inverno e a riprendere i colloqui a tre con Washington e Kyiv. Progressi decisivi, finora, nessuno.
FonteDipartimento di Stato, Casa Bianca, EIA (media settimanale al 14 settembre 2026), AAA (20 settembre), IEA, Reuters, Axios; autorità russe per i dati sull’attacco; Natural Earth per la mappa.
FotoDaniel Torok/Casa Bianca (Trump); Ufficio del Presidente dell’Ucraina, CC BY 4.0 (Zelensky).

Kyiv respinge le critiche

Nei giorni scorsi il Kyiv Independent aveva scritto che il governo ucraino era diventato “sempre più frustrato” dal ruolo dell’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. L’articolo era uscito pochi giorni dopo la prima visita a Kyiv, dall’inizio della guerra, di Witkoff e Jared Kushner, genero e consigliere del presidente.

Umerov ha però respinto la ricostruzione. “Credo che il lavoro dei negoziatori americani debba essere valutato da chi è direttamente coinvolto nel processo negoziale e lavora a stretto contatto con Steve Witkoff e Jared Kushner”, ha detto. Umerov ha spiegato di aver lavorato quotidianamente con i due negoziatori americani nell’ultimo anno e che l’obiettivo resta “trovare soluzioni per porre fine alla guerra e garantire sicurezza e prosperità al popolo ucraino”. Il negoziato, ha aggiunto, è sottoposto a una forte attenzione dell’opinione pubblica e dei media e quindi “porta con sé anche critiche”. “Dobbiamo comunque restare concentrati. Steve ha fatto un ottimo lavoro con noi”.

Secondo Umerov, i colloqui hanno registrato progressi significativi: “In particolare, il numero degli ostacoli si è ridotto da decine a sostanzialmente uno o due nodi chiave che restano ancora oggetto di negoziato”. E ancora: “La tendenza è positiva. Gli Stati Uniti sono estremamente concentrati sull’obiettivo di fermare la guerra in Ucraina. Washington comprende la situazione sul campo di battaglia e sta dicendo a tutti che questa terribile guerra deve finire”.

La diplomazia avanza mentre aumentano gli attacchi

Sul terreno, intanto, l’escalation continua. Tra sabato e domenica la Russia ha subito il più vasto attacco ucraino mai compiuto contro Mosca e la sua regione. Secondo le autorità russe, le difese aeree hanno abbattuto più di 1.600 droni da sabato, 450 dei quali diretti verso la capitale russa. Diversi velivoli hanno comunque raggiunto i loro obiettivi e hanno danneggiato, tra l’altro, la raffineria di Mosca a Kapotnya. Il sindaco Sergei Sobyanin ha definito l’attacco “senza precedenti”, secondo quanto riportato da Reuters.

Il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, ha parlato di 3 morti; circa 20 persone erano state indicate come ferite in un precedente bilancio. La raffineria Kapotnya di Mosca, che nel 2024 ha lavorato 11,6 milioni di tonnellate di greggio, ha successivamente sospeso la lavorazione dopo i danni provocati dall’attacco. L’offensiva è avvenuta nell’ultimo giorno delle elezioni parlamentari russe, dopo che Mosca ha continuato nelle stesse settimane a colpire Kyiv e altre città ucraine con droni e missili.

Intanto, Mosca ha segnalato la sua disponibilità a valutare misure di de-escalation prima dell’inverno e la ripresa dei colloqui trilaterali con Washington e Kyiv, ma finora non si è registrato alcun progresso decisivo verso un accordo neppure in questo senso.

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