Trump agita lo spettro dei "comunisti" per mobilitare i repubblicani
Davanti ad una platea di conservatori religiosi, il presidente attacca i socialisti democratici che sono risultati vittoriosi nelle recenti primarie di New York. Ma il suo alleato Ralph Reed avverte: sul fronte dell'entusiasmo elettorale, i democratici sono avanti di 11-14 punti.
Donald Trump ha trovato il messaggio con cui spera di ribaltare le previsioni negative per i repubblicani alle elezioni di metà mandato di novembre, il voto che a metà del mandato presidenziale rinnova il Congresso: trasformare l'ascesa della sinistra democratica a New York e in altre città in una minaccia nazionale. Venerdì, in un discorso dai toni durissimi davanti ai conservatori religiosi riuniti al Washington Hilton, il presidente ha avvertito che i "comunisti" stanno conquistando il Partito Democratico e vogliono "distruggere completamente il tradizionale stile di vita americano".
Il presidente ha parlato alla conferenza annuale della Faith & Freedom Coalition, un'organizzazione di cristiani conservatori, intitolata "Road to Majority". "Sono animali", ha detto dei comunisti nel suo discorso. "Dobbiamo fermare questo orribile cancro che sta penetrando nel nostro paese, e che si chiama comunismo." Ha aggiunto che i comunisti ricorrono spesso agli omicidi politici, parlando nella stessa sala del Washington Hilton dove ad aprile un uomo armato avrebbe tentato di ucciderlo durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca e dove nel 1981 fu ferito il presidente Ronald Reagan. Guardie private presidiavano le porte e agenti del Secret Service, il servizio che protegge il presidente, erano schierati all'esterno con i fucili.
L'attacco è arrivato pochi giorni dopo che, martedì, tre candidati della sinistra sostenuti dal sindaco di New York City, Zohran Mamdani, hanno vinto le primarie democratiche per la Camera. I tre sono iscritti ai Socialisti democratici d'America, un gruppo noto con la sigla DSA, e non hanno alcun legame con formazioni comuniste. Trump tende però da tempo a sovrapporre socialismo democratico e comunismo, usando questa associazione come arma contro i suoi avversari. Aveva già chiamato marxista Kamala Harris, sulla base degli studi di economia del padre, e aveva usato la stessa etichetta contro lo stesso Mamdani. L'attacco riprende quelli della campagna del 2024 e si rifà a una tradizione della destra americana lunga un secolo, dal movimento "America First" degli anni Trenta alle indagini del senatore Joseph McCarthy contro presunti comunisti negli anni Cinquanta.
A confermare che si tratta di una strategia deliberata è stato Ralph Reed, presidente della Faith & Freedom Coalition e storico alleato del presidente. Reed ha detto ai giornalisti che le parole di Trump erano intenzionali e rappresentano l'ossatura del messaggio con cui i repubblicani affronteranno la campagna elettorale. Da mesi il partito insegue i democratici nei sondaggi e il gradimento del presidente resta debole. Dopo le vittorie della sinistra a New York, però, gli strateghi repubblicani hanno visto l'occasione per dipingere l'intero campo democratico come estremista.
Trump ha ironizzato dicendo che potrebbe diventare "il più grande comunista della storia", promettendo affitto gratis, cibo gratis e tutto gratis. "Il problema è che dopo due o tre anni il Paese diventa un disastro in questo modo", ha detto. Il suo tono è rimasto pacato, in linea con gli altri interventi della settimana, e la platea ha accolto con qualche risata educata le battute, restando in silenzio davanti agli avvertimenti più cupi letti dal teleprompter sui comunisti "senza Dio". Poi il presidente ha alzato i toni: "Il Partito Democratico è nei guai, perché tutto questo non si ferma a New York. È la minaccia più seria per il futuro del nostro Paese da quando esiste, secondo me".
I comunisti, ha detto Trump, sono una minaccia soprattutto per i cristiani: "Chiuderanno le vostre chiese in questo paese. Uccideranno la vostra gente." A sostegno ha citato la violenza in paesi come la Nigeria, dove però le Nazioni Unite dicono che il comunismo non c'entra e che la maggior parte delle vittime è musulmana.
Sulla stessa linea si è mosso Mike Johnson, presidente repubblicano della Camera dei Rappresentanti, che sui social ha evocato il rischio di "piccoli Mamdani" pronti a candidarsi al Congresso come marxisti dichiarati. La sinistra socialista intanto avanza in altre grandi città e punta a espandersi a livello nazionale, ma dovrà superare prove difficili nelle prossime primarie a Denver, Detroit e nel sud della Florida, dove ha meno radicamento che a New York. All'inizio del mese i deputati democratici moderati hanno preso le distanze dal DSA, dichiarando la propria fedeltà al capitalismo e al centrismo.
Tra gli elettori democratici il 40 per cento ha un'opinione favorevole del DSA, mentre un altro 40 per cento dice di non saperne abbastanza per giudicare, secondo le rilevazioni del sondaggista Charles Franklin, della Marquette University. Tra tutti gli adulti americani il 21 per cento è favorevole, il 47 per cento contrario e il 31 per cento non ne sa abbastanza.
Il problema più concreto per i repubblicani resta però l'entusiasmo degli elettori. Reed, stratega repubblicano attivo dagli anni Novanta, ha ammesso che bisogna recuperare terreno: il divario di entusiasmo tra elettori democratici e repubblicani è oggi di 11-14 punti. "Qualsiasi cosa sopra i 10 punti è allarme rosso", ha detto. Si è però mostrato fiducioso: "Questa è la cattiva notizia. La buona notizia è che siamo ancora a giugno". Se gli elettori capiranno che c'è "un contrasto tra il buon senso e la follia", ha aggiunto, quei numeri cambieranno.
L'obiettivo dei repubblicani è impedire che le elezioni di metà mandato si trasformino in un referendum su Trump, come accade spesso quando alla Casa Bianca c'è un presidente impopolare e il suo partito finisce per perdere. Per questo la Casa Bianca prova a ridefinire la campagna come uno scontro tra due visioni opposte: da un lato il "buon senso" repubblicano, dall'altro una sinistra dipinta come sempre più radicale e socialista. Nello stesso periodo Trump si è scontrato con i repubblicani del Congresso, annullando la firma di una legge bipartisan per ridurre il costo delle abitazioni e chiedendo invece nuove restrizioni al voto. Reed ha definito il discorso un "buon messaggio" per le midterm e, pur ammettendo che il gradimento del presidente è troppo basso, si è detto fiducioso che il calo del prezzo della benzina possa aiutare i repubblicani.