A New York i tre candidati di Mamdani vincono le primarie democratiche
Il sindaco ha portato alla vittoria tre candidati al Congresso, due dei quali hanno battuto deputati uscenti dati per favoriti. Si è votato anche in Maryland, Utah e South Carolina.
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha vinto la sua scommessa. Nelle primarie democratiche di martedì 23 giugno i tre candidati al Congresso che aveva sostenuto hanno conquistato la nomination, due di loro battendo deputati uscenti dati per favoriti. A sei mesi dal suo insediamento, il primo cittadino diventa l'uomo più influente della politica newyorkese.
Le primarie servono a scegliere chi rappresenterà un partito alle elezioni vere e proprie, in programma il 3 novembre. Nei distretti dove i democratici dominano da decenni, come quelli della città di New York, vincere la primaria equivale quasi sempre a conquistare il seggio. Per questo le tre vittorie di martedì pesano già come elezioni decise.
Brad Lander, 56 anni, ex revisore dei conti della città di New York, ha travolto con 30 punti di margine il deputato uscente Dan Goldman nel decimo distretto, che copre Lower Manhattan e parte di Brooklyn. Darializa Avila Chevalier, 32 anni, attivista e studentessa di dottorato alla prima campagna elettorale, ha battuto Adriano Espaillat, 71 anni, presidente del gruppo dei deputati ispanici alla Camera, nel tredicesimo distretto tra Upper Manhattan e il Bronx. Claire Valdez, 36 anni, deputata statale poco conosciuta, ha conquistato un seggio lasciato libero tra Brooklyn e Queens, il settimo distretto, superando Antonio Reynoso, presidente del distretto di Brooklyn.
Avila Chevalier e Valdez appartengono ai Socialisti Democratici d'America, l'organizzazione della sinistra radicale a cui aderisce lo stesso Mamdani. Con la loro elezione, quasi certa a novembre in distretti così blu, i socialisti alla Camera raddoppieranno, passando da due a quattro.
Mamdani si è speso come nessun sindaco prima di lui. Ha reclutato i candidati ancora prima di vincere le proprie elezioni, ha organizzato raccolte fondi, è apparso negli spot e ha girato i comizi fino a notte fonda. Per sostenere i suoi ha rotto con la governatrice Kathy Hochul, con i sindacati, con il Working Families Party, un piccolo partito di sinistra che lo aveva appoggiato, e soprattutto con Hakeem Jeffries, leader dei democratici alla Camera e in corsa per diventarne speaker, cioè presidente, se il partito riconquistasse la maggioranza a novembre. Le sue vittorie non dimostrano però che il consenso del sindaco si sia allargato: in tutti quei distretti aveva già vinto nettamente l'anno scorso e resta molto popolare.
"La vecchia politica che ci ha portato in questa crisi non è la politica che ci tirerà fuori", ha detto Mamdani alla festa per la vittoria di Valdez, davanti a una folla che scandiva "DSA". "Un anno fa non era la fine di un movimento politico. Era l'inizio."
La vittoria di Avila Chevalier è la più clamorosa. Espaillat, cinque mandati alle spalle e primo dominicano-americano eletto al Congresso, è stato superato da una candidata all'esordio, in un'impresa che molti hanno paragonato a quella di Alexandria Ocasio-Cortez contro Joe Crowley nel 2018. Mamdani aveva inizialmente promesso di appoggiare Espaillat, che lo aveva sostenuto nella corsa a sindaco, ma a fine maggio ha cambiato idea e si è schierato con la sfidante, irritando il vecchio establishment democratico e i leader latini. La candidata ha vinto nonostante una raffica di vecchi post sui social media, poi cancellati, in cui aveva usato un linguaggio volgare contro Kamala Harris, definito Joe Biden uno "stupratore" e criticato le relazioni interrazziali.
Il rapporto con Israele è stato il tema centrale di diverse primarie, in una città che ospita la più grande comunità ebraica del paese. Lander, ebreo come Goldman, ha definito un "genocidio" la guerra a Gaza e ha attaccato l'avversario per i suoi legami con AIPAC, la potente lobby filo-israeliana. Goldman, pur critico verso il governo di Benjamin Netanyahu, difende il sostegno militare americano a Israele e rifiuta la parola "genocidio". Anche Avila Chevalier ha usato questo argomento contro Espaillat, accusandolo di aver incassato per anni donazioni legate ad AIPAC.
Nel dodicesimo distretto, che attraversa Manhattan, il deputato statale Micah Lasher ha vinto la primaria per succedere a Jerrold Nadler, ritiratosi dopo oltre trent'anni. Mamdani non si è schierato. Lasher, sostenuto da Nadler, ha battuto il collega Alex Bores e Jack Schlossberg, nipote di John F. Kennedy, arrivato terzo nonostante il cognome celebre. È stata una delle gare più costose nella storia del Congresso: gruppi legati alle aziende di intelligenza artificiale OpenAI e Anthropic hanno speso più di 25 milioni di dollari a favore e contro Bores, autore di una legge statale per regolare l'intelligenza artificiale, mentre l'ex sindaco Michael Bloomberg ne ha messi 10 a sostegno di Lasher.
Nei sobborghi a nord della città i democratici hanno scelto Cait Conley, esperta di sicurezza nazionale e veterana di guerra, per sfidare a novembre il deputato repubblicano Mike Lawler, uno dei più vulnerabili. Il diciassettesimo distretto è uno dei pochi davvero contesi del paese e potrebbe decidere il controllo della Camera.
Più a nord, nel ventunesimo distretto, ha vinto la primaria repubblicana Anthony Constantino, magnate degli adesivi che aveva fatto installare un cartello alto quasi quattro metri con scritto "Vote for Trump" sopra la sede della sua azienda. Sostenuto dal presidente Donald Trump, ha battuto Robert Smullen, il candidato appoggiato dai vertici del partito, per il seggio lasciato da Elise Stefanik, anche lei alleata del presidente.
Anche in Maryland i democratici hanno scelto i loro candidati in due primarie costosissime. Nel quinto distretto Adrian Boafo, ex collaboratore del deputato Steny Hoyer che si ritira dopo 44 anni, ha vinto la nomination democratica grazie anche a circa 11 milioni di dollari spesi dai super PAC legati ad AIPAC e all'industria delle criptovalute. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere denaro senza limiti per sostenere un candidato. Nel sesto distretto la deputata April McClain Delaney ha respinto il ritorno del suo predecessore David Trone, che aveva prestato 25 milioni di dollari di tasca propria alla campagna. Per la carica di governatore i repubblicani hanno scelto Dan Cox, esponente della destra dura e già sconfitto dal governatore democratico Wes Moore con 32 punti di scarto nel 2022.
In Utah un ridisegno dei collegi elettorali ordinato dai tribunali ha creato un distretto nettamente democratico attorno a Salt Lake City. L'ex deputato moderato Ben McAdams ha vinto la primaria democratica e parte da favorito: lo Utah potrebbe così eleggere un democratico al Congresso per la prima volta dal 2018.
In South Carolina si è votato in un ballottaggio, il secondo turno previsto quando al primo nessun candidato raggiunge la maggioranza. Alan Wilson, procuratore generale dello stato, ha vinto la primaria repubblicana per governatore contro la vicegovernatrice Pamela Evette. Il presidente aveva fatto una mossa inusuale, sostenendo entrambi i candidati. Nel primo distretto i democratici hanno scelto Nancy Lacore, ammiraglio della Marina licenziato lo scorso anno dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, per provare a strappare ai repubblicani il seggio lasciato da Nancy Mace, candidatasi senza successo a governatore.
Le vittorie consolidano Mamdani come punto di riferimento della sinistra americana e creano un problema per i moderati. Valdez e Avila Chevalier non si sono impegnate a votare Jeffries come speaker, e i democratici a lui vicini temono che i repubblicani useranno le posizioni più radicali del partito contro i candidati nei distretti in bilico. "I repubblicani cercheranno molto presto di mettere in mostra, come fanno sempre, le voci più radicali del Partito Democratico", ha detto al New York Times Howard Wolfson, ex responsabile del braccio elettorale dei democratici alla Camera. "E dopo stasera avranno più democratici radicali tra cui scegliere."