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Rogan, Musk e Carlson perdono consenso tra i giovani uomini che contribuirono alla vittoria di Trump
Joe Rogan presenta all’evento UFC Freedom 250 all’Ellipse di Washington, il 13 giugno 2026. Credito: Sgt. 1st Class Brittany Primavera / U.S. Army Military District of Washington, via DVIDS — pubblico dominio.
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Rogan, Musk e Carlson perdono consenso tra i giovani uomini che contribuirono alla vittoria di Trump

Un sondaggio promosso da un progetto democratico rileva cali fino a 14 punti. Economia e guerra in Iran alimentano il malcontento, ma neppure i democratici riescono ora a convincere questo elettorato.

I protagonisti della manosfera, l’insieme di podcast e comunità online che si rivolgono soprattutto a un pubblico maschile, avevano contribuito a mobilitare i giovani uomini a favore di Donald Trump nel 2024. Ora alcuni di loro stanno perdendo consensi proprio tra quel pubblico. Secondo i dati di Speaking With American Men, un progetto di area democratica, pubblicati da Puck e ripresi da Axios, dall’inizio del secondo mandato di Trump il gradimento di Joe Rogan tra i giovani uomini è sceso dal 53% al 42%, con una perdita di 11 punti. Elon Musk e Tucker Carlson hanno invece perso rispettivamente 14 e 12 punti nel saldo tra giudizi favorevoli e sfavorevoli. Andrew Tate registra un saldo negativo di 30 punti.

Tate, arrestato in Romania nel 2022 nell’ambito di un’inchiesta per tratta di esseri umani e stupro, è stato incriminato anche nel Regno Unito. L’influencer respinge tutte le accuse. Speaking With American Men è un progetto nato dopo la sconfitta democratica del 2024, con un piano da 20 milioni di dollari e un’attività di ricerca guidata dal sondaggista John Della Volpe. Secondo Puck, le difficoltà economiche e la guerra in Iran hanno alimentato la delusione dei giovani uomini in vista delle elezioni di metà mandato, mettendo in difficoltà anche le figure che avevano sostenuto Trump nel 2024.

Manosfera e voto giovanile
I podcaster che avevano avvicinato i giovani uomini a Trump ora perdono consensi proprio tra loro
Presso i giovani uomini americani Joe Rogan, Elon Musk e Tucker Carlson hanno perso da 11 a 14 punti di gradimento. Secondo Puck pesano la guerra in Iran, il caso Epstein e le difficoltà economiche. Andrew Tate è il più impopolare.
Variazione del gradimento tra i giovani uomini americani, in punti
Sondaggio di ottobre 2026 On air
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−11
Joe Rogan · giudizi favorevoli
Ha criticato l’Amministrazione sulla guerra in Iran e sui documenti del caso Epstein.
Per Rogan la variazione riguarda la quota di giudizi favorevoli, per Carlson il saldo tra giudizi favorevoli e sfavorevoli. Per Tate il cursore indica il saldo attuale, non una variazione.
Il consenso del presidente
Tra gli americani sotto i 30 anni l’approvazione di Trump si è dimezzata, poi è risalita in parte
Quota di americani tra i 18 e i 29 anni, uomini e donne, che approva l’operato del presidente.
Gennaio-febbraio 2025: 40%. Aprile 2026: 19%. Giugno 2026: 28%.
I giovani uomini, settembre 2026
Trump, Vance e i due partiti raccolgono tutti più giudizi negativi che positivi
Saldo tra giudizi favorevoli e sfavorevoli, in punti. Uomini tra i 18 e i 30 anni iscritti alle liste elettorali.
Donald Trump −17,5; JD Vance −9,8; Partito repubblicano −9; Partito democratico −1.
La delusione non premia i democratici: il partito resta in negativo, anche se di un solo punto.
Chi si informa con i podcast
Chi segue la politica attraverso i podcast approva Trump molto più della media
Quota di adulti americani che approva l’operato del presidente, giugno 2026.
54% tra chi si informa di politica con i podcast, 38% tra tutti gli adulti.
Il seguito dei creatori di contenuti
Due giovani adulti su tre si informano attraverso i creatori di contenuti online
Generazione Z: il 64% si informa attraverso i creatori di contenuti, il 62% si fida dei loro consigli. Il 26% degli adulti dice che gli influencer hanno influito sul proprio voto.
Il punto
Uno studio della New York University su 36.659 episodi di podcast del 2024 conclude che il loro ascolto spiega solo una piccola parte del divario di voto tra giovani uomini e giovani donne.
FonteSpeaking With American Men via Puck e Axios (ottobre 2026); Cygnal per The Lafayette Company, 800 uomini tra i 18 e i 30 anni (15-18 settembre 2026); Marquette Law School (gennaio 2025-giugno 2026); Morning Consult per Business Insider, 2.003 adulti (23-24 settembre 2026); NYU Center for Social Media, AI and Politics (settembre 2026).
FotoWikimedia Commons, licenze Creative Commons (Musk: The Royal Society; Tate: James Tamim)

Le critiche a Trump e la delusione politica

Diversi personaggi della manosfera hanno criticato il presidente durante il suo secondo mandato, soprattutto proprio per la guerra in Iran e la gestione del caso di Jeffrey Epstein. Rogan ha attaccato l’Amministrazione su entrambi i fronti, come altri influencer del movimento MAGA. Carlson ha contestato numerose scelte di Trump, compreso l’intervento militare al fianco di Israele. A luglio, ospite del podcast di Rogan, lo stesso vicepresidente JD Vance ha ammesso che la Casa Bianca aveva "sbagliato" la comunicazione sui documenti relativi a Epstein.

Il malcontento emerge anche dal 2026 Young American Men Survey, realizzato da Cygnal per The Lafayette Company dal 15 al 18 settembre su 800 uomini americani tra i 18 e i 30 anni iscritti alle liste elettorali. Trump, Vance e il Partito Repubblicano raccolgono tutti più giudizi negativi che positivi. Per il presidente, il saldo è di -17,5 punti. Anche le rilevazioni nazionali della Marquette Law School documentano il calo dell’approvazione di Trump tra gli americani dai 18 ai 29 anni: dal 40% del sondaggio condotto tra il 27 gennaio e il 6 febbraio 2025 al 19% di aprile 2026, prima di una risalita al 28% a giugno. Questi ultimi dati riguardano però l’intera fascia d’età, non soltanto gli uomini.

La delusione, ad ogni modo, non si traduce automaticamente in entusiasmo per i democratici. Tra le figure più popolari dell’area democratica citate da Puck, ci sono l’ex presidente Barack Obama, il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders e il sindaco di New York Zohran Mamdani che registrano un saldo di gradimento positivo.

Un pubblico vasto, un’influenza difficile da misurare

Resta da capire quanto podcaster e influencer abbiano effettivamente contribuito al risultato del 2024. Uno studio preliminare pubblicato a settembre dal Center for Social Media, AI and Politics della New York University ha incrociato l’analisi di 36.659 episodi di podcast del 2024 con due serie di dati di sondaggio. Secondo gli autori, l’ascolto dei podcast sembra spiegare soltanto una piccola parte dell’aumento del divario nelle scelte di voto tra giovani uomini e giovani donne. I risultati non consentono quindi di attribuire a questi programmi un ruolo determinante nei progressi di Trump tra i giovani uomini.

Gli influencer mantengono comunque un vasto seguito. Secondo un sondaggio Morning Consult per Business Insider, pubblicato il 16 ottobre e condotto il 23 e 24 settembre su 2.003 cittadini adulti americani, il 64% degli adulti della Generazione Z si informa attraverso i creatori di contenuti online e il 62% si fida dei loro consigli. Circa un adulto americano su quattro dichiara inoltre che i contenuti degli influencer hanno influito sulle proprie scelte di voto. Anche il pubblico dei podcast resta relativamente favorevole a Trump: nella rilevazione Marquette di giugno, il 54% degli adulti che li ascoltavano per informarsi di politica approvava il suo operato, contro il 38% del campione complessivo.

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