A due settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, i democratici hanno un vantaggio di 11 punti in un indicatore che, secondo il sondaggista repubblicano Patrick Ruffini, ha in passato anticipato l'esito del voto con precisione quasi assoluta: quale partito gli americani considerano più capace di affrontare il problema che ritengono più importante per il Paese. Gallup pone questa domanda dal 1945.
Nell'ultima rilevazione il 44% indica i democratici e il 33% i repubblicani. Il restante 23% non vede differenze tra i due partiti, ne preferisce un altro oppure non esprime un'opinione. Tra gli indipendenti, i democratici prevalgono con il 39% contro il 26%. Il sondaggio è stato condotto per telefono dal 1° al 17 settembre su mille adulti, con un margine di errore di ±4 punti percentuali.
Ruffini, cofondatore della società di sondaggi Echelon Insights, ha richiamato l'attenzione sul dato nella sua newsletter su Substack. Secondo la sua analisi, nelle otto elezioni di metà mandato dal 1994 al 2022 il partito in vantaggio su questa domanda ha sempre guadagnato seggi alla Camera. L'indicatore, precisa però Ruffini, suggerisce la direzione del risultato, senza prevedere l'entità dei guadagni né garantire la conquista della maggioranza.
Il ribaltamento rispetto agli anni di Biden
Il vantaggio democratico in questo indicatore segna una chiara inversione di rotta rispetto agli ultimi anni: su questa domanda i repubblicani erano avanti di 11 punti nel 2022, di 8 nel 2023 e di 5 nel 2024, l'anno delle presidenziali che hanno riportato Donald Trump alla Casa Bianca. Nel 2025 i due partiti erano invece sostanzialmente alla pari.
Sul lungo periodo, nessuno dei due ha mantenuto un primato stabile. Negli ultimi vent'anni il vantaggio è passato più volte dall'uno all'altro; tra i risultati migliori dei democratici figura quello del 2007, quando erano avanti di 17 punti. I democratici prevalgono oggi anche sulla domanda su quale partito sia più capace di garantire la prosperità del Paese: li sceglie il 51% degli intervistati, contro il 37% che indica i repubblicani. Il margine di 14 punti è il più ampio dal 2007, quando raggiunse i 20 punti.
Economia e previsioni sul Congresso
Il costo della vita e l'inflazione restano tra le principali preoccupazioni espresse dagli americani. Nella sua rilevazione Gallup li indica come problema più importante il 13% degli intervistati, mentre l'11% cita l'economia in generale. La risposta più frequente, con il 30%, riguarda però il governo e la qualità della leadership.
Un altro sondaggio YouGov realizzato per il Daily Mail, i cui risultati sono riportati anche dall’International Business Times, rileva inoltre che il 39% degli intervistati si aspetta un peggioramento della propria situazione economica se i repubblicani manterranno il controllo del Congresso dopo il voto di novembre. Solo il 23% prevede invece un miglioramento.
In questo secondo sondaggio, alla domanda su quale partito ritengano più affidabile per migliorare le condizioni economiche proprie e della famiglia, il 35% sceglie i democratici e il 29% i repubblicani. Un ulteriore 29% non si fida di nessuno dei due, mentre il 7% non sa rispondere.
Intanto, il voto anticipato è già cominciato in diversi Stati: in Texas le urne hanno aperto lunedì 19 ottobre. La stessa sera Trump ha tenuto un comizio in Kansas a sostegno del senatore repubblicano Roger Marshall, impegnato in una corsa insolitamente combattuta contro il candidato democratico Adam Hamilton in uno Stato considerato normalmente abbastanza sicuro per i repubblicani e che invece è in gioco alle elezioni di metà mandato.
