Dall'inizio del 2024 una media di 466.000 americani al mese ha presentato domanda per aprire un'impresa, secondo i dati del Census Bureau, l'ufficio del censimento degli Stati Uniti. A giugno le richieste sono state 531.000, quasi il doppio della media mensile del 2019. Un'analisi dell'Economist individua tre ragioni dietro il boom: un mercato del lavoro bloccato, i nuovi consumi e soprattutto l'intelligenza artificiale, che ha abbassato le barriere per chi vuole mettersi in proprio.
Gli americani amano da sempre l'idea di essere il capo di sé stessi. Da almeno vent'anni circa il 60% dice che preferirebbe avviare un'attività propria piuttosto che lavorare per qualcun altro, secondo la società di sondaggi Gallup. Per un secolo però è successo il contrario. Man mano che le grandi aziende attiravano i lavoratori con la promessa della stabilità, la quota di autonomi è scesa dal 36% del 1910 a meno del 10% del 2020, secondo un rapporto dell'American Enterprise Institute, un centro studi.
La tendenza si è invertita con la pandemia, quando molti americani rimasti senza lavoro si sono messi in proprio aiutati dai sussidi federali per le piccole imprese e dall'esplosione del commercio online. Nel luglio 2020 le domande hanno toccato quota 547.000, il massimo mai registrato.
Finiti gli incentivi e ripartite le assunzioni, le richieste sono rimaste comunque elevate e dall'inizio del 2025 hanno ricominciato a crescere rapidamente. Il lavoro autonomo a tempo pieno ha raggiunto l'anno scorso il livello più alto di questo secolo, 16,8 milioni di persone, secondo il Small Business & Entrepreneurship Council, un'associazione di categoria.
Le startup di intelligenza artificiale della Silicon Valley, protagoniste di un altro boom, spiegano solo una piccola parte dell'aumento. I settori con la crescita maggiore delle domande tra il 2021 e il 2025 sono i servizi professionali (+25%), il commercio al dettaglio (+18%) e la sanità con l'assistenza sociale (+18%).
La prima ragione è il mercato del lavoro: negli ultimi anni le aziende americane hanno assunto e licenziato poco. La difficoltà di trovare un posto da dipendente potrebbe aver spinto chi cerca un impiego ad aprire un'attività, secondo John O'Trakoun, economista della sede di Richmond della Federal Reserve, la banca centrale americana. Vale soprattutto per i giovani, alle prese con un mercato complicato per chi è all'inizio della carriera. La quota di americani tra i 15 e i 34 anni convinti che sia un buon momento per trovare lavoro è scesa dal 75% del 2022 al 43% del 2025, secondo Gallup.
Lo stesso potrebbe valere per chi si è trasferito durante la pandemia e non voleva tornare in ufficio. Un paper del 2024 di Ryan Decker, economista della Federal Reserve, e di John Haltiwanger, dell'Università del Maryland, ha trovato una correlazione stretta tra la quota di persone che si licenziano in una zona e il numero di domande per nuove imprese. Entrambi i valori sono particolarmente alti nei sobborghi che hanno accolto gli impiegati in fuga dalle grandi città all'inizio del decennio.
La seconda ragione riguarda i consumi: l'invecchiamento della popolazione ha creato una domanda crescente di servizi per gli anziani, dalle case di riposo ai consulenti che aiutano a traslocare in abitazioni più piccole.
I piccoli commercianti approfittano invece della crescita del commercio online e di algoritmi sempre più bravi a proporre prodotti di nicchia agli appassionati. Più della metà delle vendite che passano da Shopify, una piattaforma di strumenti per l'e-commerce, arriva ormai da categorie fuori dalle 100 più comuni, come le carte collezionabili o i portapillole personalizzati.
La terza ragione, forse la più importante, è l'intelligenza artificiale: i chatbot permettono anche a chi ha poca dimestichezza con la tecnologia di costruire un sito e orientarsi tra i regolamenti locali. La quota di fondatori che hanno usato l'intelligenza artificiale per avviare la propria attività è raddoppiata tra il 2023 e il 2025, arrivando al 60%, secondo un sondaggio di Gusto, una piattaforma per la gestione delle buste paga. La banca JPMorgan Chase ha rilevato che le nuove generazioni di piccole imprese adottano queste tecnologie prima e in misura maggiore rispetto alle precedenti.
I politici americani amano presentare le piccole imprese come creatrici di posti di lavoro, ma i nuovi imprenditori sembrano destinati ad assumere meno che in passato. La quota di domande che il Census Bureau classifica come ad "alta propensione", cioè che probabilmente porteranno all'assunzione di almeno un dipendente oltre al fondatore, è stata del 30% l'anno scorso, in calo dal 38% del 2019. "L'intelligenza artificiale sta colmando le lacune di capacità che un tempo rendevano necessarie le assunzioni", hanno scritto gli economisti di Stripe, una società di pagamenti, in un post che annuncia "l'era del solopreneur", l'imprenditore che fa tutto da solo.
Kelly Loeffler, che guida la Small Business Administration, l'agenzia federale per le piccole imprese, non è d'accordo e si aspetta che le attività potenziate dall'intelligenza artificiale finiranno per assumere a ritmi simili o superiori rispetto a quelle che le hanno precedute.
Per Aaron Terrazas, economista di Gusto, gran parte del valore generato dall'intelligenza artificiale potrebbe finire non alle grandi aziende ma ai piccoli venditori online e ai commercialisti di provincia. Sarebbe l'inversione di una tendenza durata un secolo, quella che ha trasformato gli americani da lavoratori in proprio a dipendenti.
