Gli Stati Uniti vieteranno dal 29 settembre l'importazione dal Canada della maggior parte delle bevande alcoliche, di alcuni prodotti lattiero-caseari, di motociclette e ciclomotori e di diversi tipi di melassa. La Casa Bianca lo ha annunciato martedì sera con tre distinti ordini esecutivi, che prevedono anche un dazio del 50% su un'altra serie di merci, dai materassi ai motoscafi fino ai golf cart, a partire dal 15 settembre.
Tra i prodotti colpiti dal divieto figurano birra in lattina e in bottiglia, whisky di segale, numerosi vini, concentrati di siero di latte e motociclette con cilindrata superiore a 800 centimetri cubici. Negli atti Trump giustifica le misure con quella che definisce una discriminazione canadese ai danni dei prodotti caseari, dei veicoli e degli alcolici statunitensi.
Le nuove restrizioni sono state annunciate nello stesso giorno in cui sono entrati in vigore i contro-dazi canadesi su 20 miliardi di dollari di merci americane, circa il 6% dei 333,6 miliardi esportati dagli Stati Uniti in Canada lo scorso anno. Le aliquote, comprese tra il 15% e il 50%, colpiscono centinaia di prodotti, tra cui acciaio, alluminio, formaggi, elettrodomestici, abbigliamento, cosmetici e macchinari agricoli. Ottawa aveva deciso la ritorsione dopo che Washington, il 22 agosto, aveva imposto dazi del 50% su circa il 5% delle importazioni canadesi.
Trump ha esteso lo scontro anche agli appalti pubblici, incaricando la General Services Administration, l'agenzia federale che gestisce gli acquisti del governo, di dichiarare i prodotti canadesi non ammissibili ai grandi contratti di lungo periodo finché Ottawa non garantirà "piena e leale reciprocità" alle merci statunitensi. Secondo il presidente, si tratta di appalti per oltre 50 miliardi di dollari l'anno.
Resta inoltre la minaccia di raddoppiare dal 25% al 50% i dazi sulle automobili canadesi dal 1° gennaio. Lunedì Trump aveva anche minacciato di ostacolare le vendite di Bombardier se il costruttore aeronautico del Quebec non trasferirà parte della produzione negli Stati Uniti. I due senatori repubblicani del Kansas hanno fatto sapere di aver portato alla Casa Bianca le proprie preoccupazioni per i circa 1.200 posti di lavoro che l'azienda sostiene nel loro Stato.
Carney: "Il Canada deve cambiare direzione"
Il primo ministro Mark Carney non ha fatto marcia indietro. In un videomessaggio ha sostenuto che il Canada dispone di tutto ciò che serve per cambiare direzione e prosperare, riconoscendo che questa trasformazione avrà un costo, ma inferiore a quello dell'immobilismo. Ha inoltre difeso i contro-dazi come uno strumento necessario per proteggere lavoratori, imprese e comunità canadesi.
Secondo Carney, le richieste avanzate dagli Stati Uniti durante i negoziati falliti il 21 agosto avrebbero reso il Canada ancora più dipendente da Washington, anziché costruire una vera collaborazione economica tra i due Paesi. Il primo ministro ha affermato che le condizioni poste dagli americani comprendevano anche limiti alle tutele della lingua francese e della cultura del Quebec, un'influenza sui futuri accordi commerciali di Ottawa e misure che avrebbero indebolito i settori dell'auto, dell'acciaio e del legname.
La sfida per Ottawa resta enorme. Oltre il 70% delle esportazioni canadesi è diretto negli Stati Uniti e quasi il 60% delle importazioni proviene dal mercato americano. Carney sostiene tuttavia che le vendite verso gli altri Paesi stiano crescendo rapidamente e possano raddoppiare nel prossimo decennio. Il governo ha inoltre varato un pacchetto di sostegno a imprese e lavoratori da 7,5 miliardi di dollari canadesi, pari a circa 5,4 miliardi di dollari statunitensi.
Ottawa guarda all'Europa mentre i negoziati restano fermi
Il Canada sta intanto valutando un rapporto più stretto con l'Unione Europea, che potrebbe spingersi poco al di sotto dell'adesione. Tra le ipotesi allo studio figurano un ampliamento degli accordi esistenti, un nuovo trattato o altre forme di cooperazione. Il governo ha già avviato consultazioni con province, territori e sindacati, ma non ha ancora scelto un modello.
Carney sarà a Strasburgo il 16 settembre per assistere al discorso sullo stato dell'Unione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il giorno successivo interverrà al Parlamento Europeo.
Il Ministro canadese responsabile del Commercio con gli Stati Uniti, Dominic LeBlanc, ha detto che il governo sta valutando le nuove misure e resta in contatto con il Rappresentante del Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer. Un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha definito "costruttive" le conversazioni tra le due parti e ha riferito che sono previsti nuovi contatti nei prossimi giorni.
Secondo Wendy Cutler, ex funzionaria del Dipartimento del Commercio statunitense, il consenso di cui gode Carney, oggi superiore al 70%, gli lascia poche ragioni per affrettare la ripresa dei negoziati. Nessuna delle due parti, ha osservato, vuole apparire troppo ansiosa di tornare al tavolo e dare così un'impressione di debolezza.
