Alle presidenziali del 2024 più di 18 milioni di americani iscritti nelle liste elettorali non sono andati a votare. Erano il 10 per cento degli elettori registrati, in un'elezione decisa da circa 2 milioni di voti. Il motivo più citato non è un ostacolo pratico: un quinto di loro ha detto di non essere interessato.
I dati vengono dal Census Bureau, l'ufficio federale di statistica degli Stati Uniti, che dopo ogni elezione chiede a chi non ha votato quale sia stato il motivo principale. Li ha rielaborati USAFacts. Nel 2024 il 20 per cento degli elettori registrati rimasti a casa ha indicato la mancanza di interesse, il 18 per cento gli impegni o gli orari incompatibili e il 15 per cento il fatto di non apprezzare i candidati o i temi in discussione. Il 12 per cento non ha votato per una malattia o una disabilità, il 7 per cento perché era fuori città e il 4 per cento perché se n'era dimenticato.
Il disinteresse è cresciuto più di ogni altro motivo negli ultimi vent'anni. Nel 2004 lo citava l'11 per cento degli elettori registrati che non avevano votato, nove punti in meno rispetto al 2024. Dal 2020 è diventato la ragione più frequente in assoluto.
È aumentata anche la quota di chi non vota perché non gli piacciono i candidati. Nel 2004 era il motivo principale per il 10 per cento, nel 2016 è arrivata al 25 per cento, nell'elezione in cui si sfidavano Donald Trump e Hillary Clinton, e nel 2024 è scesa al 15 per cento.
In vent’anni chi non vota per disinteresse è quasi raddoppiato
Motivo principale indicato dagli elettori registrati che non hanno votato alle presidenziali, dal 2004 al 2024. Crescono il disinteresse e l’antipatia per i candidati, arrivata al massimo nel 2016; calano gli ostacoli pratici, come la malattia e i problemi di iscrizione alle liste.
Gli ostacoli pratici pesano invece sempre meno. La quota di chi indica problemi con l'iscrizione nelle liste è scesa dal 7 al 4 per cento, quella di chi cita una malattia o una disabilità dal 15 al 12 per cento. Nel 2024 sono diventati meno frequenti anche i seggi scomodi da raggiungere, i viaggi fuori città, gli impegni che si sovrapponevano al voto e il maltempo.
Alle midterm, come quelle del prossimo 3 novembre per cui è già cominciato il voto anticipato, l'affluenza è più bassa che alle presidenziali: nel 2022 sono rimasti a casa circa 37 milioni di elettori registrati, più del doppio rispetto al 2024. Anche i motivi cambiano. Chi non vota alle midterm cita molto meno spesso l'antipatia per i candidati: lo ha fatto solo il 6 per cento nel 2022, contro il 15 per cento delle presidenziali del 2024. Pesa invece molto di più la mancanza di tempo, indicata dal 27 per cento dei non votanti del 2022 contro il 18 per cento del 2024.
Senza una corsa alla Casa Bianca a occupare le prime pagine, alle midterm molti elettori non si accorgono nemmeno che si vota. Nel 2022 l'8 per cento degli elettori registrati che non hanno votato ha detto di essersene dimenticato, il doppio del 4 per cento delle presidenziali del 2024.
Alle midterm chi resta a casa dice soprattutto di non aver avuto tempo
Motivo principale indicato dagli elettori registrati che non hanno votato: circa 37 milioni alle midterm del 2022, 18 milioni alle presidenziali del 2024. Alle midterm pesano di più la mancanza di tempo e le dimenticanze, molto meno l’antipatia per i candidati.
Le ragioni cambiano molto anche in base all'età. Nel 2024 il 12 per cento di tutti i non votanti aveva indicato una malattia o una disabilità, ma tra gli over 65 la quota sale al 35 per cento. I giovani tra i 18 e i 24 anni sono quelli che più spesso non hanno votato perché erano fuori città, mentre gli elettori tra i 45 e i 64 anni sono quelli a cui piacevano meno i candidati e i temi in campo.
Chi ha cambiato casa da poco ha qualche difficoltà in più. Tra gli elettori registrati che vivevano nel loro indirizzo da meno di un anno, quasi il 10 per cento non ha votato per problemi legati all'iscrizione nelle liste. Rispetto agli altri erano anche più spesso fuori città, troppo impegnati o si erano dimenticati di votare.
Conta anche il titolo di studio. Chi ha una laurea dice meno spesso di non essere interessato, ma più spesso di non apprezzare i candidati e i temi della campagna.
Tra le regioni spicca l'Ovest. Pur avendo un'affluenza complessiva superiore alla media, è la zona del paese in cui il disinteresse pesa di più: lo cita il 27 per cento dei non votanti, contro una quota tra il 17 e il 20 per cento nel resto del paese. Un altro 7 per cento ha detto di essersi dimenticato di votare.
